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Lazio, Pioli: "Con l'Atalanta farò turn over. A Praga cori anti-italiani"

Il tecnico annuncia una formazione rimaneggiata: "Dobbiamo considerare la partita di giovedì scorso e quella del prossimo". Sugli episodi di razzismo in Repubblica Ceca: "Ho avvertito più i cori contro gli italiani, ma non vuole essere una giustificazione. Punire i responsabili, non tutta la tifoseria"

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ROMA - Pioli ci prova a mantenere alta la concentrazione sul campionato, ma non ne è troppo convinto nemmeno lui. È normale che la priorità oggi sia solo l'Europa League e gli ottavi di ritorno in programma giovedì prossimo. La partita di campionato con l'Atalanta è qualcosa di secondario: "È  un impegno importante, anche se è inutile negare l'importanza del match successivo con lo Sparta Praga. In estate in Europa League c'erano 102 squadre, abbiamo la possibilità di rimanere tra le prime 8. La qualificazione potrebbe aprirci spirargli decisivi per il nostro futuro. Comunque in campionato abbiamo 10 giornate per migliorare la classifica".
 
PIOLI: "CON L'ATALANTA AMPIO TURNOVER. TRASFERTA A PRAGA DISPENDIOSA" - Una prospettiva molto meno allettante, insomma. Per questo in campionato scenderà in campo un undici altamente rimaneggiato, come mai è accaduto nel corso della sua gestione: "Già so la formazione, anche se sto aspettando gli esami dei giocatori infortunati ai quali si è aggiunto il nome di Milinkovic. La partita in Europa è stata dispendiosa, abbiamo finito con Radu infortunato e con Keita che ha avuto i crampi. Farò turnover, ma soltanto per mettere in campo la formazione migliore. Anche perché chi ha giocato giovedì scorso non potrebbe dare il massimo in campo". Per la prima volta il turnover riguarderà anche Biglia, nonostante il tecnico non voglia dare anticipazioni: "La squadra non sa ancora la formazione. Dobbiamo considerare la partita di giovedì scorso, quella con l'Atalanta e quella di giovedì prossimo. Considerando che chi ha giocato a Praga ha speso tanto". Proprio il capitano, dopo la partita con lo Sparta, ha detto che la Lazio non è ancora una grande squadra perché non ha continuità: "I risultati stanno dicendo questo, siamo in ritardo in campionato, in Europa League abbiamo avuto continuità. Parliamo di una competizione diversa e di atteggiamenti degli avversari diversi. Facciamo del male a pensare a quello che avremmo potuto fare. Mancano 10 partite in campionato, manca l'Europa League, dobbiamo concentrarci su quello che possiamo fare ancora. Poi tireremo le somme".
 
SUL RAZZISMO: "NON MI ERO ACCORTO. AVEVO SENTITO SOLO CORI ANTI-ITALIANI" - Il tecnico biancoceleste, poi, è tornato sull'argomento razzismo: "Non mi ero accorto e ho cercato di farlo capire all'arbitro con il mio inglese stentato. Non ho avvertito questa situazione, ho avvertito più i cori contro gli italiani. Quelli li ho sentiti in modo netto, ma non vuole essere una giustificazione. Ma credo sia più facile punire i trasgressori e non un'intera tifoseria. Sono situazioni da evitare che non fanno bene allo sport, ma si tratta pur sempre di una minoranza". Preferisce concentrarsi sugli altri tifosi, Pioli. Quelli che nella gara con il Sassuolo hanno riservato dei fischi pure per lui: "Tutte le partite servono per dimostrare il nostro valore. Mi sono preso gli applausi quando la Lazio giocava bene, giustamente mi prendo le critiche quando vanno male le cose. I tifosi che pagano poi possono sicuramente esprimere la propria opinione".
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