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Lazio, Sarri furioso negli spogliatoi. Casale: "Qualcuno con l'Inter ha smesso di correre". Ecco i giocatori sotto accusa

Maurizio Sarri
Maurizio Sarri (agf)
Il retroscena dello sfogo del tecnico biancoceleste all'intervallo della partita persa 3-1. A fine gara: "Siamo diventati arrendevoli"
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MILANO — La Lazio ha perso contro la migliore Inter della stagione, perlomeno in campionato, eppure stavolta Maurizio Sarri non ha trovato scuse, lui che è spesso accusato di arrampicarsi sui vetri cercando alibi improbabili: ha dato la colpa ai suoi, lo ha fatto pubblicamente con toni duri ma civili ("Se il vento della partita è cambiato è per colpa nostra, dopo 65' siamo diventati arrendevoli") ma è stato molto più brusco nel chiuso dello spogliatoio, a fine partita, quando ha letteralmente ribaltato la squadra per aver mollato dopo essere stata in vantaggio fino a meno di un quarto d'ora dalla fine. Poi, il patatrac. "A un certo punto siamo diventati blandi fisicamente e mentalmente. Stavamo aspettando di prendere un gol e basta". Gli stessi concetti, ma a voce alta e con qualche parolaccia, li ha urlati ai giocatori dopo il 90'. Raramente alla Lazio si ricordano di un Sarri così imbelvito.

I richiami di Sarri nell'intervallo

L'allenatore aveva ammonito la squadra già nell'intervallo, benché i suoi fossero in vantaggio e avessero sfiorato il 2-0 in chiusura di tempo. Ma l'Inter aveva avuto cinque occasioni da rete e comandato il gioco, perciò Sarri ha fatto suonare tutti gli allarmi: "Stiamo vincendo ma non stiamo andando bene, dobbiamo palleggiare meglio e non perdere la concentrazione", è il succo di quello che ha detto ai suoi, che in effetti hanno cominciato discretamente la ripresa: "Temevo i primi minuti del secondo tempo", dirà alla fine, "è invece lo abbiamo cominciato in maniera tutto sommato serena. Solo che poi siamo diventati arrendevoli".

Milinkovic e Luis Alberto sotto accusa

L'accusa non è diretta ma di sponda e riguarda specialmente in centrocampisti, che a un certo punto hanno smesso di cooperare alle fatiche della difesa. L'azione del gol del pareggio, per esempio, è cominciata da un tentativo di colpo di tacco di Milinkovic, ma più in generale il serbo e Luis Alberto hanno allentato le operazioni di fatica, lasciando troppo spazio in particolare a Barella. Sarri ha assolto gli esterni difensivi, anche se Marusic e Hysaj si sono trovati spesso in difficoltà, lasciando intendere che le sue ire era indirizzate un po' più in là, un po' più avanti, sicuramente alle due mezze ali e forse anche ai tre del tridente (quattro, dopo l'ingresso di Pedro).

Dal ko di Cataldi al flop di Vecino

Senza dubbio ha inciso l'infortunio di Cataldi, che sul piano della schermatura della difesa stava giocando una grande partita. Vecino si è invece sfarinato, regalando pure a Lautaro la palla del 3-1, risultato che pareggia i conti con i nerazzurri a livello di confronti diretti. "Dovevamo essere più lucidi anche nell'evitare il terzo gol, perché era importante mantenere un vantaggio nel testa a testa con l'Inter", rimprovererà alla fine Sarri: anche questo, negli spogliatoi, l'ha detto con ben altra veemenza.

Casale spalleggia Sarri: "Qualcuno ha smesso di correre"

Di sicuro il discorso incavolato di Sarri ha subito attecchito e da una parte della squadra (vale a dire da quella non coinvolta dal rimprovero) ha subito attecchito. Le parole di Casale, uno dei migliori, hanno infatti avuto un senso ben preciso: "In stadi come San Siro non puoi permetterti di non correre. Noi fino a ieri eravamo la miglior difesa del campionato non perché noi difensori fossimo dei fenomeni, ma perché c'era un grande lavoro di squadra, anche di centrocampisti e attaccanti, che contro l'Inter in alcune circostanze non c'è stato. E quando giochi contro squadre e giocatori di questo livello, ti puniscono". Sarri ribadirà il concetto martedì a Formello, perché non gli si è diradato il sospetto che dopo le quattro vittorie consecutive (derby, Monza, Juve, Spezia) qualcuno avesse già dato la Champions per acquisita. Invece non è ancora così: bisogna che tutti si rimettano a correre.

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