Sarri-Lazio, è finita: squadra a Martusciello, sabato c’è il Frosinone
di Giulio CardoneROMA. “Mi dispiace tanto, ma le cose che dico e che chiedo non vi arrivano più. Non mi seguite, troppi hanno un rendimento diverso dalla scorsa stagione. Bisogna cambiare, me ne vado”. Così Maurizio Sarri ha spiegato alla squadra, ieri pomeriggio a Formello, il motivo delle dimissioni. Una scelta che ha spiazzato Lotito e il ds Fabiani: nonostante le dodici sconfitte in campionato, loro avevano deciso di tenersi il tecnico del “miracoloso” secondo posto. Ma dopo il crollo con l’Udinese in casa e una notte di riflessione, Sarri ha deciso di lasciare. E ha trovato l’accordo con Lotito sul contratto in scadenza nel 2025: rescissione consensuale, l’allenatore verrà pagato fino alla fine di questa stagione, mentre rinuncia ai 5 milioni netti (bonus facili compresi) della prossima. Per ora resta invece il suo staff: sarà il vice Martusciello a guidare la squadra già sabato a Frosinone. Come ha ufficializzato anche il club biancoceleste con una nota questa mattina. La partita allo stadio Sti…
ROMA. “Mi dispiace tanto, ma le cose che dico e che chiedo non vi arrivano più. Non mi seguite, troppi hanno un rendimento diverso dalla scorsa stagione. Bisogna cambiare, me ne vado”. Così Maurizio Sarri ha spiegato alla squadra, ieri pomeriggio a Formello, il motivo delle dimissioni. Una scelta che ha spiazzato Lotito e il ds Fabiani: nonostante le dodici sconfitte in campionato, loro avevano deciso di tenersi il tecnico del “miracoloso” secondo posto. Ma dopo il crollo con l’Udinese in casa e una notte di riflessione, Sarri ha deciso di lasciare. E ha trovato l’accordo con Lotito sul contratto in scadenza nel 2025: rescissione consensuale, l’allenatore verrà pagato fino alla fine di questa stagione, mentre rinuncia ai 5 milioni netti (bonus facili compresi) della prossima. Per ora resta invece il suo staff: sarà il vice Martusciello a guidare la squadra già sabato a Frosinone. Come ha ufficializzato anche il club biancoceleste con una nota questa mattina. La partita allo stadio Stirpe sarà decisiva, anche perché arriva prima della sosta.
Inutile l’appello dei leader della squadra, Sarri non cambia idea
In realtà, sempre nel convulso pomeriggio di ieri, una delegazione di sei calciatori ha provato a convincere Sarri a cambiare idea: "Mister sta facendo una stupidaggine, non si dimetta. La responsabilità di questa situazione è di tutti”, gli hanno detto Immobile, Luis Alberto, Provedel e gli altri leader del gruppo, in ritiro punitivo come tutta la squadra nel centro sportivo di Formello fino a sabato. Lo stesso ds Fabiani ha tentato di fermare il tecnico, ma niente da fare: Sarri è rimasto sulla sua posizione, anzi ha considerato solo di circostanza le parole di un paio dei suoi uomini, ha lasciato la riunione stizzito e più tardi ha firmato le dimissioni, accettate da Lotito. A sua volta, il presidente — arrivato in serata a Formello — è furioso con i giocatori, che ritiene i principali colpevoli: la Lazio è nona con 15 punti in meno rispetto all’anno scorso. La sua idea era punirli con il ritiro, che infatti è scattato implacabile (squadra contraria, ovviamente), e tenersi Sarri, poi però Lotito si è arreso alla scelta dell’allenatore. Divisi i tifosi: “Fine di un sogno”, il commento di chi aveva considerato Sarri la garanzia di un salto di qualità — non avvenuto — nelle ambizioni del club. “Era ora”, dicono quelli che criticavano la scarsa empatia del tecnico, la comunicazione demotivante per i giocatori (“Sul mercato ho chiesto A, ho dovuto scegliere tra C e D”), l’integralismo sul modulo e la mancanza di un piano tattico alternativo.
Sarri, futuro in Arabia Saudita?
Lui, Sarri, aveva pensato di dimettersi già la scorsa estate: dopo l’addio del “nemico” Tare, si era illuso di poter incidere di più sul mercato. Errore, gli acquisti sono stati decisi da Lotito. Era rimasto per il feeling con il gruppo, poi si è perso pure quello. Probabile che la prossima stagione alleni in Arabia Saudita, se da Fiorentina, Napoli o Premier non gli arriveranno offerte. Per la successione alla Lazio, dopo Martusciello, il favorito resta Tudor.