MILANO - Il mancato acquisto di Tevez impone una pausa di riflessione in casa Milan. La società deve capire come ripartire sul mercato dopo aver perso l'obiettivo numero uno inseguito da un anno e mezzo. Non è solo una questione tecnica, ma anche regolamentare. L'argentino avrebbe occupato la casella di secondo extracomunitario (la prima è stata presa dal giovane colombiano Vergara): il club avrebbe fatto questo passo senza titubanze, sicuro che l'Apache avrebbe rappresentato la scelta giusta. Ormai era diventato un fatto quasi affettivo, come dimostravano le continue dichiarazioni di amicizia di Galliani nei confronti dell'ex attaccante del City, ora alla Juventus.
BUONI CONTATTI CON HONDA - Sfumato questo colpo, occorre invece meditare sulla strada da seguire. Anche il possibile acquisto di Honda deve essere ponderato alla luce del limite all'arrivo di nuovi extracomunitari. Il giapponese, infatti, chiuderebbe questa porta già alla fine di giugno. Con il fantasista nipponico i contatti sono ben avviati. La tempistica pensata negli scorsi mesi però era diversa: un ingaggio a parametro zero a gennaio dopo la scadenza del contratto con il Cska Mosca. Ora invece sarebbe necessario trattare per rilevare il cartellino dai russi che sono abbastanza inflessibili. Ne sa qualcosa la Lazio che un anno e mezzo fa era a un passo dal calciatore, ma si è scontrata con la rigidità dei dirigenti moscoviti.
STRATEGIA CON LE CESSIONI - Ed entra in gioco anche la necessità di attendere le cessioni: solo dopo aver capito chi andrà via (i gioielli sul mercato sono soprattutto Robinho, Boateng ed El Shaarawy, quest'ultimo solo in caso di maxi-offerta, un'esigenza che però diventa meno forte ora che Tevez è sfumato), sarà possibile definire meglio le necessità della rosa della prossima stagione. In questa fase avere una casella ancora libera per un extracomunitario, con ancora due mesi di mercato davanti, è una risorsa irrinunciabile. Ma comunque Honda resta una buona opzione per due motivi. E' un trequartista e Berlusconi, nella cena di Arcore che ha portato alla riconferma di Allegri, ha sponsorizzato il 4-3-1-2 (al momento l'unico altro vero fantasista in rosa è il giovane Saponara). E può aprire spazi commerciali in Giappone dove è popolarissimo. Il calciatore sarebbe contento di trasferirsi a Milano e vuole un grande club: "Giocando in una squadra d'elite posso continuare a migliorare", ha detto in Brasile dov'era impegnato con la Nazionale per la Confederation Cup.
FLAMINI PIU' LONTANO - Intanto oggi è andato in scena il primo incontro per definire il futuro di Flamini che va in scadenza di contratto tra quattro giorni. Il suo legale Helene Misserly ha parlato con Galliani in Via Turati. Ma non è bastato ad arrivare a un accordo: "A Flamini il Milan piace - ha detto all'uscita la rappresentante del centrocampista francese - ma non è detto che resti. Ci sarà un nuovo contatto". Il nodo è la durata del contratto: il Milan propone un biennale, il giocatore vorrebbe un triennale. Una richiesta corroborata dall'ottimo finale di stagione giocato dal marsigliese che nelle passate stagioni aveva accettato consistenti diminuzioni di ingaggio.
BUONI CONTATTI CON HONDA - Sfumato questo colpo, occorre invece meditare sulla strada da seguire. Anche il possibile acquisto di Honda deve essere ponderato alla luce del limite all'arrivo di nuovi extracomunitari. Il giapponese, infatti, chiuderebbe questa porta già alla fine di giugno. Con il fantasista nipponico i contatti sono ben avviati. La tempistica pensata negli scorsi mesi però era diversa: un ingaggio a parametro zero a gennaio dopo la scadenza del contratto con il Cska Mosca. Ora invece sarebbe necessario trattare per rilevare il cartellino dai russi che sono abbastanza inflessibili. Ne sa qualcosa la Lazio che un anno e mezzo fa era a un passo dal calciatore, ma si è scontrata con la rigidità dei dirigenti moscoviti.
STRATEGIA CON LE CESSIONI - Ed entra in gioco anche la necessità di attendere le cessioni: solo dopo aver capito chi andrà via (i gioielli sul mercato sono soprattutto Robinho, Boateng ed El Shaarawy, quest'ultimo solo in caso di maxi-offerta, un'esigenza che però diventa meno forte ora che Tevez è sfumato), sarà possibile definire meglio le necessità della rosa della prossima stagione. In questa fase avere una casella ancora libera per un extracomunitario, con ancora due mesi di mercato davanti, è una risorsa irrinunciabile. Ma comunque Honda resta una buona opzione per due motivi. E' un trequartista e Berlusconi, nella cena di Arcore che ha portato alla riconferma di Allegri, ha sponsorizzato il 4-3-1-2 (al momento l'unico altro vero fantasista in rosa è il giovane Saponara). E può aprire spazi commerciali in Giappone dove è popolarissimo. Il calciatore sarebbe contento di trasferirsi a Milano e vuole un grande club: "Giocando in una squadra d'elite posso continuare a migliorare", ha detto in Brasile dov'era impegnato con la Nazionale per la Confederation Cup.
FLAMINI PIU' LONTANO - Intanto oggi è andato in scena il primo incontro per definire il futuro di Flamini che va in scadenza di contratto tra quattro giorni. Il suo legale Helene Misserly ha parlato con Galliani in Via Turati. Ma non è bastato ad arrivare a un accordo: "A Flamini il Milan piace - ha detto all'uscita la rappresentante del centrocampista francese - ma non è detto che resti. Ci sarà un nuovo contatto". Il nodo è la durata del contratto: il Milan propone un biennale, il giocatore vorrebbe un triennale. Una richiesta corroborata dall'ottimo finale di stagione giocato dal marsigliese che nelle passate stagioni aveva accettato consistenti diminuzioni di ingaggio.