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Milan, quiete e rilancio. Ma quanto durerà la tregua?

L'intesa siglata da Silvio Berlusconi nel duello tra la figlia Barbara e Galliani ha avuto come primo effetto il rilancio della squadra, tornata al successo in campionato dopo quasi un mese e mezzo. Tutta da verificare però la tenuta del patto tra i due ad. Congelato il nuovo corso, mercato quasi fatto
di STEFANO SCACCHI

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MILANO - Dopo le due vittorie consecutive in trasferta con Celtic e Catania, il futuro ha assunto connotati meno ansiogeni in casa Milan. Il passo avanti verso la qualificazione in Champions e il ritorno al successo in campionato che mancava da quasi un mese e mezzo si saldano con la tregua siglata sabato da Silvio Berlusconi nel duello tra la figlia Barbara e Adriano Galliani. Il dirigente brianzolo ieri era a Catania per godersi le reti dei tre acquisti che ha fortemente voluto: Montolivo a parametro zero, Balotelli e Kakà pupilli di due generazioni diverse. Barbara a distanza si è rallegrata perché ha notato che, da quando è entrata in campo con decisione, i risultati sono migliorati. E così le contrapposizioni tra i due possono momentaneamente sfumare anche se certi contrasti non si cancellano nell'arco di poche ore.

MERCATO QUASI FATTO -
Il rientro di El Shaarawy e quello prossimo di Pazzini creano anche meno esigenze di rinforzo della squadra. Il mercato di gennaio era già stato sostanzialmente delineato in previsione di una separazione immediata con Galliani. Rami e Honda di fatto sono già giocatori del Milan. Il primo si allena a Milanello da qualche settimana e ha disputato l'amichevole di Berna con lo Young Boys. Il secondo si fa già fotografare con la maglia del Milan nelle immagini da pubblicare sui social network. Alla vigilia della partenza per Glasgow, Galliani aveva parlato della ricerca di "un attaccante esterno". E, se ci fosse l'occasione, il club potrebbe sondare il mercato per un terzino sinistro. Ma al momento queste sono trattative tutte da definire perché i fondi a disposizione non sono moltissimi.

INTESA DA VERIFICARE - Sul lungo periodo invece bisognerà verificare la tenuta dell'intesa siglata sabato con l'intervento di Berlusconi. Di sicuro l'arco quadriennale dell'accordo raggiunto venerdì notte ad Arcore riguarda la durata del pagamento della buonuscita di Galliani, mentre esistono meno certezze sul fatto che regga per un periodo altrettanto lungo la coabitazione tra l'ad in carica da 27 anni e Barbara Berlusconi, nominata sabato nella stessa carica. "Adriano Galliani è un grande dirigente e lo ha dimostrato nel tempo - commenta l'ex milanista Giovanni Trapattoni parlando a Radio anch'io sport - attenti perché a mandarlo via si possono fare dei danni. E chi sta sopra tutti, non c'è bisogno che faccia il nome, lo sa bene. Infatti ha detto: fermi, decideremo solo a bocce ferme".

NUOVO CORSO CONGELATO -
A seguire le evoluzioni di questi giorni ci sono anche i dirigenti contattati per subentrare nel nuovo corso del Milan. Per alcuni può essere stato un bene perché avrebbero faticato a liberarsi subito a gennaio. E' il caso di Claudio Fenucci, papabile nuovo ad, legato fino a giugno alla Roma della quale è dirigente di primo piano (ad esempio, rappresenta la società giallorossa in tutte le riunioni della Lega Seria A). Lo stesso discorso vale per il nuovo direttore generale. Demetrio Albertini, vicepresidente Figc e numero uno del Club Italia coinvolto da protagonista nell'avvicinamento ai Mondiali del Brasile, o Michele Uva da pochi mesi dg della Coni Servizi dopo l'elezione di Malagò al vertice del Foro Italico. Sarebbe stato immediatamente disponibile Paolo Maldini che dovrebbe assumere l'incarico di direttore dell'area tecnica. Ma anche per l'ex capitano potrebbe essere meglio subentrare all'inizio di una nuova stagione e non in corso d'opera, ereditando le attuali difficoltà. L'allungarsi dei tempi invece permetterà di individuare la figura del nuovo direttore sportivo. Il favorito era Fabio Paratici che però resterà alla Juventus. Piace Walter Sabatini, molto legato alla Roma. In lizza Sean Sogliano (Verona) e Daniele Pradè (Fiorentina). Qualche metro indietro Riccardo Bigon, pienamente coinvolto nel progetto del Napoli e Pietro Leonardi (Parma). Nell'attesa di capire come funzionerà il Milan dei due amministratori delegati.
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