La Lazio si prepara alla decima finale negli ultimi dieci anni. Dopo la Coppa Italia vinta contro l'Atalanta, la squadra di Simone Inzaghi si prepara a sfidare, domenica a Ryad, la Juventus in Supercoppa. Se la aggiudicò proprio contro i bianconeri, due anni fa, all'Olimpico. Oggi ha un motivo in più per crederci: il terzo posto in campionato a tre punti dalla vetta, ormai a un passo grazie al successo al 98' sul Cagliari. "La squadra in questo momento si sta divertendo, è importante che mantenga tale atteggiamento", riconosce Claudio Lotito, in una conferenza con la stampa estera. Ha un'idea molto semplice il presidente della Lazio sul come sia nata la striscia delle otto vittorie di fila in campionato: "Abbiamo voglia di dimostrare. Il campionato è ancora lungo, vivremo giornata dopo giornata. Domenica invece ci attende un altro appuntamento importante".
Appuntamento per la Supercoppa in Arabia Saudita, dove le donne negli stadi faticano a essere accettate. Lotito sul tema spiega che "Abbiamo organizzato nei nostri giorni a Riyad un evento volto a valorizzare la figura delle donne, che saranno presenti sugli spalti del King Saud University Stadium. Andremo lì non solo per giocare la partita ma anche per incentivare il cambiamento". L'immagine della Lazio invece è spesso sporcata da episodi poco lusinghieri da parte di un ristretto numero di tifosi, come la marcia a braccia tese di Glasgow o il presidio a piazzale Loreto. Ma in quest'immagine Lotito rifiuta di riconoscere la propria società: "Certe etichette non mi appartengono. La Lazio ha sempre lottato per debellare i fenomeni negativi all'interno della tifoseria. Ci sono troppi pregiudizi nei nostri confronti, io ho cercato di inculcare altri valori ma, quando ci sono partite internazionali, veniamo additati come tifoseria di destra. Personalmente mi sono sempre opposto a questa definizione e l'ho fatto con iniziative forti. I fatti parlano per me, forse all'estero arrivano scarse comunicazioni, perché è ancora diffusa un'idea della Lazio precedente al mio arrivo. Io ho fatto una scelta, nel pieno rispetto della legalità e dei valori".
Appuntamento per la Supercoppa in Arabia Saudita, dove le donne negli stadi faticano a essere accettate. Lotito sul tema spiega che "Abbiamo organizzato nei nostri giorni a Riyad un evento volto a valorizzare la figura delle donne, che saranno presenti sugli spalti del King Saud University Stadium. Andremo lì non solo per giocare la partita ma anche per incentivare il cambiamento". L'immagine della Lazio invece è spesso sporcata da episodi poco lusinghieri da parte di un ristretto numero di tifosi, come la marcia a braccia tese di Glasgow o il presidio a piazzale Loreto. Ma in quest'immagine Lotito rifiuta di riconoscere la propria società: "Certe etichette non mi appartengono. La Lazio ha sempre lottato per debellare i fenomeni negativi all'interno della tifoseria. Ci sono troppi pregiudizi nei nostri confronti, io ho cercato di inculcare altri valori ma, quando ci sono partite internazionali, veniamo additati come tifoseria di destra. Personalmente mi sono sempre opposto a questa definizione e l'ho fatto con iniziative forti. I fatti parlano per me, forse all'estero arrivano scarse comunicazioni, perché è ancora diffusa un'idea della Lazio precedente al mio arrivo. Io ho fatto una scelta, nel pieno rispetto della legalità e dei valori".