MILANO - Dodicesimo, a pari punti col Genoa e appena 2 punti sopra l'Udinese quattordicesima. Scavalcato dalla Sampdoria, staccato dal Torino e dall'Atalanta. Alla vigilia della complicata trasferta di Firenze - che affronterà senza il suo giocatore più vitale, lo squalificato Poli, e col giovane più affidabile in dubbio, l'acciaccato De Sciglio - il nobile Milan si ritrova più che mai impastoiato nella zona plebea della classifica. Le giornate alla fine del suo balbettante campionato sono diventate 9 e il mezzo gaudio del mal comune di Milano (anche l'Inter non vive giorni felici) non consola molto i tifosi intristiti. Eppure la necessità di perpetuare la leggenda del club granitico, che non si sgretola mai e che non ha mai neppure una crepa, al massimo qualche macchia di umidità sulle pareti, sta suggerendo una messinscena la cui credibilità è smontata dai fatti, impietosi: anche con la Lazio la fragilità tecnica della squadra è stata evidentissima, ma Galliani deve fingere di vedere segnali di solidità e Seedorf deve fingere che nessuno abbia visto lui, allenatore in carica, consultare di continuo Tassotti, suo teorico vice. L'amministratore delegato, raramente così accigliato durante la partita, e il mister, mai così esplicito nell'ammettere la propria condizione di apprendista ("mi sento crescere ogni giorno"), hanno perfino improvvisato un dibattito televisivo a distanza sulla filosofia di gioco. Il pragmatista Galliani ha spiegato che la priorità è il risultato. L'utopista Seedorf, teorico dello spettacolo come precondizione del risultato stesso, si è adeguato a denti stretti.
Il dibattito non ha ovviamente senso. In questo finale di campionato il Milan non può fare altro che cercare di limitare i danni, per evitare un'ulteriore perdita di immagine. E Seedorf non può fare altro che cercare di immagazzinare punti, per evitare il divorzio anticipato, fermo restando che quello a giugno sembra ormai scritto. Ma ormai tutto, anche le disquisizioni filosofiche, può servire per edulcorare o nascondere dietro cortine fumogene la realtà. Cioè che il celebrato Balotelli all'Olimpico è stato degradato a riserva. Che la squadra ha la quintultima difesa della serie A per gol incassati (43), come Chievo e Bologna. Che è dodicesima in classifica, a 42 punti dalla Juventus. E che ha perso per strada molto fascino e un sacco di tifosi. I dati effettivi sulle presenze a San Siro mettono malinconia: non si attenua il caso degli spettatori fantasma.
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GIALLO SPETTATORI. Tra i tanti problemi del Milan c'è anche il giallo spettatori. Domenica 16 marzo anche Milan-Parma ha confermato il fenomeno, portato alla luce dall'inchiesta di Repubblica (vedi link e tabella). In teoria, tra paganti e abbonati come da bollettino trasmesso alla Lega di serie A, col Parma allo stadio c'erano poco più di 39 mila persone. In realtà ne sono passate dai tornelli 30.500 e 4 mila erano bambini delle scuole calcio, muniti di biglietti omaggio. Se ne evince che mancano all'appello 12.500 spettatori, da ricercare tra i 23.529 che hanno ufficialmente comprato l'abbonamento alle partite casalinghe del Milan: sono in fuga perché disgustati dal famoso spettacolo? Di sicuro la media partita degli spettatori fantasma, sulle 14 gare casalinghe di campionato fin qui giocate, ha ormai sfondato il muro dei 10 mila e si avvicina agli 11 mila: il giallo continua.
Il dibattito non ha ovviamente senso. In questo finale di campionato il Milan non può fare altro che cercare di limitare i danni, per evitare un'ulteriore perdita di immagine. E Seedorf non può fare altro che cercare di immagazzinare punti, per evitare il divorzio anticipato, fermo restando che quello a giugno sembra ormai scritto. Ma ormai tutto, anche le disquisizioni filosofiche, può servire per edulcorare o nascondere dietro cortine fumogene la realtà. Cioè che il celebrato Balotelli all'Olimpico è stato degradato a riserva. Che la squadra ha la quintultima difesa della serie A per gol incassati (43), come Chievo e Bologna. Che è dodicesima in classifica, a 42 punti dalla Juventus. E che ha perso per strada molto fascino e un sacco di tifosi. I dati effettivi sulle presenze a San Siro mettono malinconia: non si attenua il caso degli spettatori fantasma.
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GIALLO SPETTATORI. Tra i tanti problemi del Milan c'è anche il giallo spettatori. Domenica 16 marzo anche Milan-Parma ha confermato il fenomeno, portato alla luce dall'inchiesta di Repubblica (vedi link e tabella). In teoria, tra paganti e abbonati come da bollettino trasmesso alla Lega di serie A, col Parma allo stadio c'erano poco più di 39 mila persone. In realtà ne sono passate dai tornelli 30.500 e 4 mila erano bambini delle scuole calcio, muniti di biglietti omaggio. Se ne evince che mancano all'appello 12.500 spettatori, da ricercare tra i 23.529 che hanno ufficialmente comprato l'abbonamento alle partite casalinghe del Milan: sono in fuga perché disgustati dal famoso spettacolo? Di sicuro la media partita degli spettatori fantasma, sulle 14 gare casalinghe di campionato fin qui giocate, ha ormai sfondato il muro dei 10 mila e si avvicina agli 11 mila: il giallo continua.