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MILAN-JUVE

Berlusconi "dispiaciuto, non arrabbiato"
"Batteremo invidia, sfortuna e ingiustizia"

Il Cavaliere commenta a notte fonda il pari con polemiche del Meazza. Evita di attaccare gli avversari e si concentra sulla necessità di introdurre la moviola in campo

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Un misto di rabbia e di frustrazione aveva riempito lo spogliatoio del Milan, dopo il pareggio con la Juve, viziato dal netto gol di Muntari, non visto dall'assistente Romagnoli (video), che ha così tratto in inganno l'arbitro Tagliavento. L'ira di Galliani e il suo diverbio con Conte nell'intervallo erano più che esemplificativi dello stato d'animo generale. Ma Berlusconi, dopo la cena notturna con Allegri, ha dettato la linea del club: nessun altro attacco ai rivali. "Sono dispiaciuto, non arrabbiato". L'affondo lo ha riservato alle tecnologie del calcio, da tempo obsolete, e ai giudici, stavolta sportivi, per la  mancata riduzione della squalifica di Ibra. E' stato soprattutto l'invito a utilizzare la moviola in campo il fulcro del discorso del proprietario del Milan.

INVIDIA.
A commento della vittoria sfumata Berlusconi ha rispolverato un classico del suo repertorio. "Ho molta fiducia che il Milan possa vincere il campionato, perché la nostra missione è essere più forti dell'invidia, della sfortuna e dell'ingiustizia. Avremmo avuto diritto a vincere: nonostante i tanti infortuni, ci siamo comportati egregiamente. Poi c'è stato l'episodio del gol negato, che è assolutamente evidente, come si può verificare nelle fotografie e nelle riprese delle televisioni". Nessuna censura tattica ad Allegri, dunque, dopo le critiche pubbliche di un paio di mesi fa. Il 4-0 all'Arsenal in Champions e l'ora di gioco molto convincente con la Juve, che per ammissione dello stesso Conte ha seriamente rischiato di perdere l'imbattibilità, hanno rinsaldato la fiducia del datore di lavoro verso l'allenatore dell'ultimo scudetto.

INVITO A BLATTER. L'implicito messaggio al presidente della Fifa Blatter, perché l'International Board dia il via libera alla moviola in campo è stato il punto fondamentale dell'arringa notturna di Berlusconi. "Da sempre sono propulsore in questa direzione. Su certe decisioni arbitrali nelle partite importanti sarebbe opportuno che l'arbitro potesse avere un riscontro dalle registrazioni televisive". La buona fede dell'arbitro Tagliavento -  e soprattutto dell'assistente Romagnoli, "l'imputato" della notte di San Siro anche per l'altro, meno vistoso errore successivo sul fuorigioco inesistente del primo 1-1 di Matri (video) - non viene messa in discussione, né Berlusconi avalla le dietrologie sugli effetti della campagna juventina contro Ibra, dopo l'espulsione col Napoli e la squalifica per tre giornate, anche se stavolta non entrato è nello spogliatoio avversario per i complimenti dopo la partita. "No, l'atteggiamento della Juve non mi ha infastidito. Penso proprio che si tratti di un errore assolutamente possibile. Non voglio pensare nella maniera più assoluta a determinazioni contrarie al Milan. Sono tante situazioni che possono essere interpretate nell'una e nell'altra direzione".

IBRA PENALIZZATO. Berlusconi ha preso le difese di Ibrahimovic e ha criticato la Corte di giustizia federale, che giovedì scorso aveva confermato le tre giornate di squalifica allo svedese. "Certamente non abbiamo condiviso questa decisione, che ci ha privato di Ibrahimovic contro la Juve. Era reo soltanto di un buffetto". Andando oltre il merito giuridico della contestata sentenza - buffetto o schiaffo? Gesto antisportivo o violento? - il padrone del Milan ha tuttavia fornito una motivazione assai meno tecnica sul perché, a suo parere, la giustizia sportiva avrebbe dovuto mitigare in appello la punizione inflitta in primo grado dal giudice sportivo al più forte giocatore rossonero. "Avrebbero dovuto tenere conto del fatto che questa partita metteva a confronto le due protagoniste del campionato e che sarebbe stato opportuno che potessero schierare in campo i loro uomini migliori". La tesi dello spettacolo innanzitutto potrebbe prestare il fianco a nuove polemiche.

LA VITTORIA DI ALLEGRI. Lo stato d'animo di una squadra delusa lo ha raccontato per tutti Nocerino, che con quello di ieri è già arrivato a otto reti in campionato. "Non capiamo come sia stato possibile non vedere un gol tanto chiaro". Dopo le polemiche e le reazioni stizzite, dopo le liti in campo e fuori con la Juve e in particolare con Chiellini, il Milan è però soddisfatto dell'esito tecnico della serata, malgrado sia adesso definitivamente in svantaggio negli scontri diretti, che assegnerebbero il campionato in caso di arrivo a pari punti. Allegri, però, è convinto che alla fine il Milan starà davanti alla Juve: "Abbiamo capito che possiamo rivincere lo scudetto. Siamo molto contenti di come abbiamo saputo affrontare un periodo di difficoltà incredibili, con un numero di assenze senza paragoni". Sabato a Palermo riavrà Ibra, mentre per Boateng si naviga a vista. La cosa certa è che l'allenatore del Milan, con le sue battute sdrammatizzanti, è uscito trionfatore dalla notte dei nervi tesi. "Io credo che gli arbitri vadano lasciati in pace, perché sono sempre in buona fede: se ti lamenti troppo, poi la giustizia divina ti punisce con un episodio così smaccatamente a tuo favore che non ti puoi più lamentare proprio di nulla. E comunque io non posso parlare, perché non ho il permesso del dg della Juve Marotta".
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