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Milan, Allegri vara l'attacco senza Balotelli: sicuri El Shaarawy e Pazzini

In attesa di sapere se SuperMario sarà 'graziato' per gli altri due turni di stop, domenica nel big match contro il Napoli sicuramente mancherà: Niang e Robinho si giocano una maglia. I duebbi di Boateng: "Non mi piace cambiare sempre ruolo"
di STEFANO SCACCHI

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MILANO - Il Milan inizia a provare l'assetto della squadra senza Mario Balotelli in vista della partitissima con il Napoli in programma domenica sera a San Siro. La gara con i campani sarà sicuramente affrontata senza il trascinatore degli ultimi mesi perché almeno una giornata di squalifica è automatica, quella dovuta alla somma di ammonizioni. Per l'eventuale riduzione della maxi-sanzione di tre giornate complessive, alla quale mira il ricorso del club rossonero per avere l'attaccante contro Juventus e Catania, bisognerà attendere la settimana prossima. Oggi a Milanello consueta amichevole del giovedì. Questa settimana la formazione avversaria è stata la Virtus Pavullese (Serie D), sconfitta 13-1: 4 gol di Balotelli, doppiette di Robinho, Balotelli e Traoré, reti di Pazzini, Niang e un autogol.

ATTACCO SENZA MARIO - Balotelli ha giocato solo nella ripresa, muovendosi al piccolo trotto ma strappando applausi con una conclusione nel sette da 20 metri e con altri colpi. Allegri ha mischiato le possibili soluzioni per il reparto offensivo. Nel primo tempo ha schierato Niang, Pazzini e Robinho. Nella ripresa Bojan, Balotelli ed El Shaarawy. Sicuri Pazzini ed El Shaarawy, si giocheranno l'ultima maglia Niang e Robinho. Questo perché Boateng è destinato a un possibile utilizzo a centrocampo. Nel primo tempo, infatti, è stato schierato da interno destro con Muntari centrale visto che anche oggi Ambrosini ha lavorato a parte (nel secondo tempo da mediano davanti alla difesa ha giocato il giovane Salamon).

BOATENG DUBBIOSO - Ma Boateng non sembra entusiasta di arretrare a centrocampo: "A me non piace cambiare sempre ruolo - dice il numero 10 a Sky Sport - quest'anno ho giocato in attacco, da trequartista e a centrocampo. L'allenatore mi dice che è positivo che so giocare in tanti ruoli, ma per me non è perfetto". Col Napoli si sentirà la mancanza di Balotelli: "Per noi è importantissimo, è molto simile a Ibrahimovic. Ci mancherà tanto in queste partite. Gli avversari lo picchiano tanto perché è forte, se non lo fermano così segna sempre. Mario è un bravissimo ragazzo e un grande professionista: qualche giorno fa è rimasto a dormire a Milanello perché voleva essere già lì la mattina dopo per allenarsi e lavorare".

"DURI CONTRO IL RAZZISMO" - Per Boateng il 2013 è stato un anno particolare dopo l'interruzione dell'amichevole di Busto Arsizio per protestare contro i "buu" razzisti: "Ho fatto tutto quello che potevo per sensibilizzare su questo problema. Trovo giusto che vengano presi provvedimenti duri". Poi una curiosità sulla nuova capigliatura bionda: "Mi piace cambiare look, altrimenti la vita è noiosa. Volevo farlo da tempo, ma ho aspettato perché dovevo andare all'Onu".

DIMENTICARE FIRENZE - In casa Milan si cerca di voltare pagina dopo la rimonta subita con la Fiorentina: "Quella col Napoli è una partita molto difficile - dice Zapata a Milan Channel - non dovremo ripetere gli errori commessi a Firenze con quel secondo tempo molle, domenica dobbiamo vincere. Cavani è un grande attaccante, bisogna essere attenti al 100% e io lo sarò. Si lavora ogni settimana per puntare all'obiettivo del 2° posto, spero di sbloccarmi e contribuire anch'io con qualche gol". Anche Boateng parla del 2-2 di domenica: "Non è facile, quando sei avanti di due reti e con l'uomo in più, mantenere alta la tensione. Probabilmente nella ripresa è calata la concentrazione e contro squadre forti come la Fiorentina vieni punito".

ROCCHI COME NEL 2011 - Sarà Gianluca Rocchi l'arbitro della sfida di domenica sera. E' lo stesso fischietto della sfida tra Milan e Napoli del marzo 2011. In quell'occasione il direttore di gara fiorentino venne pesantemente contestato dai partenopei per il rigore concesso alla formazione rossonera a San Siro.
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