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Milan, Barbara mette alla porta Galliani. Fenucci-Maldini nuovo corso

Le critiche della figlia di Berlusconi possono determinare modifiche significative nell'organigramma del club rossonero. Nel mirino la figura dello storico amministratore delegato, mai così vicino all'addio. ''Ho parlato con il presidente ma non commento''. La 'ricostruzione' sarebbe affidata all'attuale ad della Roma e all'ex difensore candidato al ruolo di direttore sportivo. Kakà: "A Barcellona faremo una grande partita"
di STEFANO SCACCHI 

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MILANO - Oggi inizia la prima settimana di una nuova epoca del Milan. Le critiche di Barbara Berlusconi all'attuale gestione possono determinare modifiche significative nell'organigramma societario del club rossonero. Nella serata di ieri la figlia del proprietario del Milan ha precisato che nel mirino delle sue osservazioni non c'era direttamente Adriano Galliani, ma la "filosofia aziendale" nel suo complesso. Ma è chiaro che è proprio la figura dell'attuale ad di Via Turati (anche se presto avverrà lo spostamento della sede sociale in un palazzo del quartiere Portello nella zona della vecchia Fiera) al centro di questa vicenda. ''Ho parlato col presidente ma non commento" si è limitato a dire Galliani, presente oggi alla cerimonia di consegna del "Premio Facchetti".

"FIDUCIA IN ALLEGRI MA TUTTO DIPENDE DAI RISULTATI" - Galliani però ha parlato della situazione difficile della squadra. E ha ribadito la fiducia della società in Massimiliano Allegri: "Andiamo avanti e speriamo che le cose migliorino. Ci sono stati altri momenti difficili in 28 anni di Milan, ci sono momenti buoni e meno buoni, d'altronde lo sport è ciclico e quindi speriamo di fare meglio nel prosieguo della stagione. Credo che non si possa misurare il
club sul risultato delle ultime partite, va misurato  in un arco temporale un pochino più lungo: il valore del Milan è molto superiore a quello attuale, è quello dimostrato negli ultimi anni, è quello che ci dà il ranking perché le squadre si misurano in base al ranking - ha spiegato - Abbiamo fatto la Champions 11 volte negli ultimi 12 anni e da cinque consecutivi, cosa che facciamo solo noi". Sulle sue responsabilità, Galliani spiega che "l'amministratore delegato è responsabile di tutto, anche del mercato, del fatturato e dei costi". Infine una battuta su Allegri: "fiducia nel tecnico? Assolutamente sì. Non è una settimana decisiva però tutti gli allenatori dipendono dai risultati. Se uno perde sempre all'infinito, non c'è allenatore che tenga". Balotelli, per l'ad, è "incedibilissimo. E' arrivato a febbraio e in 13 partite ha fatto 12 gol. Senza di lui non saremmo mai andati in Champions".

CAPELLO CRITICO - Anche una colonna del Milan berlusconiano, Fabio Capello, si è lasciato andare a un commento piuttosto chiaro su una delle operazioni più controverse degli ultimi anni, il passaggio di Pirlo alla Juventus: "Non sento il presidente Berlusconi da quasi un anno - ha detto il ct della Russia a Radio Rai - perché è troppo impegnato in politica. Lui ha un sostituto, Galliani, che finora ha fatto molto bene. Ci sono annate in cui si sbagliano gli acquisti e i capri espiatori diventano l'allenatore o chi ha fatto il mercato. Questa nel Milan è una di quelle annate. Si può sbagliare a comprare e a vendere. Mi riferisco a Pirlo: non si può perdere uno come lui a parametro zero".

SCENARI INCONTROLLABILI - Ora si aprono scenari impensabili fino a poco tempo fa (appena cinque mesi fa Galliani ottenne una vittoria personale con la conferma di Allegri). In queste fasi le voci sono incontrollabili. Difficile immaginare che Galliani lasci il Milan a stagione in corso, in questo caso il momento indicato sarebbe gennaio. Anche perché ora potrebbe seguire la classica oscillazione contraria del pendolo dopo un colpo così forte allo status quo di una società che da 27 anni aveva proprio in Galliani il punto di riferimento centrale (anche la precisazione di ieri sera di Barbara Berlusconi può andare in questa direzione). E un addio durante l'annata non sarebbe l'ideale nemmeno per potrebbe subentrare.

IL DUO FENUCCI-MALDINI - I nomi più gettonati sono due (tre con quello di Clarence Seedorf possibile nuovo allenatore): Claudio Fenucci, attuale amministratore delegato della Roma, che si occuperebbe della parte finanziaria e amministrativa, in scadenza di contratto con il club giallorosso proprio a giugno. E Paolo Maldini, candidato alla figura di direttore sportivo. La bandiera più vincente nella storia del Milan, rimasto fuori dalla società dal momento del suo addio al calcio nel maggio 2009. Una ferita per molti tifosi rossoneri che potrebbe essere sanata presto con benefici effetti di immagine in tutto il mondo, considerata la stima della quale Maldini gode ovunque. Uno dei compiti del possibile nuovo corso sarebbe anche quello di costruire un maggiore coordinamento di un'attività decisiva in una fase nella quale le risorse economiche scarseggiano: l'individuazione delle migliori promesse a livello mondiale. Al Milan manca una figura di coordinamento specifica per il mercato internazionale da quando Riccardo Pecini è diventato ds del Monaco nell'estate 2012. Non a caso, questo è un punto che è stato toccato dalle osservazioni di Barbara Berlusconi.

L'INTERVENTO DI BERLUSCONI - Ma a questa ricostruzione manca ancora un elemento: la decisione finale di Silvio Berlusconi. Le critiche di ieri sono state condivise dopo una riunione famigliare. Ma sarà il Cavaliere a stabilire se davvero avverrà il grande cambio della gestione storica iniziata 27 anni fa con Adriano Galliani al vertice. Per ora l'ex premier non ha ancora detto direttamente la sua (ieri sera c'è stato anche il giallo di un comunicato atteso e mai arrivato per una precisazione del proprietario del Milan sulla situazione). Nei prossimi giorni proseguiranno i contatti. Di sicuro all'interno del Milan si vive una fibrillazione mai vista negli ultimi anni. Non esiste nessun punto fermo: la panchina di Allegri traballa a causa dei risultati deludenti. Ma ormai gli scricchiolii sono arrivati più in alto. Il Barcellona, avversario tra due giorni al Camp Nou in Champions League, sembra lontanissimo.

KAKA': "A BARCELLONA FAREMO UNA GRANDE PARTITA" -  "Usciremo da questo momento buio, ne Verremo fuori con forza di volontà". Ricardo Kakà, ai microfoni di Italia uno rassicura i tifosi. "Ne verremo fuori con forza di volontà - dice kakà -. Non voglio fare altre promesse, un gol e un assist sono fattori tecnici, ma sulla volontà del gruppo posso scommetterci. Già contro il Barcellona lo dimostreremo, facendo una grande partita come quella dell'andata".
 
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