ROMA - Sì, è successo davvero. Bielsa ha comunicato alla Lazio le sue dimissioni ancora prima di cominciare: "Prendiamo atto con stupore - si legge sul comunicato ufficiale del club - delle dimissioni del Sig. Marcelo Bielsa, anche a nome dei suoi collaboratori, in palese violazione degli impegni assunti con i contratti sottoscritti la settimana scorsa e regolarmente depositati presso la Lega e la FIGC con i relativi adempimenti previsti. La Società si riserva ogni azione a tutela dei propri diritti. Affida la conduzione della squadra nel ritiro preparatorio al Sig. Simone Inzaghi". E in serata Inzaghi è arrivato a Formello: "Devo incontrare Lotito per parlare dei dettagli, ma sono contento", ha detto. Intorno alle 20 arriva anche il presidente: un confronto da cui Inzaghi esce con la firma. Un anno di contratto più opzione sul secondo. La Lazio riparte da Inzaghi, che ammette: "Ho firmato per un anno, tutto a posto. Sono contento, poi domani diciamo tutto. Voglio dormire che sono in giro da stamattina. Domani in conferenza parlerò anch'io".
Resta però l'onta dell'affaire Bielsa. Quel "salvo clamorosi colpi di scena" doveroso nelle puntate precedenti di questa estenuante telenovela si è trasformato nella più goffa e ridicola delle figuracce a livello internazionale per la Lazio. Il motivo principale alla base di questo nuovo dietrofront sono alcune divergenze sui potenziali acquisti e sulle tempistiche, affrontate ancora una volta in una discussione nella notte tra giovedì e venerdì con Bielsa: proprio al termine di questa, l'allenatore ha comunicato la volontà di non adempiere agli impegni presi. Quello che è accaduto sembra quasi una barzelletta, da cui esce malissimo il presidente Lotito, il cui già complicato rapporto con la piazza sprofonderà inevitabilmente nell'abisso della contestazione.
Chiaro che se si è arrivati a tanto ci devono essere delle responsabilità anche da parte dell'argentino, che la firma sul contratto l'aveva messa, così come si era fatto 4 ore di autostrada e altre 3 al consolato italiano per ritirare il famoso visto. Ma insomma è la gestione dell'intera situazione da parte del club biancoceleste che ha dello sconcertante: un silenzio durato settimane, rotto solo dal contorto ed enigmatico comunicato ufficiale del 6 luglio in cui si affermava che "come emerso dalle notizie date dai media, la S.S. Lazio comunica di aver già depositato il contratto del Sig. Marcelo Bielsa e dei suoi collaboratori. La Società comunica altresì che, come da comunicazione ricevuta, il mister ed il suo staff saranno a Roma nella giornata di sabato 09 luglio".
La prima impressione, ossia quella che fosse solo un modo per cautelarsi e avere modo di iniziare una battaglia legale in caso di inadempienze del tecnico, si è rivelata corretta. E adesso si riparte da dove si era concluso, con Simone Inzaghi, che si caricherà di un fardello pesantissimo da gestire in questo ritiro (si parla solo di ritiro nel nuovo comunicato, quindi non è escluso che ci si possa muovere per altri allenatori) e con una rosa costruita su indicazioni di Bielsa.
IL COMUNICATO DI BIELSA: "ACCORDI NON RISPETTATI" - Ed ecco la risposta ufficiale di Bielsa, attraverso un comunicato diffuso ai media: "Abbiamo preso, con i miei collaboratori, questa decisone perché in 4 settimane di lavoro congiunto con voi non abbiamo ottenuto nessuno dei sette acquisti espressamente richiesti nel piano di lavoro approvato dal presidente Lotito. Tenendo in conto che era stato deciso di cedere 18 giocatori della passata stagione, l'arrivo dei rinforzi era necessario. Era stato approvato, come condizione necessaria per l'attuazione del programma di lavoro, l'acquisto di almeno 4 giocatori prima del 5 luglio. A questa data, non si era concretizzato alcun acquisto. Nonostante questo, il club ha reso pubblico il contratto che ci legava, malgrado questo non fosse praticabile senza gli acquisti. La situazione, al momento, è la stessa e le prospettive incerte. Mancando solo tre giorni al ritiro di Auronzo, questa decisione non era più procrastinabile. Come già vi avevo detto, per il mio stile di lavoro era fondamentale avere i giocatori in tempo e in forma per poterli allenare. E' importante chiarire che non ho in mano alcuna offerta di lavoro. A breve vi invierò il documento legale che certifica la rinuncia. Solo se necessario chiarirò la mia posizione dinanzi ai media".
Resta però l'onta dell'affaire Bielsa. Quel "salvo clamorosi colpi di scena" doveroso nelle puntate precedenti di questa estenuante telenovela si è trasformato nella più goffa e ridicola delle figuracce a livello internazionale per la Lazio. Il motivo principale alla base di questo nuovo dietrofront sono alcune divergenze sui potenziali acquisti e sulle tempistiche, affrontate ancora una volta in una discussione nella notte tra giovedì e venerdì con Bielsa: proprio al termine di questa, l'allenatore ha comunicato la volontà di non adempiere agli impegni presi. Quello che è accaduto sembra quasi una barzelletta, da cui esce malissimo il presidente Lotito, il cui già complicato rapporto con la piazza sprofonderà inevitabilmente nell'abisso della contestazione.
Chiaro che se si è arrivati a tanto ci devono essere delle responsabilità anche da parte dell'argentino, che la firma sul contratto l'aveva messa, così come si era fatto 4 ore di autostrada e altre 3 al consolato italiano per ritirare il famoso visto. Ma insomma è la gestione dell'intera situazione da parte del club biancoceleste che ha dello sconcertante: un silenzio durato settimane, rotto solo dal contorto ed enigmatico comunicato ufficiale del 6 luglio in cui si affermava che "come emerso dalle notizie date dai media, la S.S. Lazio comunica di aver già depositato il contratto del Sig. Marcelo Bielsa e dei suoi collaboratori. La Società comunica altresì che, come da comunicazione ricevuta, il mister ed il suo staff saranno a Roma nella giornata di sabato 09 luglio".
La prima impressione, ossia quella che fosse solo un modo per cautelarsi e avere modo di iniziare una battaglia legale in caso di inadempienze del tecnico, si è rivelata corretta. E adesso si riparte da dove si era concluso, con Simone Inzaghi, che si caricherà di un fardello pesantissimo da gestire in questo ritiro (si parla solo di ritiro nel nuovo comunicato, quindi non è escluso che ci si possa muovere per altri allenatori) e con una rosa costruita su indicazioni di Bielsa.
IL COMUNICATO DI BIELSA: "ACCORDI NON RISPETTATI" - Ed ecco la risposta ufficiale di Bielsa, attraverso un comunicato diffuso ai media: "Abbiamo preso, con i miei collaboratori, questa decisone perché in 4 settimane di lavoro congiunto con voi non abbiamo ottenuto nessuno dei sette acquisti espressamente richiesti nel piano di lavoro approvato dal presidente Lotito. Tenendo in conto che era stato deciso di cedere 18 giocatori della passata stagione, l'arrivo dei rinforzi era necessario. Era stato approvato, come condizione necessaria per l'attuazione del programma di lavoro, l'acquisto di almeno 4 giocatori prima del 5 luglio. A questa data, non si era concretizzato alcun acquisto. Nonostante questo, il club ha reso pubblico il contratto che ci legava, malgrado questo non fosse praticabile senza gli acquisti. La situazione, al momento, è la stessa e le prospettive incerte. Mancando solo tre giorni al ritiro di Auronzo, questa decisione non era più procrastinabile. Come già vi avevo detto, per il mio stile di lavoro era fondamentale avere i giocatori in tempo e in forma per poterli allenare. E' importante chiarire che non ho in mano alcuna offerta di lavoro. A breve vi invierò il documento legale che certifica la rinuncia. Solo se necessario chiarirò la mia posizione dinanzi ai media".