MILANO - L'ultimo velo sul nome del futuro allenatore del Milan è caduto nella sala stampa dello Stadio Olimpico "Joao Havelange" di Rio de Janeiro. "Questa esperienza di un anno e mezzo al Botafogo mi ha fatto crescere molto e mi aiuterà nel mio prossimo passo che sarà quello di allenare il Milan - ha detto Clarence Seedorf nel corso di una conferenza stampa convocata per annunciare il suo addio al club carioca e dare ufficialità al suo nuovo incarico -. Quando ieri mi ha chiamato il presidente (Silvio Berlusconi, ndr) non ho potuto dire di no. Sono felice di tornare al Milan. Per me è un sogno e spero di disputare nuovamente un Mondiale per club alla guida di questa squadra. Ho un rapporto speciale con il Milan perché ho giocato dieci anni con quella maglia".
CONTRATTO FINO AL 2016 - A fianco dell'olandese, insieme al presidente del Botafogo Mauricio Assumpçao, c'era la rappresentante Deborah Martin che ha confermato la durata del contratto del suo assistito con il Milan: due anni e mezzo, fino al 2016. E' stato anche l'addio del numero 10 al calcio giocato: "Lascio dopo ventidue anni. E' stata una notte difficile, ma sono soddisfatto per quello che ho fatto nel corso della mia carriera", dice il centrocampista unico giocatore capace di vincere la Coppa Campioni con tre squadre diverse: Ajax, Real Madrid e Milan.
"NUOVA SFIDA" - I dirigenti del Botafogo si sono rassegnati a perdere il loro fuoriclasse sul quale contavano molto per fare più strada possibile in Coppa Libertadores. "Siamo molto tristi", ammette Assumpçao. "Non è un addio, ci rivedremo. Se avessi potuto giocare a calcio altri cinque anni, sarei rimasto. Ma la carriera di un giocatore non è eterna e devo essere in grado mentalmente di guardare sempre alle opportunità che si presentano. Nel calcio ho vinto tutto e il calcio mi ha dato tanto ma ora è arrivato il momento di smettere", è stato il saluto di Seedorf che vuole raggiungere prima possibile l'Italia: "Vorrei partire oggi se dovessi fare in tempo, altrimenti domani. Mi piacciono le sfide, allenare è il Milan è un'altra che si aggiunge alla mia carriera. Quando ho detto ai miei figli che sarei andato ad allenare la squadra rossonera, sono rimasti in silenzio. Ma non erano contrari alla decisione". L'olandese ha preferito limitare al massimo le risposte sul prossimo lavoro: "Non posso dire adesso come giocherà il Milan. Fra pochi giorni risponderò anche a questa domanda. Mi aiuterà il fatto di trovare sette compagni con cui ho giocato".
ALLENATORE PER UN GIORNO - Se farà in tempo, Seedorf - il cui arrivo a Milano è atteso domani attorno alle 17.30 all'aeroporto di Linate - potrebbe essere già in tribuna domani per seguire a San Siro la partita di Coppa Italia con lo Spezia (ulteriore elemento di interesse per questa sfida che dovrebbe vedere anche il debutto dal primo minuto del giapponese Keisuke Honda). In panchina, allenatore per un giorno, ci sarà Mauro Tassotti l'eterno vice dell'ultimo decennio milanista. "Ho avuto possibilità di andare ad allenare altrove - ha detto oggi a Milanello - è una mia scelta, non ho nessun rammarico. Ho un contratto con il Milan fino a giugno. Fino ad allora resterò qua, poi farò una chiacchierata con la società".
NUOVO STAFF - Difficilmente Tassotti proseguirà al termine di questa stagione (quasi sicuramente non sarebbe rimasto nemmeno se l'olandese fosse arrivato la scorsa estate). Seedorf ha già definito le figure principali del suo organigramma. Hernan Crespo e Jaap Stam saranno i suoi collaboratori più stretti. L'olandese curerà i movimenti della difesa e del centrocampo in fase di copertura. L'argentino si occuperà dell'attacco e degli schemi offensivi del reparto di mezzo. Non ci sarà un vero e proprio vice, ma Crespo e Stam saranno sostanzialmente sullo stesso piano gerarchico. Crespo è libero da subito, mentre Stam è legato all'Ajax con il ruolo di assistente e componente dello staff del tecnico Frank De Boer. E i Lancieri non sembrano intenzionati a lasciarlo partire senza fare obiezioni.
"RITORNO AI VECCHI VALORI" - Tassotti è rammaricato per l'esonero di Allegri con il quale ha lavorato dall'estate 2010: "Paga l'allenatore ma le colpe sono di tutti e noi dello staff siamo i primi responsabili. Ma ormai è tardi. La frittata l'abbiamo fatta, la società è stata vicina alla squadra finché ha potuto, poi la scelta è sembrata inevitabile. E' un momento particolare al Milan. Era logico e giusto dare la disponibilità a fare il primo allenatore anche solo per una partita. Sono qui da 34 anni". Secondo Tassotti, l'infermeria ha pesato più del caos societario: "Non so se le vicende del club possano aver influito sui giocatori. Ciò che ha disturbato di più sono gli infortuni. Bisogna capire perché, cosa è successo e perché abbiamo impiegato tanto tempo a recuperare alcuni giocatori". L'ex terzino non si dilunga sulle possibilità di Seedorf in panchina ("grandissimi giocatori sono diventati grandi allenatori e altri dopo due anni hanno smesso perché non era il loro lavoro. Non ho consigli. Se vuole conoscere le condizioni dei giocatori glielo dirò") ma scolpisce una frase che la dice lunga sull'attuale momento rossonero, in particolare su uno spogliatoio privo dei punti di riferimento del recente passato: "Io spero che ci sia un cambio di mentalità e un ritorno ai vecchi valori".
CONTRATTO FINO AL 2016 - A fianco dell'olandese, insieme al presidente del Botafogo Mauricio Assumpçao, c'era la rappresentante Deborah Martin che ha confermato la durata del contratto del suo assistito con il Milan: due anni e mezzo, fino al 2016. E' stato anche l'addio del numero 10 al calcio giocato: "Lascio dopo ventidue anni. E' stata una notte difficile, ma sono soddisfatto per quello che ho fatto nel corso della mia carriera", dice il centrocampista unico giocatore capace di vincere la Coppa Campioni con tre squadre diverse: Ajax, Real Madrid e Milan.
"NUOVA SFIDA" - I dirigenti del Botafogo si sono rassegnati a perdere il loro fuoriclasse sul quale contavano molto per fare più strada possibile in Coppa Libertadores. "Siamo molto tristi", ammette Assumpçao. "Non è un addio, ci rivedremo. Se avessi potuto giocare a calcio altri cinque anni, sarei rimasto. Ma la carriera di un giocatore non è eterna e devo essere in grado mentalmente di guardare sempre alle opportunità che si presentano. Nel calcio ho vinto tutto e il calcio mi ha dato tanto ma ora è arrivato il momento di smettere", è stato il saluto di Seedorf che vuole raggiungere prima possibile l'Italia: "Vorrei partire oggi se dovessi fare in tempo, altrimenti domani. Mi piacciono le sfide, allenare è il Milan è un'altra che si aggiunge alla mia carriera. Quando ho detto ai miei figli che sarei andato ad allenare la squadra rossonera, sono rimasti in silenzio. Ma non erano contrari alla decisione". L'olandese ha preferito limitare al massimo le risposte sul prossimo lavoro: "Non posso dire adesso come giocherà il Milan. Fra pochi giorni risponderò anche a questa domanda. Mi aiuterà il fatto di trovare sette compagni con cui ho giocato".
ALLENATORE PER UN GIORNO - Se farà in tempo, Seedorf - il cui arrivo a Milano è atteso domani attorno alle 17.30 all'aeroporto di Linate - potrebbe essere già in tribuna domani per seguire a San Siro la partita di Coppa Italia con lo Spezia (ulteriore elemento di interesse per questa sfida che dovrebbe vedere anche il debutto dal primo minuto del giapponese Keisuke Honda). In panchina, allenatore per un giorno, ci sarà Mauro Tassotti l'eterno vice dell'ultimo decennio milanista. "Ho avuto possibilità di andare ad allenare altrove - ha detto oggi a Milanello - è una mia scelta, non ho nessun rammarico. Ho un contratto con il Milan fino a giugno. Fino ad allora resterò qua, poi farò una chiacchierata con la società".
NUOVO STAFF - Difficilmente Tassotti proseguirà al termine di questa stagione (quasi sicuramente non sarebbe rimasto nemmeno se l'olandese fosse arrivato la scorsa estate). Seedorf ha già definito le figure principali del suo organigramma. Hernan Crespo e Jaap Stam saranno i suoi collaboratori più stretti. L'olandese curerà i movimenti della difesa e del centrocampo in fase di copertura. L'argentino si occuperà dell'attacco e degli schemi offensivi del reparto di mezzo. Non ci sarà un vero e proprio vice, ma Crespo e Stam saranno sostanzialmente sullo stesso piano gerarchico. Crespo è libero da subito, mentre Stam è legato all'Ajax con il ruolo di assistente e componente dello staff del tecnico Frank De Boer. E i Lancieri non sembrano intenzionati a lasciarlo partire senza fare obiezioni.
"RITORNO AI VECCHI VALORI" - Tassotti è rammaricato per l'esonero di Allegri con il quale ha lavorato dall'estate 2010: "Paga l'allenatore ma le colpe sono di tutti e noi dello staff siamo i primi responsabili. Ma ormai è tardi. La frittata l'abbiamo fatta, la società è stata vicina alla squadra finché ha potuto, poi la scelta è sembrata inevitabile. E' un momento particolare al Milan. Era logico e giusto dare la disponibilità a fare il primo allenatore anche solo per una partita. Sono qui da 34 anni". Secondo Tassotti, l'infermeria ha pesato più del caos societario: "Non so se le vicende del club possano aver influito sui giocatori. Ciò che ha disturbato di più sono gli infortuni. Bisogna capire perché, cosa è successo e perché abbiamo impiegato tanto tempo a recuperare alcuni giocatori". L'ex terzino non si dilunga sulle possibilità di Seedorf in panchina ("grandissimi giocatori sono diventati grandi allenatori e altri dopo due anni hanno smesso perché non era il loro lavoro. Non ho consigli. Se vuole conoscere le condizioni dei giocatori glielo dirò") ma scolpisce una frase che la dice lunga sull'attuale momento rossonero, in particolare su uno spogliatoio privo dei punti di riferimento del recente passato: "Io spero che ci sia un cambio di mentalità e un ritorno ai vecchi valori".