Ultrà fascisti contro Hysaj, ma 17 mila tifosi laziali lo difendono con un tweet
di Matteo Pinci , di Matteo PinciROMA. C'era un solo modo per suturare la ferita dell'odio fascista. Cancellarlo è impossibile, ma le manifestazioni di vicinanza che ha ricevuto anche in ritiro lo stanno almeno curando. Da ieri il difensore albanese Elseid Hysaj è un po' meno solo: quasi 17 mila tifosi della Lazio, la sua nuova squadra, hanno deciso di dire basta. "La Lazio non è fascista". Una reazione a quegli ultrà che poche ore prima avevano appeso uno striscione per dare a Hysaj del "verme". La sua colpa, aver osato cantare Bella Ciao come rito di ingresso nello spogliatoio della Lazio: "La Lazio è fascista", diceva quel lenzuolo steso sul ponte di corso Francia, Roma Nord, zona storicamente laziale. La Digos indaga, ma conosce bene il gruppo che l'ha firmato.
L'a…
ROMA. C'era un solo modo per suturare la ferita dell'odio fascista. Cancellarlo è impossibile, ma le manifestazioni di vicinanza che ha ricevuto anche in ritiro lo stanno almeno curando. Da ieri il difensore albanese Elseid Hysaj è un po' meno solo: quasi 17 mila tifosi della Lazio, la sua nuova squadra, hanno deciso di dire basta. "La Lazio non è fascista". Una reazione a quegli ultrà che poche ore prima avevano appeso uno striscione per dare a Hysaj del "verme". La sua colpa, aver osato cantare Bella Ciao come rito di ingresso nello spogliatoio della Lazio: "La Lazio è fascista", diceva quel lenzuolo steso sul ponte di corso Francia, Roma Nord, zona storicamente laziale. La Digos indaga, ma conosce bene il gruppo che l'ha firmato.
L'abbraccio che Hysaj ha ricevuto dai compagni dopo il gol, il primo con la Lazio, nell'amichevole di ieri contro dilettanti bellunesi è fortemente simbolico, in una partita da nulla. Caldo come l'hashtag che ieri ha riempito i social: #iostoconHysaj, una mobilitazione di massa, forse la prima vera presa di posizione contro la matrice dell'ultradestra che da anni s'è autonomamente intitolata l'esclusiva - almeno ostentata - del tifo laziale. Gli stessi che trasformarono una trasferta a Milano per un Milan-Lazio di Coppa Italia in un pellegrinaggio a Piazzale Loreto per rendere omaggio a Mussolini. Ma scrivere "La Lazio è fascista" ha scatenato la reazione di migliaia di persone, esasperate dal doversi quasi giustificare per la loro passione, con chi anche all'estero identifica laziali e fascisti. Colpa della vetrina che certi atti - gli adesivi con Anna Frank, i cori razzisti contro Bakayoko - hanno meritato negli anni. Una metastasi all'interno della tifoseria. E venerdì c'è un'amichevole contro la Triestina, altra tifoseria molto a destra.
Lazio, Hysaj si presenta e canta "Bella Ciao": i tifosi lo insultano e il video viene rimosso
Uno dei primi numeri di telefono che Hysaj ha composto, quando si è reso conto di quello che stava succedendo, è quello di Edy Reja, il ct della sua nazionale, l'Albania, e in passato allenatore della Lazio per 5 anni: "Lo striscione gli ha fatto male", ci ha raccontato Reja, "sta vivendo il momento con molta difficoltà, appena arrivato in una nuova squadra, ma gli ha fatto bene leggere quei messaggi, anche nel ritiro di Auronzo ha ricevuto tante dimostrazioni di vicinanza. Non pensava di sollevare qualcosa di simile. Tra l'altro non è uno impegnato politicamente. Anche in nazionale chi è alla prima convocazione si presenta cantando una canzone in albanese. Elseid mi ha detto che aveva conosciuto quella canzone guardando la Casa di carta". E proprio questo è il paradosso: che tutto sia partito dal gesto di un ragazzo di 27 anni che ha (colpevolmente) scoperto quella canzone sulla resistenza antifascista da una serie tv. L'aveva cantata in un video anche ai tempi del Napoli. Non successe nulla.
Anche la Lazio di Claudio Lotito, con un comunicato contro le "strumentalizzazioni politiche" dello striscione, ha preso una posizione forte. Tanti se l'erano presa con il club, che aveva fatto rimuovere quel video con l'esecuzione di Bella Ciao. Ma la società ha voluto "prendere nettamente le distanze da chi vuole strumentalizzare per fini politici. Non ci faremo intimidire da chi usa toni violenti ed aggressivi: per loro non c'è alcuno spazio nel nostro mondo". Sarebbe bello se, alla prima all'Olimpico, i tifosi laziali che potranno tornare allo stadio cantassero in coro Bella Ciao.