MILANO - Quando non c'è modo di arrivare al caviale e la fame aumenta, un panino col salame riesce a svolgere il suo compito con grande dignità. Senza De Sciglio, Montolivo, Kakà, Balotelli, Pazzini ed El Shaarawy, nonché Bonera, Silvestre e Saponara, il Milan muove la classifica con tre punti non scintillanti ma preziosi: glieli regala Valter Birsa, arrivato fra ironia e scetticismo ma portatore sano di un'abnegazione spesso sconosciuta a chi è abituato ad occupare la trequarti. Il mancino dell'ex Toro e Genoa apre ufficialmente la crisi della Sampdoria, perché il calendario (già affrontate Juventus e Roma) non può giustificare il misero bottino di 2 punti in 6 partite e la confusione tattica che regna in casa doriana: la panchina di Delio Rossi appare seriamente in pericolo, complice anche il ko nel derby, ferita tutt'altro che rimarginata.
POCO DA SEGNALARE - Le scelte di Allegri sono pressoché obbligate in avanti: Matri parte centralmente, con Birsa e Robinho ai fianchi, in un 4-3-3 abbastanza spurio. Lo sloveno tende ad accentrarsi partendo da destra, lasciando spazio in fascia a Zaccardo, preferito ad Abate. Rossi cavalca il 4-4-2 già adottato contro la Roma ma riporta Palombo in mediana, a formare un tandem prevalentemente fisico con Obiang. Il primo tempo offre ben poche palle gol: ci prova Constant al 17', con un bel mancino al volo su invito di Robinho che non trova la porta. La Sampdoria non vuole scoprirsi e cerca di pungere su palla ferma. Minuto 27, Sansone per la testa di Costa, già carnefice del Diavolo a San Siro un anno fa: il vantaggio ospite non si concretizza per una questione di centimetri. Ad attirare l'attenzione è dunque il pubblico, che lancia cori contro i tifosi napoletani nonostante la chiusura della Curva Sud - esposti striscioni offensivi fuori dallo stadio - e risponde con i fischi all'invito dello speaker, stesso trattamento riservato alla squadra al rientro negli spogliatoi, con de Jong, il migliore dei suoi, che predica calma.
UN ALTRO MILAN - Emanuelson per Muntari non è l'unica novità dell'avvio di ripresa: scende in campo un Milan diverso, più aggressivo e ordinato. Per il vantaggio bastano meno di 60 secondi: Robinho per Birsa, l'ex Torino prende la mira dai 18 metri e il suo mancino va a spolverare l'angolino basso alla sinistra di Da Costa. La scarica elettrica post intervallo non si ferma, lo sloveno sente di avere il piede caldo e ci riprova al 4': l'estremo doriano risponde con i pugni, Poli raccoglie e mette in mezzo per Robinho, appostato in area piccola per la correzione vincente. Tutto troppo facile per uno come il brasiliano, che da sempre eccelle nelle giocate ad effetto e si perde quando c'è da fare il compitino: il tocco a porta vuota è un assist per Da Costa, Sampdoria graziata. Al 18' si vede Matri, tanto bravo nel pressing su Obiang quanto impreciso a tu per tu con il portiere, che si salva con il piede. Rossi esaurisce presto i cambi - dentro Soriano, Krsticic e Petagna - nel tentativo di imprimere un altro ritmo alla contesa, il più positivo dei nuovi entrati è il centrocampista serbo, che al 27' ruba palla, ottiene la sponda da Sansone e in 2 contro 1 cerca di mettere Petagna in condizione di battere a rete, incappando però nella chiusura di tacco di Mexes. Decisamente troppo poco per chi ha urgenze di classifica e un risultato da ribaltare: mai la Samp dà la sensazione di poter arrivare al pari, anzi, è Niang ad andare vicinissimo al 2-0, con una strepitosa azione personale che soltanto Da Costa riesce a neutralizzare. Non è caviale, di champagne non si intravede nemmeno l'ombra ma al Milan, oggi, bastava pane e salame.
MILAN-SAMPDORIA 1--0 (0-0)
Milan (4-3-2-1): Abbiati 6; Zaccardo 6, Zapata 5.5, Mexes 6.5, Constant 6; Poli 6 (30' st Nocerino sv), de Jong 7, Muntari 5.5 (1' st Emanuelson 6); Birsa 6.5 (21' st Niang 6), Robinho 6; Matri 5.5. (Amelia, Gabriel, Abate, Vergara, Cristante). All.: Allegri
Sampdoria (4-4-2): Da Costa 6.5; De Silvestri 6.5, Mustafi 6.5, Regini 5.5, Costa 5.5; Gavazzi 5.5, Palombo 5.5 (16' st Krsticic 6), Obiang 6, Wszolek 5 (7' st Soriano 5.5); Gabbiadini 5.5 (22' st Petagna 6), Sansone 6. (Fiorillo, Berardi, Castellini, Gastaldello, Eramo, Gentsoglou, Renan, Rodriguez, Pozzi). All.: Rossi
Arbitro: Peruzzo di Schio
Rete: 1' st Birsa
Ammoniti: Costa, Gavazzi e Krsticic per gioco falloso
Recupero: 0 e 3'
POCO DA SEGNALARE - Le scelte di Allegri sono pressoché obbligate in avanti: Matri parte centralmente, con Birsa e Robinho ai fianchi, in un 4-3-3 abbastanza spurio. Lo sloveno tende ad accentrarsi partendo da destra, lasciando spazio in fascia a Zaccardo, preferito ad Abate. Rossi cavalca il 4-4-2 già adottato contro la Roma ma riporta Palombo in mediana, a formare un tandem prevalentemente fisico con Obiang. Il primo tempo offre ben poche palle gol: ci prova Constant al 17', con un bel mancino al volo su invito di Robinho che non trova la porta. La Sampdoria non vuole scoprirsi e cerca di pungere su palla ferma. Minuto 27, Sansone per la testa di Costa, già carnefice del Diavolo a San Siro un anno fa: il vantaggio ospite non si concretizza per una questione di centimetri. Ad attirare l'attenzione è dunque il pubblico, che lancia cori contro i tifosi napoletani nonostante la chiusura della Curva Sud - esposti striscioni offensivi fuori dallo stadio - e risponde con i fischi all'invito dello speaker, stesso trattamento riservato alla squadra al rientro negli spogliatoi, con de Jong, il migliore dei suoi, che predica calma.
UN ALTRO MILAN - Emanuelson per Muntari non è l'unica novità dell'avvio di ripresa: scende in campo un Milan diverso, più aggressivo e ordinato. Per il vantaggio bastano meno di 60 secondi: Robinho per Birsa, l'ex Torino prende la mira dai 18 metri e il suo mancino va a spolverare l'angolino basso alla sinistra di Da Costa. La scarica elettrica post intervallo non si ferma, lo sloveno sente di avere il piede caldo e ci riprova al 4': l'estremo doriano risponde con i pugni, Poli raccoglie e mette in mezzo per Robinho, appostato in area piccola per la correzione vincente. Tutto troppo facile per uno come il brasiliano, che da sempre eccelle nelle giocate ad effetto e si perde quando c'è da fare il compitino: il tocco a porta vuota è un assist per Da Costa, Sampdoria graziata. Al 18' si vede Matri, tanto bravo nel pressing su Obiang quanto impreciso a tu per tu con il portiere, che si salva con il piede. Rossi esaurisce presto i cambi - dentro Soriano, Krsticic e Petagna - nel tentativo di imprimere un altro ritmo alla contesa, il più positivo dei nuovi entrati è il centrocampista serbo, che al 27' ruba palla, ottiene la sponda da Sansone e in 2 contro 1 cerca di mettere Petagna in condizione di battere a rete, incappando però nella chiusura di tacco di Mexes. Decisamente troppo poco per chi ha urgenze di classifica e un risultato da ribaltare: mai la Samp dà la sensazione di poter arrivare al pari, anzi, è Niang ad andare vicinissimo al 2-0, con una strepitosa azione personale che soltanto Da Costa riesce a neutralizzare. Non è caviale, di champagne non si intravede nemmeno l'ombra ma al Milan, oggi, bastava pane e salame.
MILAN-SAMPDORIA 1--0 (0-0)
Milan (4-3-2-1): Abbiati 6; Zaccardo 6, Zapata 5.5, Mexes 6.5, Constant 6; Poli 6 (30' st Nocerino sv), de Jong 7, Muntari 5.5 (1' st Emanuelson 6); Birsa 6.5 (21' st Niang 6), Robinho 6; Matri 5.5. (Amelia, Gabriel, Abate, Vergara, Cristante). All.: Allegri
Sampdoria (4-4-2): Da Costa 6.5; De Silvestri 6.5, Mustafi 6.5, Regini 5.5, Costa 5.5; Gavazzi 5.5, Palombo 5.5 (16' st Krsticic 6), Obiang 6, Wszolek 5 (7' st Soriano 5.5); Gabbiadini 5.5 (22' st Petagna 6), Sansone 6. (Fiorillo, Berardi, Castellini, Gastaldello, Eramo, Gentsoglou, Renan, Rodriguez, Pozzi). All.: Rossi
Arbitro: Peruzzo di Schio
Rete: 1' st Birsa
Ammoniti: Costa, Gavazzi e Krsticic per gioco falloso
Recupero: 0 e 3'