Lazio, caso tamponi: il dottor Pulcini in procura. Il legale: "Siamo tranquilli"
di
Riccardo Caponetti
Ciro Immobile
Il responsabile sanitario ha risposto sui fatti che vanno dal lunedì prima della gara a Bruges, alla partita della domenica contro il Torino. L'avvocato Gentile: "Dimostrato che il protocollo non è stato violato"
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ROMA - Un'ora e mezza di colloquio, per chiarire la posizione della Lazio nella vicenda dei tamponi. Il responsabile sanitario biancoceleste Ivo Pulcini ha risposto oggi alla convocazione della procura federale, che martedì 3 novembre ha aperto un'inchiesta sulla società di Lotito per "possibile violazioni dei protocolli sanitari". Inizialmente fissato per lunedì scorso, l'appuntamento si è svolto questo pomeriggio: non nella sede della procura in via Campania a Roma, ma in un luogo tenuto nascosto.
A interrogare il dottor Pulcini due ispettori, Scarpa e Ricciardi, con il procuratore capo Giovanni Chiné collegato da remoto. Gli inquirenti hanno chiesto spiegazioni su quanto accaduto nella settimana che va dal 26 ottobre, il lunedì prima della gara di Champions a Bruges, alla partita della domenica contro il Torino. Presente anche il coordinatore dello staff sanitario della Lazio, Fabio Rodia, e l'avvocato del club Gian Michele Gentile. "Siamo tranquilli, è stata da parte della procura un'acquisizione di notizie in un clima cordiale. Abbiamo chiarito tutto e prodotto documenti che testimoniano che il protocollo non è stato violato", ha spiegato al termine dell'incontro il legale.
Detto questo rimangono dubbi della procura sulle mancate comunicazioni alla Asl. L'indagine della giustizia sportiva va avanti, così come parallelamente continua a lavorare la procura della Repubblica sui tamponi effettuati alla 'Futura Diagnostica' venerdì 6 e riprocessati al Moscati di Avellino martedì scorso su richiesta proprio della procura.