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Milan, Gullit: "Date tempo a Seedorf"

dal nostro inviato MARCO MENSURATI

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KUALA LUMPUR - "Per cambiare una squadra ci vuole tempo. In Inghilterra hanno fatto uno studio: le cose non migliorano mai quando si cambia un allenatore in corsa. Serve tanto lavoro. Bisogna intervenire sulla mentalità, ci vogliono i giocatori giusti, ci vuole la fiducia di tutti. Per questo dico, date tempo a Seedorf". A parlare è Ruud Gullit. Ospite della Petronas al Gp di Malesia, seduto a un tavolo dell'hospitality Pirelli per un caffè, l'ex giocatore del Milan non si sottrae a qualche domanda sul Milan e sul calcio italiano. "Galliani è uno dei migliori dirigenti del mondo  -  dice  -  E sono certo che risolverà questa situazione. E' un problema economico. Dopo anni di spese folli, le società devono passare attraverso un periodo come questo, devono rimettere a posto i bilanci e solo dopo possono pensare a tornare grandi. E' già successo a molte squadre in Germania. E' il calcio che ha cominciato a fare i conti con la realtà".

Nello specifico, Gullit è convinto che uno dei problemi del Milan sia Balotelli: "Le squadre hanno rose di 22 giocatori. Ma il numero di campioni, quelli che fanno la differenza, è sempre quello. Uno o due per squadra. E se uno di questi è Balotelli, allora è un problema. Per carità niente da dire sul giocatore. Sulla testa invece... Ci ha provato Mourinho, che è Mourinho, e non ce l'ha fatta. Poi ci ha provato Mancini e ha fallito. Poi è toccato ad Allegri. Evidentemente il problema non è il tecnico". Quanto alla possibilità che Berlusconi venda, Gullit ha le idee chiare: "Se arriva uno con l'offerta giusta, secondo me vende".

La crisi del Milan, comunque, secondo Gullit va inquadrata in quella più generale del calcio italiano: "Il primo passo da fare sono gli stadi. Fanno schifo, i vostri. Quando avete avuto i mondiali, invece di farne di nuovi, avete rifatto i vecchi, con le piste d'atletica e senza strutture, inospitali. In Germania, in Francia, ma anche in Spagna ne hanno approfittato diversamente e ora sono strapieni di gente e famiglie. E lo stesso faranno adesso in Brasile. Gli stadi fanno la differenza. Guardate cosa è successo alla Juve. E' passata attraverso un periodo di risanamento del bilancio, ha costruito uno stadio all'altezza, moderno, europeo, ed ora è l'unica società modello del vostro calcio".
 
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