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Tra i litiganti Sarri e Tare interviene Lotito: "Basta tensioni, destabilizzano la Lazio"

Il ds della Lazio Tare con il presidente Lotito (agf)
Dopo i continui botta e risposta tra tecnico e ds, interviene il presidente con parole di pace: "Come in tutte le famiglie si possono avere visioni diverse, sulle quali è anche opportuno confrontarsi"
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Tra i due litiganti, il terzo stavolta non gode ma cerca di riportare la quiete dopo la tempesta. Tare e Sarri si beccano, il rapporto è burrascoso - non una novità, tra allenatori e direttori sportivi - e a Reggio Emilia le frecciate sono diventate pubbliche. Nonostante la vittoria scacciacrisi della Lazio sul Sassuolo. Allora è intervenuto Lotito a separare i duellanti, per chiedere - pretendere - almeno una lunga tregua fino a fine stagione e poi vediamo cosa succederà, se davvero le strade di Tare e Sarri si separeranno (come al momento appare scontato) oppure in qualche modo si proverà ad andare avanti insieme in modalità guerra e pace. "Basta tensioni", è l'input del presidente nel comunicato diffuso per cercare di ridimensionare il caso. "Vanno messe da parte, le tensioni, per evitare che vengano ingigantite da chi vuole destabilizzare l'ambiente. Squadra, staff tecnico e dirigenza: tutti insieme per il ben…

Tra i due litiganti, il terzo stavolta non gode ma cerca di riportare la quiete dopo la tempesta. Tare e Sarri si beccano, il rapporto è burrascoso - non una novità, tra allenatori e direttori sportivi - e a Reggio Emilia le frecciate sono diventate pubbliche. Nonostante la vittoria scacciacrisi della Lazio sul Sassuolo. Allora è intervenuto Lotito a separare i duellanti, per chiedere - pretendere - almeno una lunga tregua fino a fine stagione e poi vediamo cosa succederà, se davvero le strade di Tare e Sarri si separeranno (come al momento appare scontato) oppure in qualche modo si proverà ad andare avanti insieme in modalità guerra e pace. "Basta tensioni", è l'input del presidente nel comunicato diffuso per cercare di ridimensionare il caso. "Vanno messe da parte, le tensioni, per evitare che vengano ingigantite da chi vuole destabilizzare l'ambiente. Squadra, staff tecnico e dirigenza: tutti insieme per il bene della Lazio", scrive Lotito. Che ha sempre ribadito il concetto di "grande famiglia" per il club biancoceleste: "E come in tutte le famiglie si possono avere visioni diverse, sulle quali è anche opportuno confrontarsi, all'interno del club (ecco il rimprovero ai duellanti, ndr), per arrivare alle migliori soluzioni. Sicuramente, nelle opinioni espresse pubblicamente in questi giorni c'è un intento costruttivo e di crescita".

Le opinioni diverse di cui parla Lotito si riferiscono all'obiettivo della Lazio. "Arrivare in Champions sarebbe un miracolo", la teoria di Sarri; "Non sarebbe un miracolo, è il nostro obiettivo e lo abbiamo dichiarato a inizio stagione"; la risposta di Tare, preoccupato di non concedere alibi ai calciatori; "Ho un cervello autonomo e parlo delle mie sensazioni: per me alcune squadre sono più attrezzate di noi", la controreplica di Sarri, che dopo la gara col Sassuolo ha chiesto un esterno offensivo in più. Tra le due posizioni, Lotito - pur senza sbilanciarsi granché, visto anche l'ottimo rapporto con il tecnico - sembra più vicino a quella di Tare: "A inizio campionato abbiamo individuato insieme gli obiettivi sportivi di questa stagione: ambiziosi e insieme realistici (non lo scudetto, insomma, ndr), con la finalità di migliorare sempre, dando seguito a un progetto tecnico che deve necessariamente evolversi nei piazzamenti e nelle prospettive".

Un giro di parole per dire che la Lazio è chiamata a fare meglio dello scorso anno, quando arrivò quinta: quindi deve lottare per la Champions, appunto. "Per questo - continua Lotito - la rosa è stata rinforzata (circa 50 milioni investiti sul mercato, ndr), con acquisti di livello che stanno dando già un forte contributo alla qualità del gioco e della classifica". Infatti la Lazio ha sei punti più dello scorso campionato ed è a tre lunghezze dal terzo posto, con il rimpianto di aver realizzato solo 1 punto nelle sfide di inizio anno contro Lecce e Empoli. "Oggi la Lazio - sottolinea il presidente-senatore - è in piena corsa per gli obiettivi stagionali, ha dimostrato di poter competere con tutte le dirette concorrenti alle posizioni di vertice (vittorie su Roma, Inter e Atalanta, sconfitte con Napoli e Juve, ndr) e sta rispondendo a chi la vorrebbe relegata ad altri palcoscenici. Sarà a fine campionato che tireremo le somme del lavoro svolto, dopo aver combattuto partita per partita, fino all'ultima, per centrare gli obiettivi prefissati e per il miglior risultato possibile". La Champions non viene citata per non indispettire Sarri e per non ripartire con le tensioni, ma è quello l'obiettivo, lottando per raggiungerlo fino all'ultima giornata.

Su una cosa sono d'accordo tutti e tre, al di là del mercato (si tratta Luca Pellegrini come terzino sinistro di piede mancino, si cerca una riserva di Immobile, peraltro a forte rischio contro il Milan per il terzo infortunio muscolare della stagione): che piazzarsi tra le prime quattro resta molto complicato per una Lazio che strada facendo ha sprecato troppi punti con Sampdoria (pareggio fuori), Salernitana (sconfitta in casa), Lecce (sconfitta fuori) e Empoli (pareggio in casa). Rimpianti che tormentano nello stesso modo i due litiganti e il terzo. Che non gode.