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Lazio, Pioli: "Potevo far meglio, ma non mi sento tradito"

Il tecnico analizza il momento difficilissimo dopo la eliminazione dall'Europa: "Quando i risultati sono questi, allora un allenatore deve farsi un esame di coscienza. Non credo però che i risultati negativi siano dovuti alla mancanza di compattezza"

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ROMA - Più che una conferenza stampa di presentazione della partita con il Milan, quello a cui si sottopone Pioli è un vero e proprio processo. Il tecnico ci mette la faccia di fronte alle telecamere e si carica addosso tutte le responsabilità della stagione fallimentare: "Quando i risultati sono questi, allora un allenatore deve farsi un esame di coscienza. Perché è quello che motiva i giocatori e sceglie la formazione. Potevo fare un lavoro migliore, sono onesto. È stata una stagione complicata, ma non mi piace gettare la spugna e se comincio qualcosa la voglio finire. Ci metto la faccia e ho voglia di concludere il lavoro con tutta la professionalità e l'orgoglio possibile".

PIOLI: "NON MI SENTO TRADITO DAL GRUPPO" - La partita con il Milan, a prescindere dal risultato finale, potrebbe essere la sua ultima panchina da allenatore della Lazio (Simone Inzaghi principale candidato per sostituirlo). Ecco perché non ha senso adesso guardare al futuro: "Non è il momento di parlarne, anche Tare prima della partita con lo Sparta Praga ha detto che ci sarà un momento in cui valuteremo, esamineremo tutte le dinamiche e poi tireremo le somme. Non sto pensando al mio futuro, sto pensando a finire con serietà e impegno una stagione negativa. Abbiamo ancora 9 partite di campionato: vincere con il Milan potrebbe riaprire qualche discorso per il sesto posto. Il futuro lo vedremo più avanti". Prova a concentrare l'attenzione sul presente, il tecnico. Ma il processo non è ancora finito e si passa ai problemi del gruppo manifestati dai giocatori: "Non credo che i risultati negativi siano dovuti alla mancanza di compattezza. In tutti gli spogliatoi esistono dinamiche difficili da gestire, poi i risultati aiutano o complicano le situazioni. A novembre abbiamo perso tante partite e qualche problemino c'è stato. Ma non a livello di mancanza di coesione. Non mi sento tradito da loro, sono convinto di allenare un gruppo di professionisti e di allenare una buona squadra. Tutti hanno reso al di sotto, le cose negative si sono accumulate. Un conto è lavorare nella passione, con l'entusiasmo. Invece noi non siamo riusciti a sostenere le aspettative che erano alte. A volte sono stati commessi errori individuali, a volte di reparto. Giovedì nelle due aree siamo stati imprecisi. Abbiamo crossato e tirato tanto, ma abbiamo perso 3-0 e quindi non ci sono scusanti".
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SU LOTITO: "HA MANIFESTATO LA SUA DELUSIONE" - Anche perché la débacle con lo Sparta Praga è solo l'ultima delusione di una stagione cominciata subito malissimo con le sconfitte in Supercoppa italiana e nel playoff Champions: "L'annata è partita male, ci sono stati tanti infortuni. Poi era difficile immaginare che Milan e Inter senza coppe sarebbero arrivati sesti e settimi un'altra volta. Sapevamo che sarebbe stato un campionato molto più complicato. Ci voleva più attenzione, tante occasioni non le abbiamo sfruttate". Tra le occasioni non sfruttate rientra anche il mercato di gennaio, che la società ha utilizzato solo per portare in biancoceleste Bisevac, un giocatore che si è dimostrato non all'altezza: "Io lavoro con il materiale che ho a disposizione. Penso che la Lazio sia una buona squadra e che potevamo fare di più. Siamo delusi da noi stessi, la pensiamo tutti così. Giovedì abbiamo buttato via un'altra occasione. Mi servirà da esperienza per migliorare ulteriormente". Pioli non se la prende con il club, nonostante nel confronto di venerdì sia stato pesantemente criticato dal presidente Lotito: "Come è giusto che sia, il presidente ha manifestato la delusione alla squadra e all'allenatore per la partita di giovedì". Solo a questo punto, il tecnico riesce a parlare del Milan: "Ci aspetta un avversario che gioca con ritmo, pratica un calcio offensivo e concede spazi. Dovremo sfruttarli e difendere con compattezza. Se giochiamo con lo spirito con cui ci siamo allenati in questi due giorni, allora abbiamo buone chance di vincere. Keita ha avuto un affaticamento al polpaccio, ma credo che sarà disponibile. Konko no, mentre tutti gli altri che hanno giocato stanno bene".
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