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Le pagelle di Monza-Lazio: Marlon non pervenuto, Zaccagni ispiratore

Mattia Zaccagni (ansa)
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Monza
Di Gregorio 6
: impegnato all’inizio da Zaccagni, poi non più: gli altri tiri o sono imparabili o sibilano a fil di palo.
Marlon 4: sbaglia due volte nell’azione del primo gol il laziale, ma sono soltanto le avvisaglie di un naufragio. Zaccagni lo fa ammattire, la sostituzione è tardiva. Dal 14’ st Antov 6: se la cava solo perché la Lazio rallenta.
Marì 5: paga l’assenza dei due compagni più affidabili, Caldirola e Izzo, ma sulla rete di Pedro ci mette del suo.
Donati 5.5: il suo lato è il meno tambureggiato dai laziali, però fatica comunque a chiudere le diagonali su Pedro.
Ciurria 6: si merita la sufficienza perché nel primo tempo confeziona con i suoi cross le uniche azioni pericolose del Monza.
Machin 5: arriva in ritardo su Pedro che segna, ma tutta sua la partita la spenderà all’inseguimento di una puntualità che non troverà mai perché i colleghi laziale pensera…

Monza
Di Gregorio 6
: impegnato all’inizio da Zaccagni, poi non più: gli altri tiri o sono imparabili o sibilano a fil di palo.
Marlon 4: sbaglia due volte nell’azione del primo gol il laziale, ma sono soltanto le avvisaglie di un naufragio. Zaccagni lo fa ammattire, la sostituzione è tardiva. Dal 14’ st Antov 6: se la cava solo perché la Lazio rallenta.
Marì 5: paga l’assenza dei due compagni più affidabili, Caldirola e Izzo, ma sulla rete di Pedro ci mette del suo.
Donati 5.5: il suo lato è il meno tambureggiato dai laziali, però fatica comunque a chiudere le diagonali su Pedro.
Ciurria 6: si merita la sufficienza perché nel primo tempo confeziona con i suoi cross le uniche azioni pericolose del Monza.
Machin 5: arriva in ritardo su Pedro che segna, ma tutta sua la partita la spenderà all’inseguimento di una puntualità che non troverà mai perché i colleghi laziale penseranno sempre in anticipo rispetto a lui. Dal 35’ st Barberis sv.
Rovella 6: a centrocampo è l’unico dei suoi a tenere botta, se non altro sul piano del dinamismo. Dal 14’ st Colpani 6: si sistema sulla trequarti, agita le acque, sfiora il gol nel finale.
Carlos Augusto 5.5: molto più timido di quanto ci abbia abituati ad essere.
Sensi 5.5: da trequartista fatica a trovare i tempi di gioco e si fa notare soltanto per un gesto che non appartiene al suo repertorio, il colpo di testa che bacia il palo. Un po’ meglio nella ripresa, quando arretra in mediana.
Caprari 5: mai pungente e quasi sempre troppo arrendevole. Quando esce prende qualche fischio. Dal 26’ st Gytkjaer 5: si mangia un gol in extremis.
Petagna 5.5: sfiora il gol di testa, ma per il resto rimane quasi sempre tagliato fuori dal gioco nonostante la sua predisposizione alla sponda: più merito dei difensori laziali che colpa sua, però. Dal 14’ st Dany Mota 5.5: prima centravanti e poi esterno, senza graffiare.
All. Palladino 5.5: dominato dalla Lazio, ma di questi tempi è facile finire vittime del sarrismo.

Lazio
Provedel 7:
la parata alla mezzora su Petagna è una svolta della partita. Nel finale si ripete, ma solo per la statistica, su Colpani.
Lazzari 6: sgasa un paio di volte, ma non c’è bisogno che faccia gli straordinari. Il suo compito è contenere Carlos Augusto e lo svolge bene. Dal 38’ st Pellegrini sv.
Casale 6.5: non lascia passare uno spillo, se non il colpo di testa di Petagna.
Romagnoli 6.5: pilota un reparto che, almeno in campionato, non prende gol da un’eternità.
Hysaj 6: gioca in scioltezza, con serenità, lasciando a Ciurria il minimo sindacale di un paio di cross.
Milinkovic 7: aperture illuminanti, tocchi eleganti e una punizione artistica.
Cataldi 7: tutto comincia da lui: sradica palloni e li ricicla alla svelta per i compagni di maggior talento. Essenziale, fondamentale. Dal 26’ st Vecino sv.
Luis Alberto 6.5: avvia l’azione del vantaggio e sfiora due gol in proprio: bilancio più che positivo, anche se esce arrabbiatissimo per la sostituzione. Dal 26’ st Basic sv.
Pedro 7: segna la rete più importante, ne sfiora un’altra, si cerca a si trova con Zaccagni e soprattutto è sveltissimo di riflessi. Dal 20’ st Immobile 6: ancora in rodaggio, ma con paio di scatti dimostra di essere sulla strada giusta.
Anderson 6.5: ci mette l’intelligenza più della classe, rubando gli occhi con i movimenti, gli scambi e i rientri.
Zaccagni 7.5: ispira il primo gol, ne sfiora uno di suo, fa ammonire tre avversari, rincorre il terzino altrui e in pratica imperversa in ogni parte del campo. L’uomo della differenza.
All. Sarri 7: la Lazio è un meccanismo perfetto e adesso ha eliminato anche i vuoti di pensiero.

Arbitro Marcenaro 6: ammonisce molto, ma non può quasi mai farne a meno.