MILANO - E' stata la partita dell'ennesima frenata rossonera negli scontri diretti, ma anche la serata dell'esclusione eccellente di El Shaarawy. Negli ultimi mesi, da quando aveva spiccato il volo, il Faraone era stato tenuto a riposo solo nella partita casalinga contro il Parma a febbraio. Ma allora lo scenario era differente: cinque giorni dopo si sarebbe giocata l'andata dell'ottavo di finale con il Barcellona e l'ex genoano non tirava il fiato da mesi. Nessuno si era stupito che Allegri lo risparmiasse contro una provinciale. Domenica sera contro il Napoli si trattava invece di una delle sfide più impegnative del finale di stagione, uno spareggio per il 2° posto al quale il Milan si approcciava già senza Balotelli, squalificato dopo Firenze.
SENZA GIOIELLI - Sembrava scontato puntare sul capocannoniere stagionale della squadra con 16 gol in campionato (19 totali), a maggior ragione considerata l'assenza dell'ex di Inter e City. Alla vigilia non c'erano state avvisaglie di una possibile decisione così sorprendente da parte di Allegri. E invece El Shaarawy è rimasto in panchina anche dopo l'uscita dal campo di Boateng nel primo tempo, entrando in campo solo alla mezzora della ripresa. Il pubblico ha applaudito calorosamente il suo beniamino, verso il quale ormai il popolo milanista nutre grande affetto per i gol e il gioco generoso. Incitamenti talmente convinti che non c'è stato spazio per fischi e disapprovazione nei confronti del sostituito Robinho che aveva combinato davvero poco nell'ora e un quarto in cui è rimasto sul prato del Meazza.
''CALO FISICO E MENTALE" - A fine gara, Allegri ha spiegato di aver preferito il brasiliano perché pensava potesse inserirsi meglio tra le linee difensive del Napoli. L'allenatore livornese ha difeso con le unghie la sua scelta, motivata anche con la condizione calante di El Shaarawy che ha corso moltissimo da inizio stagione: "Aveva bisogno di ricaricare le batterie a livello fisico e mentale. Deve crescere, come tutti. Può stare fuori anche lui". Ovviamente nessun calciatore di un certo livello vuole saltare certe partite.
POCHI GOL NEL RITORNO - A Napoli all'andata il Faraone realizzò una doppietta. Stavolta ha dovuto recitare la parte del comprimario. Ultimamente i riflettori si accendono meno: l'ultimo gol del savonese risale al derby a fine febbraio, l'unico segnato insieme a Balotelli, una circostanza che ha alimentato il sospetto che la presenza in campo di Super Mario possa chiudere corridoi verso al porta a Stephan. Complessivamente nel girone di ritorno El Shaarawy ha trovato la via delle rete solo due volte: all'Atalanta l'unico altro centro oltre a quello nel derby. Già dopo la partita col Chievo, Allegri aveva invitato il giovane attaccante a restare sereno senza pensare al gol. Comunque era inevitabile che El Shaarawy frenasse dopo mesi formidabili. Quello che nessuno si aspettava era però l'esclusione con il Napoli. I prossimi giorni saranno decisivi per stabilire la condizione dei gioielli milanisti in vista della trasferta di Torino con la Juventus. Il numero 92 dovrà ricaricare le pile e dimenticare la panchina. Mentre venerdì Balotelli conoscerà l'esito del ricorso contro le due giornate di squalifica per l'insulto all'arbitro di porta Doveri a Firenze (la prima già scontata era dovuta a somma di ammonizioni).
FRENO A MANO CON LE BIG - Contro i bianconeri il Milan dovrà anche cercare di cambiare marcia negli incontri con le altre "grandi" del campionato. Finora la squadra di Allegri è riuscita a vincere solo con Juventus e Lazio in casa. Poi sconfitte con Roma, Fiorentina (a San Siro), Inter all'andata e Lazio all'Olimpico. E pareggi con Napoli (due volte), Inter al ritorno e Fiorentina al Franchi. Dopo la trasferta con i Campioni d'Italia, resterà solo la Roma a San Siro tra le "big" da affrontare.
EL SHAARAWY: "CON ALLEGRI UN BEL RAPPORTO" - Ha parlato anche El Shaarawy, che ai microfoni di Milan Channel ha sottolineato il buon rapporto con il tecnico: "La panchina con il Napoli è stata una scelta tecnica del mister che rispetto, come ho sempre rispettato le sostituzioni in passato. Non c'è niente tra me e Allegri, c'è un bel rapporto. Lui mi ha dato tantissima fiducia, non c'è nessun problema. Riesco ad accettare la scelta del mister, in quel momento lui ha preferito far partire Robinho dall'inizio. Io sono sereno, ho fatto bene fino ad ora e penso solo a migliorare".
MONTOLIVO: "CON LA JUVE SARA' DURA" - Ha parlato sul momento della squadra anche Riccardo Montolivo: "Adesso ci aspetta una partita difficile, la Juve ha singole individualità importanti e grandi automatismi: sarà molto difficile", spiega a Sky. "Noi cercheremo principalmente di consolidare il terzo posto e poi, se possibile, di rubare qualche punto al Napoli. Ieri abbiamo perso una grande occasione per avvicinarlo, ma ci sono ancora sei partite". Su El Shaarawy: "Per ora non riesce a mantenere il livello che aveva fino a Natale quando faceva gol ogni settimana, ma dal punto di vista della concretezza non è mai mancato, l'ho sentito ed è tranquillo. Ieri l'allenatore ha deciso di non schierarlo dal primo minuto, ma non ci vedo nulla di scandaloso: nulla toglie ad El Shaarawy ed alla stagione che ha fatto finora. Il Milan ha un grande reparto d'attacco e ieri Robinho, Boateng e Pazzini hanno fatto una buona gara. Ma speriamo che Stephan faccia ancora dei gol fino alla fine".
SENZA GIOIELLI - Sembrava scontato puntare sul capocannoniere stagionale della squadra con 16 gol in campionato (19 totali), a maggior ragione considerata l'assenza dell'ex di Inter e City. Alla vigilia non c'erano state avvisaglie di una possibile decisione così sorprendente da parte di Allegri. E invece El Shaarawy è rimasto in panchina anche dopo l'uscita dal campo di Boateng nel primo tempo, entrando in campo solo alla mezzora della ripresa. Il pubblico ha applaudito calorosamente il suo beniamino, verso il quale ormai il popolo milanista nutre grande affetto per i gol e il gioco generoso. Incitamenti talmente convinti che non c'è stato spazio per fischi e disapprovazione nei confronti del sostituito Robinho che aveva combinato davvero poco nell'ora e un quarto in cui è rimasto sul prato del Meazza.
''CALO FISICO E MENTALE" - A fine gara, Allegri ha spiegato di aver preferito il brasiliano perché pensava potesse inserirsi meglio tra le linee difensive del Napoli. L'allenatore livornese ha difeso con le unghie la sua scelta, motivata anche con la condizione calante di El Shaarawy che ha corso moltissimo da inizio stagione: "Aveva bisogno di ricaricare le batterie a livello fisico e mentale. Deve crescere, come tutti. Può stare fuori anche lui". Ovviamente nessun calciatore di un certo livello vuole saltare certe partite.
POCHI GOL NEL RITORNO - A Napoli all'andata il Faraone realizzò una doppietta. Stavolta ha dovuto recitare la parte del comprimario. Ultimamente i riflettori si accendono meno: l'ultimo gol del savonese risale al derby a fine febbraio, l'unico segnato insieme a Balotelli, una circostanza che ha alimentato il sospetto che la presenza in campo di Super Mario possa chiudere corridoi verso al porta a Stephan. Complessivamente nel girone di ritorno El Shaarawy ha trovato la via delle rete solo due volte: all'Atalanta l'unico altro centro oltre a quello nel derby. Già dopo la partita col Chievo, Allegri aveva invitato il giovane attaccante a restare sereno senza pensare al gol. Comunque era inevitabile che El Shaarawy frenasse dopo mesi formidabili. Quello che nessuno si aspettava era però l'esclusione con il Napoli. I prossimi giorni saranno decisivi per stabilire la condizione dei gioielli milanisti in vista della trasferta di Torino con la Juventus. Il numero 92 dovrà ricaricare le pile e dimenticare la panchina. Mentre venerdì Balotelli conoscerà l'esito del ricorso contro le due giornate di squalifica per l'insulto all'arbitro di porta Doveri a Firenze (la prima già scontata era dovuta a somma di ammonizioni).
FRENO A MANO CON LE BIG - Contro i bianconeri il Milan dovrà anche cercare di cambiare marcia negli incontri con le altre "grandi" del campionato. Finora la squadra di Allegri è riuscita a vincere solo con Juventus e Lazio in casa. Poi sconfitte con Roma, Fiorentina (a San Siro), Inter all'andata e Lazio all'Olimpico. E pareggi con Napoli (due volte), Inter al ritorno e Fiorentina al Franchi. Dopo la trasferta con i Campioni d'Italia, resterà solo la Roma a San Siro tra le "big" da affrontare.
EL SHAARAWY: "CON ALLEGRI UN BEL RAPPORTO" - Ha parlato anche El Shaarawy, che ai microfoni di Milan Channel ha sottolineato il buon rapporto con il tecnico: "La panchina con il Napoli è stata una scelta tecnica del mister che rispetto, come ho sempre rispettato le sostituzioni in passato. Non c'è niente tra me e Allegri, c'è un bel rapporto. Lui mi ha dato tantissima fiducia, non c'è nessun problema. Riesco ad accettare la scelta del mister, in quel momento lui ha preferito far partire Robinho dall'inizio. Io sono sereno, ho fatto bene fino ad ora e penso solo a migliorare".
MONTOLIVO: "CON LA JUVE SARA' DURA" - Ha parlato sul momento della squadra anche Riccardo Montolivo: "Adesso ci aspetta una partita difficile, la Juve ha singole individualità importanti e grandi automatismi: sarà molto difficile", spiega a Sky. "Noi cercheremo principalmente di consolidare il terzo posto e poi, se possibile, di rubare qualche punto al Napoli. Ieri abbiamo perso una grande occasione per avvicinarlo, ma ci sono ancora sei partite". Su El Shaarawy: "Per ora non riesce a mantenere il livello che aveva fino a Natale quando faceva gol ogni settimana, ma dal punto di vista della concretezza non è mai mancato, l'ho sentito ed è tranquillo. Ieri l'allenatore ha deciso di non schierarlo dal primo minuto, ma non ci vedo nulla di scandaloso: nulla toglie ad El Shaarawy ed alla stagione che ha fatto finora. Il Milan ha un grande reparto d'attacco e ieri Robinho, Boateng e Pazzini hanno fatto una buona gara. Ma speriamo che Stephan faccia ancora dei gol fino alla fine".