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Milan, Torres: ''Torneremo in Champions''. Inzaghi: ''Lo faremo tornare al top''

L'attaccante spagnolo è arrivato a Milano per visite e firma: ''Quando ero all'Atletico Madrid sono stato vicino a trasferirmi in rossonero, voglio fare felici i tifosi''. Il tecnico lo accoglie a braccia aperte e suona la carica: ''Vogliamo essere la sorpresa del campionato''di STEFANO SCACCHI
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MILANO - La vigilia del debutto da allenatore in Serie A di Pippo Inzaghi si intreccia con la prima giornata milanese di Fernando Torres, atterrato a Linate e poi portato in una clinica in centro città per le visite mediche. "Inizio una nuova tappa della mia carriera in un club molto grande - dice l'ormai ex attaccante del Chelsea - non succede tutti i giorni di giocare nel Milan. Sono entusiasta di poter lavorare con Inzaghi che conosce perfettamente la vita dell'attaccante. Spero di aiutare la squadra a tornare in Champions League. Conosco qualche giocatore come Alex, Essien, Diego Lopez. Anche Demetrio Albertini mi ha parlato bene del Milan, è un mio grande amico".

RIVINCITA DOPO IL CHELSEA - Lo spagnolo vuole lasciarsi alle spalle gli anni non esaltanti con il Chelsea: 46 gol tra Premier League, coppe nazionali e europee in tre stagioni e mezza, un bilancio piuttosto deludente. "Succede, sono cose di calcio. Non è andata come desideravo ma ora so…
MILANO - La vigilia del debutto da allenatore in Serie A di Pippo Inzaghi si intreccia con la prima giornata milanese di Fernando Torres, atterrato a Linate e poi portato in una clinica in centro città per le visite mediche. "Inizio una nuova tappa della mia carriera in un club molto grande - dice l'ormai ex attaccante del Chelsea - non succede tutti i giorni di giocare nel Milan. Sono entusiasta di poter lavorare con Inzaghi che conosce perfettamente la vita dell'attaccante. Spero di aiutare la squadra a tornare in Champions League. Conosco qualche giocatore come Alex, Essien, Diego Lopez. Anche Demetrio Albertini mi ha parlato bene del Milan, è un mio grande amico".

RIVINCITA DOPO IL CHELSEA - Lo spagnolo vuole lasciarsi alle spalle gli anni non esaltanti con il Chelsea: 46 gol tra Premier League, coppe nazionali e europee in tre stagioni e mezza, un bilancio piuttosto deludente. "Succede, sono cose di calcio. Non è andata come desideravo ma ora sono qui in un club che può essere perfetto anche per tornare in Nazionale (il Ct del Bosque lo ha lasciato fuori dalle prime convocazioni post-mondiali, ndr). Sono stato vicino al Milan quando ero all'Atletico Madrid, ma si parla di anni fa, è passato molto tempo". Anche Adriano Galliani ricorda quell'episodio. "Era il 2007 ma costava 37 milioni, ora ce l'abbiamo fatta", dice l'ad che si esalta per il solito acquisto nelle ultime ore di mercato: "Sono i tre giorni del condor e colpisco sempre, siamo soddisfatti".

INZAGHI PER IL RILANCIO - L'arrivo di Torres tiene banco anche a Milanello nella conferenza stampa di Inzaghi che da ex centravanti spera di essere l'uomo giusto per il rilancio dello spagnolo.
Inzaghi, lo spagnolo era il centravanti che voleva?
"Insieme ai milanisti lo faremo tornare il giocatore che tutti conoscono. Ho sentito Mourinho nei giorni scorsi. Mi chiedevo come stesse Torres. Mi sono state confermate le mie sensazioni positive. Ho parlato anche con il giocatore. Tutti conoscono la persona. E ho saputo che è il primo ad arrivare agli allenamenti. Siamo partiti da qui... Se Torres si adatterà al 4-3-3 bene, altrimenti cercheremo un'alternativa".
Soddisfatto soprattutto della personalità del nuovo arrivo?
"Sì, mi sono informato sulla sua persona. L'uomo è fondamentale, la società è d'accordo con me. D'ora in poi si sceglieranno prima gli uomini, poi i calciatori. Son sicuro che il Milan tornerà ad essere quello che è stato".
Così Balotelli è stato sostituito al meglio?
"Mi sono già espresso su Balotelli".
E Pazzini?
"E' un leader di questo progetto, sa qual è la mia considerazione nei suoi confronti. Sceglierò cosa fare domani, sarà una decisione difficile. Ma Pazzini è al centro del mio progetto, sia che parta dal primo minuto sia che vada in panchina".
E' soddisfatto del mercato?
"I primi due colpi del nostro mercato, Alex e Menez, sono stati dimenticati. Ma sono due giocatori di grande spessore".
Ma i tifosi sono scettici.
"A loro posso solo dire che domani vedranno una squadra affamata con grande voglia e che vorrà fare bene. Il campo ci dirà se avevo le sensazioni giuste. Il nostro obiettivo è riconquistare San Siro. D'ora in poi se ci batterà qualche squadra, dovrà essere una formazioni più forte di noi, non una con più voglia".
Secondo lei, dove può arrivare questo Milan?
"Juventus, Napoli e Roma sono più avanti. Poi ci sono 7-8 squadre e noi speriamo di essere tra quelle. Vogliamo essere la sorpresa del campionato".
Come valuta la visita di Berlusconi ieri?
"Quando viene qui è una giornata speciale, ha un consiglio per tutti. Dice delle cose molto importanti ai giocatori. Se te le dice il presidente che ha vinto di più, penso che abbia un grande riscontro nei miei ragazzi. Spero che sia ancora presente, può essere un valore aggiunto".
Emozionato per il debutto con la Lazio?
"Sì, ma sono anche sereno perché so che abbiamo lavorato bene. E questo paga sempre. Sarà una partita speciale perché mio fratello Simone allena la Primavera laziale e sarà a San Siro con la famiglia. La Lazio ha giocatori di grande velocità in avanti. Dovremo stare attenti, è una squadra da trasferta. Questo non è un bene per noi".
Come è la vigilia di una partita da allenatore?
"Dormo molto meno di quando ero giocatore. E' difficile lasciare fuori certi calciatori. E' un lavoro bellissimo, ma ti toglie anche tante energie. So che siamo in crescita, ma non so a che punto siamo. Di sicuro stiamo migliorando. Ho sempre chiesto di aspettare il 31 agosto per dare giudizi. Sento che la squadra è pronta, il campo dirà se siamo stati più bravi della Lazio. Credo che anche per gli altri non sarà facile giocare a San Siro contro di noi".