Roma – L’effetto sorpresa è svanito, l’Europa ha scoperto la Lazio di Gattuso e la studia. Il dato è incredibile: nei cinque campionati più importanti del continente, è la squadra che ha la media migliore tra punti realizzati (28) e partite giocate (10). Neanche Barcellona e Arsenal arrivano a quel 2,8 dei biancocelesti. «Da allenatore non sono abituato a stare lassù», sorride Gattuso. Adesso è da solo in testa, una sensazione felice — di sollievo, anche — dopo la solitudine soffocante dei mesi scorsi: prima le lunghe passeggiate a Marbella, dove vive quando non allena, con il dolore di Zenica da assorbire in qualche modo, poi lo scetticismo con cui l’aveva accolto il mondo Lazio.
"Nello sport l’importante è non deprimersi”
«Lo sport — il …
Roma – L’effetto sorpresa è svanito, l’Europa ha scoperto la Lazio di Gattuso e la studia. Il dato è incredibile: nei cinque campionati più importanti del continente, è la squadra che ha la media migliore tra punti realizzati (28) e partite giocate (10). Neanche Barcellona e Arsenal arrivano a quel 2,8 dei biancocelesti. «Da allenatore non sono abituato a stare lassù», sorride Gattuso. Adesso è da solo in testa, una sensazione felice — di sollievo, anche — dopo la solitudine soffocante dei mesi scorsi: prima le lunghe passeggiate a Marbella, dove vive quando non allena, con il dolore di Zenica da assorbire in qualche modo, poi lo scetticismo con cui l’aveva accolto il mondo Lazio.
"Nello sport l’importante è non deprimersi”
«Lo sport — il suo pensiero ricordando il trauma con la Nazionale — è una meraviglia perché, quando cadi, hai subito l’occasione di rialzarti. L’importante è non deprimersi, contare sulle persone che ti vogliono bene. Io ho mia moglie Monica, stiamo insieme da trent’anni, è sempre stata presente nei momenti difficili». Ma non è che poi l’arrivo alla Lazio sia stato rassicurante: da un inferno all’altro, proprio, con i tifosi in sciopero a oltranza contro Lotito, stadio vuoto e ogni scelta del presidente contestata. «Mettiamo l’elmetto e andiamo», le sue prime parole. In realtà gli è servita la corazza, ma Gattuso ne ha una collezione per le sfide affrontate nella vita, dallo sconforto per la sorella Francesca scomparsa nel 2020 a 37 anni («Darei tutto quello che ho per poter passare anche solo un’ora con lei») allo spavento per la malattia agli occhi, la miastenia che gestisce tutti i giorni da 15 anni con il cortisone.
La cura Gattuso nata da una sfuriata
Eppure il cielo sopra Formello è sempre più blu, allenare i suoi ragazzi è libertà dai problemi veri. «Però non sopporto chi ha talento e lo spreca»: per questo aveva rimproverato Tavares, «uno da Real Madrid», davanti al gruppo. Poteva essere la fine di un rapporto, è stato l’inizio di un’alchimia che emoziona. Con il terzino portoghese e l’intera squadra: «Gattuso ci ha cambiato, per lui diamo tutto in campo», ripetono i suoi uomini, da Frattesi a Mandas. Ma Rino giura di essere cambiato anche lui, da un po’: «Ho imparato ad ascoltare i calciatori di oggi, mi arrabbio di meno rispetto al passato: adesso stanno al telefonino pure sul lettino del fisioterapista, inconcepibile per me. Ma su alcune regole non transigo, il rispetto e la puntualità. Anche se una volta pioveva e non si apriva il cancello all’Olgiata (il comprensorio vicino a Formello dove abita, ndr), ho dovuto scavalcarlo e correre come un matto per arrivare in orario al campo». I suoi ragazzi lo hanno preso in giro.
Domenica per il colpo a Napoli
Lui li abbraccia alla fine di ogni partita, ne hanno vinte 9 su 10 e domenica proveranno il colpo a Napoli. Il metodo di Gattuso e del suo staff-famiglia (sempre lo stesso da quando ha iniziato) funziona, con “gli allenamenti invisibili”, cioè i giorni di riposo per recuperare dalle intense sedute di Formello, il gioco aggressivo e verticale in campo. L’effetto sorpresa è svanito, ma Gattuso non è più solo e la sua Lazio sta imparando a sognare.