Milan nel caos: Seedorf punta su Berlusconi, Inzaghi aspetta
L'allenatore sempre più in bilico. Galliani non lo difende, il patron sogna Montella o Prandelli ma in caso di qualificazione europea difficilmente silurerà l'olandese. Che ormai ha rotto completamente con l'ad. Intanto è pronto il ritocco dell'ingaggio per il tecnico della Primavera. Una mossa che è più di un indiziodi ENRICO CURRO'
MILANO - Come si evince dalla tensione che non riesce più a dissimulare, Seedorf combatte suo malgrado con le ombre. Quella sempre più incombente di Inzaghi, prossimo a un ritocco dell'ingaggio carico di indizi. Quella al momento dai contorni sfumati di Montella. E quella, per ora lontanissima, di Prandelli. A poche ore dalla partita col Livorno, che magari non sarà una sfida storica però può certamente decidere la stagione di entrambe le squadre, il Milan si ritrova in una situazione ambigua. Anzi, l'aggettivo è soltanto un eufemismo: è più opportuno parlare di confusione. Il motivo è ovviamente la panchina per la prossima stagione: le incertezze sono accentuate dal fatto che per definizione proprio in questa fase dell'anno, a marzo inoltrato, i principali club europei scelgono il loro allenatore. Chi non si accasa adesso, dunque, rischia di restare a spasso. Così, per il classico effetto domino, tutti stanno aspet…
MILANO - Come si evince dalla tensione che non riesce più a dissimulare, Seedorf combatte suo malgrado con le ombre. Quella sempre più incombente di Inzaghi, prossimo a un ritocco dell'ingaggio carico di indizi. Quella al momento dai contorni sfumati di Montella. E quella, per ora lontanissima, di Prandelli. A poche ore dalla partita col Livorno, che magari non sarà una sfida storica però può certamente decidere la stagione di entrambe le squadre, il Milan si ritrova in una situazione ambigua. Anzi, l'aggettivo è soltanto un eufemismo: è più opportuno parlare di confusione. Il motivo è ovviamente la panchina per la prossima stagione: le incertezze sono accentuate dal fatto che per definizione proprio in questa fase dell'anno, a marzo inoltrato, i principali club europei scelgono il loro allenatore. Chi non si accasa adesso, dunque, rischia di restare a spasso. Così, per il classico effetto domino, tutti stanno aspettando la prima mossa ufficiale di una grande società: da lì partirà il classico gioco degli incastri.
Ma il Milan non può ancora muoversi, perché non è ancora certo il destino di Seedorf. E' ormai impossibile nascondere che il neofita, battezzato mister da Berlusconi in anticipo sui programmi, è in bilico e fortemente indebolito: dal tutoraggio di Galliani dopo la visita ad Arcore ai contrasti con il gruppo dei giocatori italiani, non passa giorno senza notizie sul ruolo sempre più precario dell'ex pupillo del padrone. Tuttavia la sterzata delle ultime tre settimane, con le quattro vittorie consecutive e la rimonta verso la zona Europa League, rende un po' meno automatico il cambio di panchina a giugno, se non altro per ragioni di immagine: nemmeno per Berlusconi sarebbe semplice spiegare ai tifosi come mai il tecnico, scelto appena tre mesi fa in veste di taumaturgo, in così poco tempo e a dispetto della risalita in classifica sia già diventato un indesiderato. Infatti per il momento il proprietario del Milan è rimasto in silenzio.
Seedorf ha colto questa contraddizione e ha provato a mettersi al riparo, scavalcando ancora una volta Galliani e puntando tutto su Berlusconi, nella speranza che proprio il lungo ed eloquente silenzio del datore di lavoro - non gli parla dal 23 marzo, il che non è certo un buon segnale - si possa interrompere nel migliore dei modi la prossima settimana, alla vigilia della trasferta in casa della Roma. Per questo ha preannunciato l'imminente ripristino del contatto diretto col suo pigmalione. Non può fare altrimenti, anche perché nel frattempo Galliani non gli è mai venuto in soccorso: da un paio di mesi l'amministratore delegato lascia che le voci sulla destituzione dell'allenatore si accavallino, senza intervenire. E' stridente, in proposito, il contrasto con le analoghe vicende di Allegri: all'epoca le smentite di Galliani, a tutela del mister in difficoltà, erano frequentissime.
Se oggi invece non prende posizione, è quindi chiaro il motivo: se dipendesse da lui, oggi in panchina ci sarebbe già qualcun altro: Pippo Inzaghi. Che era stato d'altronde nominato in pectore la sera del divorzio da Allegri a Reggio Emilia, dopo la sconfitta col Sassuolo. Inzaghi resta più che mai il favorito per la prossima stagione: lo dimostra il fatto che presto gli verrà ritoccato il contratto di allenatore della Primavera. E' una mossa scontata, per indurlo a restare in attesa degli eventi e a non accettare le offerte in arrivo per qualche panchina di serie A o di serie B: guadagnerà di più e in caso di promozione alla guida della prima squadra avrà già un ingaggio adeguato alle eventuali nuove mansioni. Fermo restando che la decisione ultima sarà di Berlusconi, del quale si dice che apprezzi molto Montella, legato però alla Fiorentina da un vincolo forte, anche contrattualmente. Un nome che metterebbe d'accordo tutti è quello di Prandelli. Ma anche se il ct non ha ancora firmato il rinnovo biennale dell'accordo con la Figc, il presidente federale Abete l'ha preannunciato e Prandelli ha confermato: una marcia indietro non pare plausibile.
Di sicuro a Milanello si naviga a vista, col derby come spartiacque: è lì che Seedorf si giocherà tutto, non soltanto l'Europa League. Intanto Galliani ha pronto il piano di mercato: ha scoperto le carte e vuole come direttore sportivo Giovanni Galli, candidato da Berlusconi con Forza Italia per le elezioni europee. L'intreccio politico ingarbuglia ulteriormente la situazione. Insomma, al Milan, ognuno sta aspettando qualcosa. Ma le avversarie non stanno aspettando il Milan.
Ma il Milan non può ancora muoversi, perché non è ancora certo il destino di Seedorf. E' ormai impossibile nascondere che il neofita, battezzato mister da Berlusconi in anticipo sui programmi, è in bilico e fortemente indebolito: dal tutoraggio di Galliani dopo la visita ad Arcore ai contrasti con il gruppo dei giocatori italiani, non passa giorno senza notizie sul ruolo sempre più precario dell'ex pupillo del padrone. Tuttavia la sterzata delle ultime tre settimane, con le quattro vittorie consecutive e la rimonta verso la zona Europa League, rende un po' meno automatico il cambio di panchina a giugno, se non altro per ragioni di immagine: nemmeno per Berlusconi sarebbe semplice spiegare ai tifosi come mai il tecnico, scelto appena tre mesi fa in veste di taumaturgo, in così poco tempo e a dispetto della risalita in classifica sia già diventato un indesiderato. Infatti per il momento il proprietario del Milan è rimasto in silenzio.
Seedorf ha colto questa contraddizione e ha provato a mettersi al riparo, scavalcando ancora una volta Galliani e puntando tutto su Berlusconi, nella speranza che proprio il lungo ed eloquente silenzio del datore di lavoro - non gli parla dal 23 marzo, il che non è certo un buon segnale - si possa interrompere nel migliore dei modi la prossima settimana, alla vigilia della trasferta in casa della Roma. Per questo ha preannunciato l'imminente ripristino del contatto diretto col suo pigmalione. Non può fare altrimenti, anche perché nel frattempo Galliani non gli è mai venuto in soccorso: da un paio di mesi l'amministratore delegato lascia che le voci sulla destituzione dell'allenatore si accavallino, senza intervenire. E' stridente, in proposito, il contrasto con le analoghe vicende di Allegri: all'epoca le smentite di Galliani, a tutela del mister in difficoltà, erano frequentissime.
Se oggi invece non prende posizione, è quindi chiaro il motivo: se dipendesse da lui, oggi in panchina ci sarebbe già qualcun altro: Pippo Inzaghi. Che era stato d'altronde nominato in pectore la sera del divorzio da Allegri a Reggio Emilia, dopo la sconfitta col Sassuolo. Inzaghi resta più che mai il favorito per la prossima stagione: lo dimostra il fatto che presto gli verrà ritoccato il contratto di allenatore della Primavera. E' una mossa scontata, per indurlo a restare in attesa degli eventi e a non accettare le offerte in arrivo per qualche panchina di serie A o di serie B: guadagnerà di più e in caso di promozione alla guida della prima squadra avrà già un ingaggio adeguato alle eventuali nuove mansioni. Fermo restando che la decisione ultima sarà di Berlusconi, del quale si dice che apprezzi molto Montella, legato però alla Fiorentina da un vincolo forte, anche contrattualmente. Un nome che metterebbe d'accordo tutti è quello di Prandelli. Ma anche se il ct non ha ancora firmato il rinnovo biennale dell'accordo con la Figc, il presidente federale Abete l'ha preannunciato e Prandelli ha confermato: una marcia indietro non pare plausibile.
Di sicuro a Milanello si naviga a vista, col derby come spartiacque: è lì che Seedorf si giocherà tutto, non soltanto l'Europa League. Intanto Galliani ha pronto il piano di mercato: ha scoperto le carte e vuole come direttore sportivo Giovanni Galli, candidato da Berlusconi con Forza Italia per le elezioni europee. L'intreccio politico ingarbuglia ulteriormente la situazione. Insomma, al Milan, ognuno sta aspettando qualcosa. Ma le avversarie non stanno aspettando il Milan.