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Milan, Seedorf: "Io non mollo. Ho chiesto a Galliani di starmi vicino"

Il tecnico olandese ribadisce l'unità di intenti con l'ad (''Gli ho chiesto di starmi vicino'') e il suo impegno totale per il club. "Nessun ultimatum dalla proprietà, sono tranquillo, motivato e convinto. E la squadra è con me"
di STEFANO SCACCHI

4 minuti di lettura
MILANO - Raramente una conferenza stampa di un allenatore alla vigilia di una partita di campionato era più attesa di quella di Clarence Seedorf oggi a Milanello, prima della partenza per Roma dove la squadra rossonera domani giocherà con la Lazio e resterà in ritiro fino alla trasferta di Firenze in programma mercoledì. L'allenatore olandese è da giorni nel frullatore per i pessimi risultati e le turbolenze interne a spogliatoio e club che hanno richiesto un incontro con Adriano Galliani ieri pomeriggio. L'ad resterà insieme alla squadra in questi giorni nella Capitale.
Seedorf, si sente sotto tutela da parte di Galliani?
"Quando ho iniziato questo percorso, una delle mie richieste era che Galliani mi stesse vicino, perché so quanto serva l'esperienza. Io posso fare il mio, imparando più velocemente possibile le cose che mi mancano. Ma intorno ho persone di esperienza, come Mauro Tassotti. Insieme stiamo cercando di tirare fuori il meglio dai ragazzi, non c'è nessun conflitto".
Qual è stato il clima dell'incontro con l'ad?
"E' stato un incontro costruttivo, l'ho chiesto io. Galliani è pronto a stare vicino a me e alla squadra. La società che io ho conosciuto è sempre stata forte".
Ha la percezione che le prossime due partite con Lazio e Fiorentina saranno decisive?
"Non ho ricevuto telefonate né da Berlusconi né da Galliani nelle quali mi è stato detto che mancano due partite al verdetto. Il mio carattere mi ha portato ad avere grandi successi. Con il lavoro, l'impegno e la mia personalità sono convinto di poter costruire una carriera anche da allenatore. Ma io devo ancora fare tanto, ho bisogno di tempo, l'esperienza di Galliani mi sarà molto utile".
Oggi Berlusconi ha detto:'' Una delle cose di cui mi occuperò nella mia terza giovinezza sara' il Milan, specialmente in un momento come questo in cui ha bisogno". Sente il patron ancora vicino?
"Non ho mai avuto dubbi sulle posizioni del presidente, l'ultima volta che ci siamo sentiti ha detto: "Vi sono vicino". Sono molto contento".
Come mai, secondo lei, ci sono così pochi spettatori a San Siro?
"Non so quale può essere il motivo. Credo sia colpa anche della crisi".
Crede di avere ancora in mano lo spogliatoio?
"Sì, assolutamente sì. Non ho letto tutto, altrimenti si diventa scemi. Vedo quel che vedo, ho un rapporto diretto con ragazzi, squadra che vuole uscire da questo momento. E non c'erano calciatori nell'incontro di Arcore tra Galliani e Berlusconi di martedì sera, come invece qualcuno aveva scritto. Lo hanno smentito loro stessi".
E le dichiarazioni riportare dal capo-ultrà Giancarlo Capelli, secondo le quali lei avrebbe bocciato tre-quarti della rosa?
"Credo che Luca abbia chiarito che non ho proprio detto questo. Nemmeno da giocatore parlavo così del gruppo, ho solo detto altre frasi che sono state riportate da Luca", dice Seedorf usando il nome proprio per parlare di un'intervista del portavoce della Curva Sud, Luca Lucci.
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Cosa pensa della decisione della curva laziale di contestarla domani sera perché l'11 novembre 2007 si rifiutò di mettere il lutto al braccio dopo la morte di Gabriele Sandri?
"Volevo chiarire verso la famiglia e i tifosi laziali che la mia decisione di non mettere il lutto quel giorno era semplicemente legata al fatto che in quel momento non si sapeva cosa si trattava. Ma ho sempre rispettato le scomparse, e feci le condoglianze subito alla famiglia. Chiedo scusa a loro se si sono sentiti offesi, una settimana dopo avrei messo quella fascia, una volta capito di cosa si era trattato. Sono aspetti umani a cui tengo molto".
Ma lei trova giusto che un allenatore debba rendere conto agli ultrà dei problemi della squadra?
"Credo che abbiamo fatto tutto per oggi".
MILANO - Raramente una conferenza stampa di un allenatore alla vigilia di una partita di campionato era più attesa di quella di Clarence Seedorf oggi a Milanello, prima della partenza per Roma dove la squadra rossonera domani giocherà con la Lazio e resterà in ritiro fino alla trasferta di Firenze in programma mercoledì. L'allenatore olandese è da giorni nel frullatore per i pessimi risultati e le turbolenze interne a spogliatoio e club che hanno richiesto un incontro con Adriano Galliani ieri pomeriggio. L'ad resterà insieme alla squadra in questi giorni nella Capitale.
Seedorf, si sente sotto tutela da parte di Galliani?
"Quando ho iniziato questo percorso, una delle mie richieste era che Galliani mi stesse vicino, perché so quanto serva l'esperienza. Io posso fare il mio, imparando più velocemente possibile le cose che mi mancano. Ma intorno ho persone di esperienza, come Mauro Tassotti. Insieme stiamo cercando di tirare fuori il meglio dai ragazzi, non c'è nessun conflitto".
Qual è stato il clima dell'incontro con l'ad?
"E' stato un incontro costruttivo, l'ho chiesto io. Galliani è pronto a stare vicino a me e alla squadra. La società che io ho conosciuto è sempre stata forte".
Ha la percezione che le prossime due partite con Lazio e Fiorentina saranno decisive?
"Non ho ricevuto telefonate né da Berlusconi né da Galliani nelle quali mi è stato detto che mancano due partite al verdetto. Il mio carattere mi ha portato ad avere grandi successi. Con il lavoro, l'impegno e la mia personalità sono convinto di poter costruire una carriera anche da allenatore. Ma io devo ancora fare tanto, ho bisogno di tempo, l'esperienza di Galliani mi sarà molto utile".
Oggi Berlusconi ha detto:'' Una delle cose di cui mi occuperò nella mia terza giovinezza sara' il Milan, specialmente in un momento come questo in cui ha bisogno". Sente il patron ancora vicino?
"Non ho mai avuto dubbi sulle posizioni del presidente, l'ultima volta che ci siamo sentiti ha detto: "Vi sono vicino". Sono molto contento".
Come mai, secondo lei, ci sono così pochi spettatori a San Siro?
"Non so quale può essere il motivo. Credo sia colpa anche della crisi".
Crede di avere ancora in mano lo spogliatoio?
"Sì, assolutamente sì. Non ho letto tutto, altrimenti si diventa scemi. Vedo quel che vedo, ho un rapporto diretto con ragazzi, squadra che vuole uscire da questo momento. E non c'erano calciatori nell'incontro di Arcore tra Galliani e Berlusconi di martedì sera, come invece qualcuno aveva scritto. Lo hanno smentito loro stessi".
E le dichiarazioni riportare dal capo-ultrà Giancarlo Capelli, secondo le quali lei avrebbe bocciato tre-quarti della rosa?
"Credo che Luca abbia chiarito che non ho proprio detto questo. Nemmeno da giocatore parlavo così del gruppo, ho solo detto altre frasi che sono state riportate da Luca", dice Seedorf usando il nome proprio per parlare di un'intervista del portavoce della Curva Sud, Luca Lucci.
Cosa pensa della decisione della curva laziale di contestarla domani sera perché l'11 novembre 2007 si rifiutò di mettere il lutto al braccio dopo la morte di Gabriele Sandri?
"Volevo chiarire verso la famiglia e i tifosi laziali che la mia decisione di non mettere il lutto quel giorno era semplicemente legata al fatto che in quel momento non si sapeva cosa si trattava. Ma ho sempre rispettato le scomparse, e feci le condoglianze subito alla famiglia. Chiedo scusa a loro se si sono sentiti offesi, una settimana dopo avrei messo quella fascia, una volta capito di cosa si era trattato. Sono aspetti umani a cui tengo molto".
Ma lei trova giusto che un allenatore debba rendere conto agli ultrà dei problemi della squadra?
"Credo che abbiamo fatto tutto per oggi".
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