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Lazio, Pioli si gode la 'bella gioventù'

Imprevedibile nelle sue prestazioni, nella vittoria di Firenze spicca la cartà d'identità dei goleador Felipe Anderson, Keita e Milinkovic. Il tecnico è tentato dalla possibilità di schierarli insieme, ma le sirene di mercato si faranno sentire

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ROMA  -  Difficile capirci qualcosa con questa Lazio. Capace di imprese come con la Fiorentina oppure come quella di San Siro contro l'Inter prima di Natale, ma allo stesso tempo in grado di pareggiare in casa con il Carpi chiudendo senza nemmeno un tiro in porta. Ovviamente a Pioli piace molto di più la prima versione, quella che a Firenze è riuscita ad annullare la squadra più bella del campionato con un'ordinata prova in fase difensiva, colpendo poi con intelligenza e cinismo davanti.

LA BELLA GIOVENTÙ, VIVA E FOLLE  -  Difficile trovare qualche biancoceleste che non sia andato oltre la piena sufficienza: Biglia ha dimostrato ancora una volta di essere imprescindibile per questa squadra, Candreva ha sfornato come sempre assist a profusione, la coppia centrale Mauricio-Hoedt ha saputo reggere bene l'urto di Kalinic&co. e così via. E il sapore di questi tre punti diventa ancora più gustoso se si guardano le carte d'identità dei tre giocatori andati a segno: "l'acqua santa" 22enne Felipe Anderson e i due "diavoli" di 20 anni Keita e Milinkovic. Decisamente una "bella gioventù", tanto per citare una celebre canzone di Renato Zero. Il cantante la definiva "viva da confonderci le idee, folle ancor più delle maree". Viva, appunto, come il segnale mandato da Felipe Anderson, entrato solo per i minuti finali ma capace di realizzare il gol che ha chiuso la partita. E poi "folle", come i due bad boys Keita e Milinkovic, irriverenti, sfrontati e tremendamente forti. Del caratterino esuberante di Keita già si sapeva e ieri, nel clima incandescente del Franchi, ha voluto confermarsi. Prima con un gol da centravanti vero, poi con numeri al limite dell'esaurimento nervoso per gli avversari: come quando a pochi minuti dalla fine, si è messo alla bandierina per guadagnare minuti preziosi sfidando Marcos Alonso con finte da fermo sullo stile di Cristiano Ronaldo e Neymar. Certamente più pragmatico l'altro bad boy Milinkovic, che evidentemente non ha una gran simpatia per la Fiorentina. Già, perché dopo il clamoroso ripensamento estivo (con tanto di lacrime) al momento della mancata firma con i viola, stavolta ha infierito sul cadavere segnando di prepotenza  il 2-0 e andando a cercare nemmeno troppo velatamente gli sguardi della panchina di Paulo Sousa durante l'esultanza.

IL TRIANGOLO SÌ, MERCATO PERMETTENDO - Tre talenti, diversi tra di loro, che Pioli e società possono coccolarsi. E che in futuro, magari, potrebbero essere schierati insieme. Perché questo triangolo no, ancora il tecnico non l'ha considerato (tanto per restare in tema), ma non è detto che nel corso di questa stagione non possa capitare di vederli contemporaneamente dal primo minuto. Al momento Keita e Felipe Anderson sono l'uno l'alternativa dell'altro, ma il senegalese ha dimostrato ancora una volta di avere tutte le caratteristiche per diventare una prima punta. L'età ovviamente è dalla sua parte, ma per poter lavorare su queste variabili tattiche, Pioli deve prima capire chi resterà a sua disposizione anche dopo questa sessione di mercato. Perché Keita ha richieste da Monaco e Watford, ma ha assicurato di voler restare alla Lazio, mentre Felipe, che ancora non ha ricevuto nuove offerte ufficiali dal Manchester United dopo quella estiva da 50 milioni, risponde in modo enigmatico quando gli viene domandato del suo futuro: "Non so cosa accadrà, penso a fare bene con questo club, che ha sempre creduto in me. Ho attraversato un momento difficile, devo solo migliorare". Ed è proprio quello che spera il ds Tare, che ha motivato così il rifiuto dei 50 milioni in estate: "Non ci siamo pentiti, se esplode come un anno fa può arrivare a valerne 100". Al momento l'idea è continuare insieme, poi se cambierà qualcosa e Felipe urlerà "mi vendo", allora la società valuterà altri profili. Come il 23enne Geuvânio del Santos, altro baby talento. Se sarà il caso, il ds Tare sarà pronto per dirlo anche a lui: "Bella gioventù, dimmi ancora di sì".
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