Sport

Milan, Balotelli si ferma. Ambrosini: ''Ci vuole coraggio a cacciare Allegri''

La febbre blocca l'attaccante, a rischio la sua presenza con la Roma. Il capitano si schiera al fianco del tecnico: ''La società deve confermarlo, ma è difficile far cambiare idea a Berlusconi''
di STEFANO SCACCHI

2 minuti di lettura
MILANO - Un inconveniente per Massimiliano Allegri sulla strada della partita con la Roma, in programma domenica sera a San Siro, il posticipo che potrebbe dare ai rossoneri la matematica certezza del terzo posto in caso di vittoria sui giallorossi. A quel punto la Fiorentina non avrebbe più nessuna possibilità di riprendere il Milan. Oggi però non si è allenato Mario Balotelli a causa di un leggero attacco influenzale accusato ieri sera (non a caso il centravanti azzurro non ha presenziato alla serata di gala organizzata da Menaye Donkor, la moglie di Muntari, per raccogliere fondi a favore della Fondazione "Menaye Charity Organization" che aiuta i bambini del Ghana).

DOMANI TEST DECISIVO - L'assenza di Balotelli è dovuta anche a motivi precauzionali, visto che durante l'allenamento di oggi a Milanello pioveva con una certa intensità. Le condizioni del numero 45, undici gol in undici presenze di campionato da quando è arrivato al Milan, saranno valutate domani quando il giocatore tornerà ad allenarsi in occasione della rifinitura prima dell'impegno con la Roma, penultima squadra capace di battere i rossoneri con il 4-2 di dicembre all'Olimpico (dopo solo il ko per 1-0 con la Juventus a Torino).

AMBROSINI CON ALLEGRI -
A tenere banco, terzo posto a parte, è il futuro di Allegri. Il tecnico continua a ricevere attestati di stima dai suoi giocatori: "Posto che arriviamo al terzo posto, sarebbe coraggioso mandare via un allenatore che in tre anni raggiunge quello che ha raggiunto Allegri. Il Milan può e deve confermarlo", ha detto il capitano rossonero Massimo Ambrosini, consapevole che "tutto quello che succede dipende dalle prossime due domeniche". "Al presidente, quello che gli passa per la mente è difficile farglielo cambiare. Seedorf allenatore? Sarei curioso di vedere cosa combina, se non al Milan quest'anno sarà in un'altra squadra fra due".

TERZO POSTO A UN PASSO - Anche Abate, che domenica dovrebbe lasciare il posto di terzino destro a De Sciglio, si schiera dalla parte di Allegri: "Il terzo posto è tutto nelle nostre mani - dice a Milan Channel - la squadra non sbaglierà perché vogliamo partecipare ad una competizione europea importante l'anno prossimo. Festeggiare questo traguardo davanti ai nostri tifosi sarebbe il coronamento di una stagione iniziata male, ma nella quale questo gruppo è cresciuto ed è diventato una squadra vera. Servirà un grande Milan, ci vorrà una partita importante". Anche Abate dimostra la vicinanza del gruppo ad Allegri: "E' stato bravissimo, ha tenuto il gruppo unito e ci ha dato grande fiducia. Dopo le difficoltà iniziali, c'era qualche perplessità intorno alla possibilità di arrivare in Champions c'era, ma siamo rimasti uniti, abbiamo creduto in noi e nel mister. Il prossimo anno dovremo lottare per lo scudetto".

DONADONI, MA NON ADESSO - Intanto da Parma il presidente Tommaso Ghirardi colloca il Milan nell'orizzonte di Roberto Donadoni. Ma non nell'immediato: "Donadoni - dice a Radio Sportiva - ha un futuro importante, ripercorrerà la carriera da calciatore. Per adesso però finirà il suo percorso a Parma, non ne ho mai dubitato neanche prima del rinnovo. Però un giorno gli auguro di poter allenare il Milan".
I commenti dei lettori