MILANO - Si aggrappa (anche) alla tradizione, Adriano Galliani. L'ad del Milan spera che la maggiore esperienza rossonera in Champions possa giocare un ruolo importante nel doppio confronto degli ottavi con l'Atletico Madrid. Al Meazza questa sera (diretta repubblica.it dalle 20:45) si gioca il primo round. "Negli ultimi 12 anni abbiamo fatto 11 volte la Champions League e abbiamo sempre passato il girone, quindi siamo sempre arrivati come minimo agli ottavi di finale. E' un curriculum che ci pone al vertice europeo. Il peso che ha la maglia del Milan, o 'camiseta' visto che affrontiamo una spagnola, spero che possa fare la differenza" ha detto Galliani a poche ore dalla sfida con la squadra di Simeone.
L'Atletico si presenta a Milano in un momento non particolarmente brillante anche se è pur sempre la squadra che comanda (con Barcellona e Real Madrid) la Liga. "L'Atletico non è che si è ripreso, non è mai andato via - ha spiegato ancora Galliani prima del pranzo ufficiale con i dirigenti spagnoli -. E' sempre in testa alla classifica, ha vinto il suo girone di Champions e ha raggiunto la semifinale di coppa del Re. Non sta facendo bene, di più. Ma non dico mai le mie sensazioni e non so chi sia favorito".
A fare la differenza, in favore del Milan, potrebbe esssere Balotelli. ''Lui è un grande campione, ha tutto per diventarlo. Mario è ancora molto giovane e il Milan è la prima squadra in cui gioca titolare. Sta crescendo e ha tutte le possibilità tecniche e fisiche per diventare un top mondiale. Certo, c'è da lavorare molto per diventare come Ibrahimovic: ho visto il gol che ha fatto, è un marchio di fabbrica straordinario", ha evidenziato alludendo all'ex rossonero, ora al Psg.
Ieri a Milanello il presidente Silvio Berlusconi ha fatto visita alla squadra: "E' sempre una festa quando arriva il presidente, peccato che i suoi impegni politici lo tengano spesso lontano. Ma sono 28 anni che dà la carica al Milan", ha sottolineato Galliani, che non nasconde poi le sue emozioni a poche ore dalla sfida: "Qui è dentro o fuori, quando cominciano gli scontri diretti è chiaro che l'eccitazione sale. Seedorf? E' molto concentrato, è da quando ha 18 anni che gioca la Champions, ora in panchina ma è simile. La sua è una storia infinita con la Champions".
L'Atletico si presenta a Milano in un momento non particolarmente brillante anche se è pur sempre la squadra che comanda (con Barcellona e Real Madrid) la Liga. "L'Atletico non è che si è ripreso, non è mai andato via - ha spiegato ancora Galliani prima del pranzo ufficiale con i dirigenti spagnoli -. E' sempre in testa alla classifica, ha vinto il suo girone di Champions e ha raggiunto la semifinale di coppa del Re. Non sta facendo bene, di più. Ma non dico mai le mie sensazioni e non so chi sia favorito".
A fare la differenza, in favore del Milan, potrebbe esssere Balotelli. ''Lui è un grande campione, ha tutto per diventarlo. Mario è ancora molto giovane e il Milan è la prima squadra in cui gioca titolare. Sta crescendo e ha tutte le possibilità tecniche e fisiche per diventare un top mondiale. Certo, c'è da lavorare molto per diventare come Ibrahimovic: ho visto il gol che ha fatto, è un marchio di fabbrica straordinario", ha evidenziato alludendo all'ex rossonero, ora al Psg.
Ieri a Milanello il presidente Silvio Berlusconi ha fatto visita alla squadra: "E' sempre una festa quando arriva il presidente, peccato che i suoi impegni politici lo tengano spesso lontano. Ma sono 28 anni che dà la carica al Milan", ha sottolineato Galliani, che non nasconde poi le sue emozioni a poche ore dalla sfida: "Qui è dentro o fuori, quando cominciano gli scontri diretti è chiaro che l'eccitazione sale. Seedorf? E' molto concentrato, è da quando ha 18 anni che gioca la Champions, ora in panchina ma è simile. La sua è una storia infinita con la Champions".