Lazio, da 'ripiego' a protagonista: la rivincita di Inzaghi
di MARCO ERCOLEArrivato in estate nel momento di massima contestazione, il tecnico ha conquistato l'ambiente fino all'exploit con la Roma che gli vale quasi la finale di Coppa italia
ROMA - C'è la prestazione mostruosa di Milinkovic da una parte, quella granitica della difesa dall'altra, con in mezzo la facilità con la quale Ciro Immobile va in gol e il dominio assoluto del centrocampo biancoceleste su quello avversario. Queste e tante alte componenti hanno permesso alla Lazio di aggiudicarsi il primo round del derby in semifinale di Coppa Italia, ma una in particolare spicca su tutte le altre: Simone Inzaghi.
È IL DERBY DI INZAGHI - Sì, l'allenatore biancoceleste, arrivato in estate nel momento di massima contestazione con l'etichetta di "ripiego" per via del caos Bielsa. Si è preso le critiche in silenzio, a testa bassa ha iniziato il suo lavoro basato sia sulla creazione del gruppo che nel lavoro tattico. E il lavoro ha dato i suoi frutti, come testimoniano i 50 punti in classifica dopo 26 giornate di campionato (miglior risultato dell'era Lotito a questo punto della stagione) e la qualific…
È IL DERBY DI INZAGHI - Sì, l'allenatore biancoceleste, arrivato in estate nel momento di massima contestazione con l'etichetta di "ripiego" per via del caos Bielsa. Si è preso le critiche in silenzio, a testa bassa ha iniziato il suo lavoro basato sia sulla creazione del gruppo che nel lavoro tattico. E il lavoro ha dato i suoi frutti, come testimoniano i 50 punti in classifica dopo 26 giornate di campionato (miglior risultato dell'era Lotito a questo punto della stagione) e la qualific…
ROMA - C'è la prestazione mostruosa di Milinkovic da una parte, quella granitica della difesa dall'altra, con in mezzo la facilità con la quale Ciro Immobile va in gol e il dominio assoluto del centrocampo biancoceleste su quello avversario. Queste e tante alte componenti hanno permesso alla Lazio di aggiudicarsi il primo round del derby in semifinale di Coppa Italia, ma una in particolare spicca su tutte le altre: Simone Inzaghi.
È IL DERBY DI INZAGHI - Sì, l'allenatore biancoceleste, arrivato in estate nel momento di massima contestazione con l'etichetta di "ripiego" per via del caos Bielsa. Si è preso le critiche in silenzio, a testa bassa ha iniziato il suo lavoro basato sia sulla creazione del gruppo che nel lavoro tattico. E il lavoro ha dato i suoi frutti, come testimoniano i 50 punti in classifica dopo 26 giornate di campionato (miglior risultato dell'era Lotito a questo punto della stagione) e la qualificazione alla semifinale di Coppa Italia, l'unica altra competizione in cui è stato impegnato. E nella sfida d'andata, contro la Roma, è riuscito pure a vincere 2-0, centrando un risultato che mancava dal 26 maggio 2013. Questa è la sua vittoria. Voluta, cercata e preparata nei minimi dettagli. Il giorno stesso della partita ha tenuto due riunioni, una la mattina - prima dell'allenamento di rifinitura - e un'altra a pochi minuti dalla partita. In entrambe ha toccato le corde giuste dei proprio giocatori, con discorsi motivazionali per responsabilizzarli e stimolarli nel profondo.
VIDEO LA SINTESI DEL DERBY
TATTICAMENTE PERFETTI - Dal punto di vista tattico la sua Lazio è stata impeccabile: alla fine ha optato per un atteggiamento molto più conservativo del solito, una difesa a 3 (o meglio a 5), con i centrali Bastos, de Vrij e Wallace. Quest'ultimo, in particolare, ha giocato in un ruolo non proprio abitudinario, da centro-sinistra, per sfruttare le sue caratteristiche e contrapporle a quelle di Salah. Sulle corsie esterne è toccato a Basta e Lukaku accompagnare di volta in volta la manovra offensiva, ma allo stesso tempo scivolare all'indietro a seconda degli attacchi della Roma. Poi il centrocampo, con Lucas Biglia sempre più in crescita, capace di annichilire uno dei giocatori più in forma del momento in Europa, Radja Nainggolan. Ad aiutarlo Marco Parolo, come al solito quello ad aver chiuso la gara con la fetta più ampia di chilometri percorsi (12.702 km), nei 117.779 complessivi della partita della Lazio: per capire meglio la portata di questa statistica, è sufficiente considerare che per la squadra biancoceleste si tratta del dato più alto registrato negli ultimi 3 anni.
COME SARANNO LE MAGLIE DELLA PROSSIMA STAGIONE
MILINKOVIC DA URLO - Il centrocampo è completato poi da un certo Milinkovic, probabilmente alla sua miglior partita con la maglia della Lazio. E non si tratta di un caso, perché il giovane serbo sta seguendo un'evoluzione verticale dal primo giorno in cui è stato acquistato per 9 milioni dal Genk. In campo mostra la sfrontatezza e l'irriverenza tipica di un 22enne, ma a queste abbina anche una classe cristallina e disponibilità al sacrificio, sintetizzate alla perfezione dal gol (il sesto della sua stagione, miglior risultato della sua carriera) che sbloccato la partita. Lo ha confezionato insieme a Felipe Anderson, altra svolta tattica studiata da Inzaghi: nel 3-5-2 (o 3-4-2-1) utilizzato ieri, il brasiliano aveva completa libertà di movimento, tant'è che pur partendo dalla destra, l'assist per il gol di Milinkovic lo ha servito dalla corsia di sinistra. L'ultima mossa, infine, è quella di utilizzare Keita a gara in corso per sfruttare la sua energia e la sua velocità, messa in mostra contro Manolas nell'azione del 2-0, quando il giovane senegalese ha permesso a Immobile di finalizzare e trovare la sua prima rete in un derby. Quella che ha reso perfetta la serata biancoceleste.
È IL DERBY DI INZAGHI - Sì, l'allenatore biancoceleste, arrivato in estate nel momento di massima contestazione con l'etichetta di "ripiego" per via del caos Bielsa. Si è preso le critiche in silenzio, a testa bassa ha iniziato il suo lavoro basato sia sulla creazione del gruppo che nel lavoro tattico. E il lavoro ha dato i suoi frutti, come testimoniano i 50 punti in classifica dopo 26 giornate di campionato (miglior risultato dell'era Lotito a questo punto della stagione) e la qualificazione alla semifinale di Coppa Italia, l'unica altra competizione in cui è stato impegnato. E nella sfida d'andata, contro la Roma, è riuscito pure a vincere 2-0, centrando un risultato che mancava dal 26 maggio 2013. Questa è la sua vittoria. Voluta, cercata e preparata nei minimi dettagli. Il giorno stesso della partita ha tenuto due riunioni, una la mattina - prima dell'allenamento di rifinitura - e un'altra a pochi minuti dalla partita. In entrambe ha toccato le corde giuste dei proprio giocatori, con discorsi motivazionali per responsabilizzarli e stimolarli nel profondo.
VIDEO LA SINTESI DEL DERBY
TATTICAMENTE PERFETTI - Dal punto di vista tattico la sua Lazio è stata impeccabile: alla fine ha optato per un atteggiamento molto più conservativo del solito, una difesa a 3 (o meglio a 5), con i centrali Bastos, de Vrij e Wallace. Quest'ultimo, in particolare, ha giocato in un ruolo non proprio abitudinario, da centro-sinistra, per sfruttare le sue caratteristiche e contrapporle a quelle di Salah. Sulle corsie esterne è toccato a Basta e Lukaku accompagnare di volta in volta la manovra offensiva, ma allo stesso tempo scivolare all'indietro a seconda degli attacchi della Roma. Poi il centrocampo, con Lucas Biglia sempre più in crescita, capace di annichilire uno dei giocatori più in forma del momento in Europa, Radja Nainggolan. Ad aiutarlo Marco Parolo, come al solito quello ad aver chiuso la gara con la fetta più ampia di chilometri percorsi (12.702 km), nei 117.779 complessivi della partita della Lazio: per capire meglio la portata di questa statistica, è sufficiente considerare che per la squadra biancoceleste si tratta del dato più alto registrato negli ultimi 3 anni.
COME SARANNO LE MAGLIE DELLA PROSSIMA STAGIONE
MILINKOVIC DA URLO - Il centrocampo è completato poi da un certo Milinkovic, probabilmente alla sua miglior partita con la maglia della Lazio. E non si tratta di un caso, perché il giovane serbo sta seguendo un'evoluzione verticale dal primo giorno in cui è stato acquistato per 9 milioni dal Genk. In campo mostra la sfrontatezza e l'irriverenza tipica di un 22enne, ma a queste abbina anche una classe cristallina e disponibilità al sacrificio, sintetizzate alla perfezione dal gol (il sesto della sua stagione, miglior risultato della sua carriera) che sbloccato la partita. Lo ha confezionato insieme a Felipe Anderson, altra svolta tattica studiata da Inzaghi: nel 3-5-2 (o 3-4-2-1) utilizzato ieri, il brasiliano aveva completa libertà di movimento, tant'è che pur partendo dalla destra, l'assist per il gol di Milinkovic lo ha servito dalla corsia di sinistra. L'ultima mossa, infine, è quella di utilizzare Keita a gara in corso per sfruttare la sua energia e la sua velocità, messa in mostra contro Manolas nell'azione del 2-0, quando il giovane senegalese ha permesso a Immobile di finalizzare e trovare la sua prima rete in un derby. Quella che ha reso perfetta la serata biancoceleste.