Immobile, gol e personalità: la Lazio ha trovato il suo leader
di STEFANO FIORIMai una partenza così forte in serie A, ed anche la prestazione in Nazionale conferma il suo stato di forma. L'attaccante si sta guadagnando il ruolo di uomo di riferimento. Caso Zarate: il Tas dà ragione all'ex laziale
ROMA - Nel solco di Beppe Signori e Gigi Casiraghi, ma prima ancora di Giorgio Chinaglia e Bruno Giordano, fino al leggendario Silvio Piola. La Lazio e i laziali riassaporano il gusto di tifare per il proprio bomber principe anche in Nazionale. Un po' come avvenuto negli ultimi anni con Miro Klose, ma senza quell'empatia tricolore riscoperta invece con Ciro Immobile. "Gridiamolo forte, Ciruzzo è nostro!", ribadiscono qua e là in giro per i social i sostenitori biancocelesti. Effetto della super-prestazione offerta dall'attaccante campano contro la Spagna: mezz'ora a disposizione, dopo l'ingresso al posto di Pellè, per rianimare le speranze di acciuffare almeno il pareggio. Non ha trovato il gol, Immobile, ma di scompigli nell'area iberica ne ha creati parecchi. Dopo l'esclusione punitiva dalla Nazionale dello stesso Pellè, per la punta di Torre Annunziata salgono ora vertiginosamente le possibilità di scende…
ROMA - Nel solco di Beppe Signori e Gigi Casiraghi, ma prima ancora di Giorgio Chinaglia e Bruno Giordano, fino al leggendario Silvio Piola. La Lazio e i laziali riassaporano il gusto di tifare per il proprio bomber principe anche in Nazionale. Un po' come avvenuto negli ultimi anni con Miro Klose, ma senza quell'empatia tricolore riscoperta invece con Ciro Immobile. "Gridiamolo forte, Ciruzzo è nostro!", ribadiscono qua e là in giro per i social i sostenitori biancocelesti. Effetto della super-prestazione offerta dall'attaccante campano contro la Spagna: mezz'ora a disposizione, dopo l'ingresso al posto di Pellè, per rianimare le speranze di acciuffare almeno il pareggio. Non ha trovato il gol, Immobile, ma di scompigli nell'area iberica ne ha creati parecchi. Dopo l'esclusione punitiva dalla Nazionale dello stesso Pellè, per la punta di Torre Annunziata salgono ora vertiginosamente le possibilità di scendere in campo dal primo minuto contro la Macedonia, domenica a Skopje.
L'INTRECCIO LAZIO-NAZIONALE NEL DESTINO - "Sono felice - ha esclamato al termine della sfida dello Juventus Stadium - perché sapevo quanta fiducia avesse in me il mister. Vengo da una doppietta con la Lazio e sono qui per dare il massimo, mettendo la mia carica a disposizione dei compagni". La doppietta contro l'Udinese, nell'ultima giornata di campionato, come carburante per la sua ascesa azzurra. Uno scambio di fluidi positivi che funziona anche in senso inverso, evidentemente: "Il gol con la Nazionale mi ha aiutato, è stato importante per me perché sono tornato a Roma e mentalmente ero preparato, pronto, e sono riuscito a segnare tre reti", aveva dichiarato prima di raggiungere il ritiro di Coverciano. Il riferimento è al gol del definitivo 3-1 in Israele, lo scorso 5 settembre: da quel momento in poi, l'ex granata ha realizzato altri tre centri con la Lazio. Che la simbiosi tra l'azzurro e il biancoceleste gli stia portando grandi benefici, per certi versi, non stupisce: "Già durante l'Europeo ci sono state battutine con il presidente Lotito che era lì e si è creato questo feeling", rivelò appena giunto a Roma per firmare il contratto fino al 2021. Galeotta fu insomma la Nazionale nel far incrociare i destini di Immobile e della Lazio. E fortunatamente galeotta continua a esserlo in questo primo scorcio di stagione. Che, dati alla mano, è fin qui il più prolifico nella carriera in Serie A dell'attaccante classe '90.
IL SUO INIZIO MIGLIORE IN SERIE A: I NUMERI DI IMMOBILE - Mai infatti Immobile aveva realizzato 4 reti nelle prime sette giornate del massimo campionato. Neanche nella stagione di grazia 2013/14, quando con il Torino si laureò capocannoniere del torneo: nei primi sette turni, riuscì a entrare nel tabellino dei marcatori solamente in un'occasione. A fine anno saranno 22 le marcature totali nelle 33 gare disputate, per una media gol di 1,5 reti a partita. Praticamente la stessa registrata finora in maglia biancoceleste: i sigilli contro Atalanta, Pescara e Udinese (doppietta) gli valgono una media di un gol ogni 154 minuti di gioco. Un passo di marcia migliore rispetto al suo rendimento storico in Serie A: in 90 partite totali Immobile ha messo a segno 36 reti, una ogni 172,75 minuti. Per ritrovare un inizio di stagione più roboante, bisogna tornare al 2011/12: con il Pescara, in Serie B, firmò 6 reti nelle prime sette partite, viatico verso i 28 centri che gli permisero di conquistare il titolo di re dei goleador in cadetteria.
SEMPRE TITOLARE E NUOVO UOMO SPOGLIATOIO - A impreziosire il suo exploit con la Lazio, anche i due assist sfornati contro Atalanta ed Empoli, le 13 occasioni da gol create e le 9 conclusioni effettuate nello specchio della porta (che gli valgono un posto nella Top 10 del campionato, in compagnia dell'interista Icardi). Ma soprattutto, la presenza costante nelle scelte di Inzaghi: oltre a lui, solamente il compagno di Nazionale Marco Parolo e l'olandese Stefan de Vrij sono scesi in campo da titolari in tutte e sette le partite. Da neo acquisto a pedina insostituibile, il passo per lui è stato breve. "È un uomo spogliatoio, si sacrifica e tira la carretta, mi ha sorpreso molto", ha aggiunto elogiandolo il compagno di club Danilo Cataldi. Del resto, consapevole di arrivare a Roma con il compito di sostituire Miro Klose, fu lo stesso Immobile ad affermare: "È giusto che il centravanti della Lazio abbia grandi responsabilità". Dichiarazione che farebbe inorgoglire Voltaire o, più prosaicamente, il creatore di Spiderman.
SABATO TEST CON LA PRIMAVERA. E BIGLIA SI CURA IN PATRIA - Simone Inzaghi spera allora che il flusso benefico tra Nazionale e Lazio per Immobile si confermi anche alla ripresa del campionato. In vista dell'impegno casalingo di domenica 16 contro il Bologna, il tecnico piacentino continua a lavorare a Formello con il gruppo ridotto all'osso. Nella mattinata di venerdì la partitella sette contro sette tra i giocatori rimasti a Roma, mentre sabato andrà in scena il test più succoso contro la Primavera di mister Bonatti. Tra chi è volato lontano dalla Capitale, non solo i nazionali: Lucas Biglia è tornato in Argentina per recuperare dallo stiramento al polpaccio. Ancora fermi gli altri infortunati Bastos, Marchetti e Basta (questi ultimi con ottime possibilità di tornare in campo già contro i rossoblù di Donadoni).
CASO ZARATE, IL TAS DÀ RAGIONE ALL'EX LAZIALE - Le novità in casa Lazio arrivano anche dall'Arbitrato del Tribunale per lo Sport, che si è espresso sulla richiesta di risarcimento danni avanzata dal club biancoceleste al Velez Sarsfield. Il riferimento è al tesseramento dell'ex laziale Mauro Zarate, avvenuto nell'estate 2013. Il giocatore e la società argentina erano stato condannati in primo grado al pagamento di circa 6 milioni di euro: l'attaccante aveva risolto unilateralmente il suo contratto con la Lazio, ricorrendo prima all'arbitrato italiano quindi alla Fifa. L'appello da parte di Zarate si è risolto invece a favore dell'attuale calciatore della Fiorentina: "Sono contento - ha commentato su Twitter l'argentino - perché il tempo mi ha dato ragione. Oggi si conosce la verità, quella stessa che per rispetto dei tifosi della Lazio non ho mai raccontare in piazza". Soddisfazione espressa anche da parte dell'avvocato del Velez, Rafael Trevisan. "Giustizia è stata fatta, perché Zarate alla Lazio era stato escluso dalla formazione per più di 200 giorni e questa cosa è una chiara violazione del contratto collettivo del lavoro italiano".
L'INTRECCIO LAZIO-NAZIONALE NEL DESTINO - "Sono felice - ha esclamato al termine della sfida dello Juventus Stadium - perché sapevo quanta fiducia avesse in me il mister. Vengo da una doppietta con la Lazio e sono qui per dare il massimo, mettendo la mia carica a disposizione dei compagni". La doppietta contro l'Udinese, nell'ultima giornata di campionato, come carburante per la sua ascesa azzurra. Uno scambio di fluidi positivi che funziona anche in senso inverso, evidentemente: "Il gol con la Nazionale mi ha aiutato, è stato importante per me perché sono tornato a Roma e mentalmente ero preparato, pronto, e sono riuscito a segnare tre reti", aveva dichiarato prima di raggiungere il ritiro di Coverciano. Il riferimento è al gol del definitivo 3-1 in Israele, lo scorso 5 settembre: da quel momento in poi, l'ex granata ha realizzato altri tre centri con la Lazio. Che la simbiosi tra l'azzurro e il biancoceleste gli stia portando grandi benefici, per certi versi, non stupisce: "Già durante l'Europeo ci sono state battutine con il presidente Lotito che era lì e si è creato questo feeling", rivelò appena giunto a Roma per firmare il contratto fino al 2021. Galeotta fu insomma la Nazionale nel far incrociare i destini di Immobile e della Lazio. E fortunatamente galeotta continua a esserlo in questo primo scorcio di stagione. Che, dati alla mano, è fin qui il più prolifico nella carriera in Serie A dell'attaccante classe '90.
IL SUO INIZIO MIGLIORE IN SERIE A: I NUMERI DI IMMOBILE - Mai infatti Immobile aveva realizzato 4 reti nelle prime sette giornate del massimo campionato. Neanche nella stagione di grazia 2013/14, quando con il Torino si laureò capocannoniere del torneo: nei primi sette turni, riuscì a entrare nel tabellino dei marcatori solamente in un'occasione. A fine anno saranno 22 le marcature totali nelle 33 gare disputate, per una media gol di 1,5 reti a partita. Praticamente la stessa registrata finora in maglia biancoceleste: i sigilli contro Atalanta, Pescara e Udinese (doppietta) gli valgono una media di un gol ogni 154 minuti di gioco. Un passo di marcia migliore rispetto al suo rendimento storico in Serie A: in 90 partite totali Immobile ha messo a segno 36 reti, una ogni 172,75 minuti. Per ritrovare un inizio di stagione più roboante, bisogna tornare al 2011/12: con il Pescara, in Serie B, firmò 6 reti nelle prime sette partite, viatico verso i 28 centri che gli permisero di conquistare il titolo di re dei goleador in cadetteria.
SEMPRE TITOLARE E NUOVO UOMO SPOGLIATOIO - A impreziosire il suo exploit con la Lazio, anche i due assist sfornati contro Atalanta ed Empoli, le 13 occasioni da gol create e le 9 conclusioni effettuate nello specchio della porta (che gli valgono un posto nella Top 10 del campionato, in compagnia dell'interista Icardi). Ma soprattutto, la presenza costante nelle scelte di Inzaghi: oltre a lui, solamente il compagno di Nazionale Marco Parolo e l'olandese Stefan de Vrij sono scesi in campo da titolari in tutte e sette le partite. Da neo acquisto a pedina insostituibile, il passo per lui è stato breve. "È un uomo spogliatoio, si sacrifica e tira la carretta, mi ha sorpreso molto", ha aggiunto elogiandolo il compagno di club Danilo Cataldi. Del resto, consapevole di arrivare a Roma con il compito di sostituire Miro Klose, fu lo stesso Immobile ad affermare: "È giusto che il centravanti della Lazio abbia grandi responsabilità". Dichiarazione che farebbe inorgoglire Voltaire o, più prosaicamente, il creatore di Spiderman.
SABATO TEST CON LA PRIMAVERA. E BIGLIA SI CURA IN PATRIA - Simone Inzaghi spera allora che il flusso benefico tra Nazionale e Lazio per Immobile si confermi anche alla ripresa del campionato. In vista dell'impegno casalingo di domenica 16 contro il Bologna, il tecnico piacentino continua a lavorare a Formello con il gruppo ridotto all'osso. Nella mattinata di venerdì la partitella sette contro sette tra i giocatori rimasti a Roma, mentre sabato andrà in scena il test più succoso contro la Primavera di mister Bonatti. Tra chi è volato lontano dalla Capitale, non solo i nazionali: Lucas Biglia è tornato in Argentina per recuperare dallo stiramento al polpaccio. Ancora fermi gli altri infortunati Bastos, Marchetti e Basta (questi ultimi con ottime possibilità di tornare in campo già contro i rossoblù di Donadoni).
CASO ZARATE, IL TAS DÀ RAGIONE ALL'EX LAZIALE - Le novità in casa Lazio arrivano anche dall'Arbitrato del Tribunale per lo Sport, che si è espresso sulla richiesta di risarcimento danni avanzata dal club biancoceleste al Velez Sarsfield. Il riferimento è al tesseramento dell'ex laziale Mauro Zarate, avvenuto nell'estate 2013. Il giocatore e la società argentina erano stato condannati in primo grado al pagamento di circa 6 milioni di euro: l'attaccante aveva risolto unilateralmente il suo contratto con la Lazio, ricorrendo prima all'arbitrato italiano quindi alla Fifa. L'appello da parte di Zarate si è risolto invece a favore dell'attuale calciatore della Fiorentina: "Sono contento - ha commentato su Twitter l'argentino - perché il tempo mi ha dato ragione. Oggi si conosce la verità, quella stessa che per rispetto dei tifosi della Lazio non ho mai raccontare in piazza". Soddisfazione espressa anche da parte dell'avvocato del Velez, Rafael Trevisan. "Giustizia è stata fatta, perché Zarate alla Lazio era stato escluso dalla formazione per più di 200 giorni e questa cosa è una chiara violazione del contratto collettivo del lavoro italiano".