Lazio, ritiro già finito. Martusciello in panchina, Frosinone è decisiva. E il like di Luis Alberto alle dimissioni di Sarri fa discutere
di Giulio CardoneROMA. Il traghettatore è Martusciello. Il vice di Sarri (per 321 partite tra Empoli, Juventus e Lazio) ne raccoglie per ora l'eredità come allenatore dei biancocelesti in crisi. Così ha deciso Lotito, che ha parlato con il tecnico martedì sera nel centro sportivo di Formello. Martusciello ha dato la disponibilità a restare per giocarsi questa occasione (“Ho profonda stima di Sarri, ho dato la mia disponibilità alla società che mi ha prospettato questa possibilità”): per il futuro, poi, sarà determinante la trasferta di Frosinone, sabato sera. Se la squadra invierà segnali convincenti, tra prestazione e risultato, non è escluso che Martusciello resti fino al termine della stagione. Altrimenti si cambierà di nuovo, con i soliti nomi in ballo: Klose e Brocchi in particolare, quelli che accetterebbero un contratto fino a giugno.
ROMA. Il traghettatore è Martusciello. Il vice di Sarri (per 321 partite tra Empoli, Juventus e Lazio) ne raccoglie per ora l'eredità come allenatore dei biancocelesti in crisi. Così ha deciso Lotito, che ha parlato con il tecnico martedì sera nel centro sportivo di Formello. Martusciello ha dato la disponibilità a restare per giocarsi questa occasione (“Ho profonda stima di Sarri, ho dato la mia disponibilità alla società che mi ha prospettato questa possibilità”): per il futuro, poi, sarà determinante la trasferta di Frosinone, sabato sera. Se la squadra invierà segnali convincenti, tra prestazione e risultato, non è escluso che Martusciello resti fino al termine della stagione. Altrimenti si cambierà di nuovo, con i soliti nomi in ballo: Klose e Brocchi in particolare, quelli che accetterebbero un contratto fino a giugno.
Ritiro interrotto. Il “like” di Luis Alberto alle dimissioni
Di sicuro in casa Lazio si vive alla giornata, la sconfitta con l'Udinese ha scatenato la bufera. Altra scelta spiazzante, quella di interrompere il ritiro: finito l'allenamento della mattina, il primo guidato da Giovanni Martusciello, i giocatori sono tornati a casa. Perché Lotito aveva deciso di blindare il gruppo – al di là dell'aspetto punitivo - per fare in modo che in questi giorni si confrontasse e si chiarisse con Sarri, con l'obiettivo di andare avanti con il Comandante. Visto che il tecnico si è dimesso, il motivo principale del ritiro è venuto meno e da qui il via libera dato alla squadra. Altre polemiche, poi, le ha scatenate il “like” di Luis Alberto al post social della Lazio che ufficializzava l'addio di Sarri. Stessa cosa fatta dalle mogli di Zaccagni e Cataldi e ieri da Sergej Milinkovic, il cui rapporto con il tecnico era stato turbolento nell'ultima stagione del serbo in biancoceleste. Evidente che anche tra Sarri e lo spagnolo, nonostante il numero 10 fosse titolare fisso, le cose non funzionassero più: feeling finito da tempo. Chiaro che adesso Luis Alberto e gli altri leader della squadra, da Immobile a Vecino e Romagnoli, avranno il compito di ricompattare il gruppo e trascinarlo fuori da questo tunnel. Senza più alibi o parafulmini.
Martusciello, una sola squadra da primo allenatore
Martusciello, 52 anni, ha guidato in Serie A una sola squadra da primo allenatore, l'Empoli retrocesso nel campionato 2016-'17. In quella stagione la formazione toscana giocava principalmente con il 4-3-1-2: disponendo di un trequartista come Luis Alberto, possibile che questo modulo venga provato a Formello. Ma il 4-3-3 resta un sistema che il tecnico di Ischia (ex centrocampista, ma con Spalletti nell'Empoli ha giocato punta esterna) conosce molto bene. Positivo il suo score in panchina con la Lazio, quando ha dovuto sostituire Sarri: 3 vittorie, 2 pareggi e una sconfitta, proprio quella con l'Udinese. Ma da sabato per lui inizia un'altra storia, la più importante della carriera. Non potrà contare su Provedel, fuori un mese per la distorsione della caviglia sinistra, e spera di recuperare Guendouzi: domani il verdetto sul ricorso contro la squalifica di due giornate, una già scontata, comminata al francese dopo la contestata espulsione nella sfida con il Milan.
Immobile: “Sempre col mister, campagna denigratoria contro di noi”
Dopo ore turbolente, su Instagram ha deciso di parlare il capitano della Lazio, Ciro Immobile. Che ha sentito l’esigenza di difendere se stesso e la squadra: “Si è detto e scritto di tutto, ma è giusto ribadire alcuni concetti. Mi sono sempre messo a disposizione di mister Sarri – ha scritto Immobile – così come in precedenza di tutti gli allenatori nella mia carriera. Ieri (martedì, ndr) con tutti i miei compagni siamo stati da lui per farlo recedere dal suo intento di rassegnare le dimissioni. In serata – prosegue nel racconto l’attaccante biancoceleste – ci siamo confrontati con la società, ma la decisione del mister è sembrata fin da subito irrevocabile per motivi personali, così come confermato dal presidente e dal direttore sportivo”. Dopo aver rimarcato il massimo impegno messo, Immobile accusa: “Nei confronti del sottoscritto e di altri componenti della squadra è in atto una campagna denigratoria. Mi dispiace essere tirato in ballo, ma non accetto di essere strumentalizzato per secondi fini”.