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Lazio, Sarri: "Troppo stanchi, lo era anche il magazziniere"

Maurizio Sarri  (ansa)
Il tecnico riapre la polemica con la Lega: "Siamo l'unica squadra ad aver giocato 61 ore dopo l'impegno in Europa, ecco come mai non eravamo brillanti"
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BOLOGNA - "Eravamo stanchi. Era stanco anche il magazziniere". Maurizio sarri non cerca scuse, la Lazio frana a Bologna per un problema di condizione. "Siamo l'unica squadra ad aver giocato 61 ore dopo l'impegno in Europa, ecco come mai non eravamo brillanti. Non ho visto una sola sovrapposizione".

Maurizio Sarri spiega così le enormi difficoltà avute a Bologna dalla sua irriconoscibile Lazio.
"Il Bologna era una squadra viva, cattiva in campo, noi eravamo scarichi fisicamente e dal punto di vista mentale. E’ una gara da prendere in considerazione per capire i motivi che hanno portato alla sconfitta ma anche da dimenticare velocemente. Quando sei stanco è stanco tutto l’ambiente, è stanco lo staff, i fisioterapisti, questa stanchezza la attacchi anche a chi ha giocato meno. E' anche un discorso di mentalità, di rimanere costantemente sul pezzo, la Lazio negli anni è sempe stata una squadra alterna, è qualcosa su cui dobbiamo lavorare. La gara di oggi non si può neanche prendere in considerazione più di tanto".
Quando vedremo una squadra che riesca a esprimere tutto l'enorme potenziale di cui dispone? 
"Se vi riferite al centrocampo, e a Luis Alberto e Milinkovic, devono diventare centrocampisti totali, sono poco portati alla fase difensiva e al sacrificio nelle fasi di rientro, molto portati a giocare palla al piede. Le qualità per farlo ce l’hanno ma dipende molto da loro due".
La rosa è ristretta? 
"Qualche criticità c’è per forza ma è giusto parlarne all’interno dello spogliatoio. Siamo l’unica squadra ad aver giocato dopo 61 ore, ho detto ai giocatori che dobbiamo fare una lotta contro la Lega ma questo non deve essere un alibi. Potevo capire che se si fa una partita tosta, ci sta anche la sconfitta se alla fine termini la benzina ma noi eravamo così dall’inizio. La squadra oggi gli spazi se li è chiusi da sola, i giocatori volevano tutti la palla addosso, con la palla sempre sui piedi e mai in movimento".
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"Un quarto d’ora prima in panchina, dicevo che questa era la classica partita da espulsione: è arrivata, accade quando giochi con la testa fra le nuvole. Purtroppo rientrava nel copione della partita”.

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