Milan, vittoria e Torres: le spine di Inzaghi
Con il pareggio nel derby è passato più di un mese dal successo: in trasferta con il Verona (19 ottobre). Ritorno al tridente con Menez "falso nueve" e Honda esterno, oppure il rilancio di Pazzini, per ovviare al periodo negativo dello spagnolodi STEFANO SCACCHI
MILANO - Il Milan si sveglia dopo il pareggio nel derby contando i giorni che mancano dall'ultima vittoria. E' passato più di un mese dal successo in trasferta con il Verona (19 ottobre). Da quel momento quattro pareggi e una sconfitta, bilancio non proprio esaltante tenendo conto che i rossoneri hanno giocato solo due volte lontano da San Siro: 2-2 a Marassi con la Sampdoria e 1-1 a Cagliari con i rossoblù di Zeman. La striscia è completata da altri due 1-1 a Milano con Fiorentina e Inter e dal ko casalingo con il Palermo.
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COME CON ALLEGRI - Era dall'autunno dell'anno scorso che il Milan non restava così tanto tempo senza i tre punti: tra ottobre e novembre 2013, in panchina c'era ancora Allegri, arrivarono 3 pareggi e 2 sconfitte. Quel periodo provocò l'esplosione delle forte tensioni societarie tra Galliani e Barbara Berlusconi e, a distanza di due mesi, l'esonero del livornese. Adesso invece a Mil…
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COME CON ALLEGRI - Era dall'autunno dell'anno scorso che il Milan non restava così tanto tempo senza i tre punti: tra ottobre e novembre 2013, in panchina c'era ancora Allegri, arrivarono 3 pareggi e 2 sconfitte. Quel periodo provocò l'esplosione delle forte tensioni societarie tra Galliani e Barbara Berlusconi e, a distanza di due mesi, l'esonero del livornese. Adesso invece a Mil…
MILANO - Il Milan si sveglia dopo il pareggio nel derby contando i giorni che mancano dall'ultima vittoria. E' passato più di un mese dal successo in trasferta con il Verona (19 ottobre). Da quel momento quattro pareggi e una sconfitta, bilancio non proprio esaltante tenendo conto che i rossoneri hanno giocato solo due volte lontano da San Siro: 2-2 a Marassi con la Sampdoria e 1-1 a Cagliari con i rossoblù di Zeman. La striscia è completata da altri due 1-1 a Milano con Fiorentina e Inter e dal ko casalingo con il Palermo.
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COME CON ALLEGRI - Era dall'autunno dell'anno scorso che il Milan non restava così tanto tempo senza i tre punti: tra ottobre e novembre 2013, in panchina c'era ancora Allegri, arrivarono 3 pareggi e 2 sconfitte. Quel periodo provocò l'esplosione delle forte tensioni societarie tra Galliani e Barbara Berlusconi e, a distanza di due mesi, l'esonero del livornese. Adesso invece a Milanello regna la bonaccia. Ogni venerdì Berlusconi va a trovare la squadra. Ieri sera l'ex premier ha chiamato due volte Galliani, nell'intervallo e a fine gara, dicendosi "abbastanza soddisfatto". Il Milan è 7° con gli stessi punti dell'Udinese, prossimo avversario dei rossoneri in campionato. I friulani hanno appena festeggiato i 200 gol in Serie A di Totò Di Natale, un bomber infinito, quello che in questo momento manca a Inzaghi.
IN DIFESA DI TORRES - Sembra un paradosso ma l'ex centravanti insaziabile, diventato allenatore, fatica proprio a trovare un uomo-gol. In settimana il tecnico potrebbe modificare qualcosa: ritorno al tridente con Menez "falso nueve" e Honda esterno, oppure il rilancio di Pazzini, per ovviare al periodo negativo di Torres confermando l'assetto visto domenica sera con il 4-2-3-1. Intanto si susseguono gli incitamenti al Niño. L'ex di Chelsea, Liverpool e Atletico Madrid è un calciatore che gode della simpatia di tutti per talento, forza, correttezza e stile, ma in questo momento fatica terribilmente a lasciare il segno. "Gli attaccanti vivono di gol - dice il suo connazionale Diego Lopez parlando alla radio Onda Cero - penso che Fernando stia facendo un ottimo lavoro e prima o poi tornerà a segnare per il bene della squadra".
"POCHE VITTORIE" - Il portiere rossonero, decisivo anche nel derby con la parata nei primi minuti su Icardi, analizza la stracittadina: "E' una stagione un po' strana perché non perdiamo quasi mai, però non riusciamo neanche a vincere due o tre partite di fila, quella spinta che ci permetterebbe di risalire in classifica. Ma c'è un buon gruppo, quindi penso che alla fine arriveremo in alto". La sfida con l'Inter ha anche fotografato in modo plastico il modo di stare in campo del Milan di Inzaghi. Le statistiche, elaborate da Panini Digital e Lega Serie A, indicano che possesso palla, supremazia territoriale (possesso palla nella metà campo avversaria) e numero di passaggi riusciti sono tutti dati a favore dell'Inter. I rossoneri però hanno avuto un indice di pericolosità e una capacità di attacco alla porta superiori rispetto ai nerazzurri. Emblema di una squadra che preferisce lasciare il pallone agli avversari e cercare rapidamente la porta in contropiede. Ricetta nata per sfruttare le caratteristiche degli attaccanti in rosa, senza dimenticare la momentanea disponibilità di registi classici per organizzare la manovra. Chissà se con il ritorno di Montolivo cambierà qualcosa.
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COME CON ALLEGRI - Era dall'autunno dell'anno scorso che il Milan non restava così tanto tempo senza i tre punti: tra ottobre e novembre 2013, in panchina c'era ancora Allegri, arrivarono 3 pareggi e 2 sconfitte. Quel periodo provocò l'esplosione delle forte tensioni societarie tra Galliani e Barbara Berlusconi e, a distanza di due mesi, l'esonero del livornese. Adesso invece a Milanello regna la bonaccia. Ogni venerdì Berlusconi va a trovare la squadra. Ieri sera l'ex premier ha chiamato due volte Galliani, nell'intervallo e a fine gara, dicendosi "abbastanza soddisfatto". Il Milan è 7° con gli stessi punti dell'Udinese, prossimo avversario dei rossoneri in campionato. I friulani hanno appena festeggiato i 200 gol in Serie A di Totò Di Natale, un bomber infinito, quello che in questo momento manca a Inzaghi.
IN DIFESA DI TORRES - Sembra un paradosso ma l'ex centravanti insaziabile, diventato allenatore, fatica proprio a trovare un uomo-gol. In settimana il tecnico potrebbe modificare qualcosa: ritorno al tridente con Menez "falso nueve" e Honda esterno, oppure il rilancio di Pazzini, per ovviare al periodo negativo di Torres confermando l'assetto visto domenica sera con il 4-2-3-1. Intanto si susseguono gli incitamenti al Niño. L'ex di Chelsea, Liverpool e Atletico Madrid è un calciatore che gode della simpatia di tutti per talento, forza, correttezza e stile, ma in questo momento fatica terribilmente a lasciare il segno. "Gli attaccanti vivono di gol - dice il suo connazionale Diego Lopez parlando alla radio Onda Cero - penso che Fernando stia facendo un ottimo lavoro e prima o poi tornerà a segnare per il bene della squadra".
"POCHE VITTORIE" - Il portiere rossonero, decisivo anche nel derby con la parata nei primi minuti su Icardi, analizza la stracittadina: "E' una stagione un po' strana perché non perdiamo quasi mai, però non riusciamo neanche a vincere due o tre partite di fila, quella spinta che ci permetterebbe di risalire in classifica. Ma c'è un buon gruppo, quindi penso che alla fine arriveremo in alto". La sfida con l'Inter ha anche fotografato in modo plastico il modo di stare in campo del Milan di Inzaghi. Le statistiche, elaborate da Panini Digital e Lega Serie A, indicano che possesso palla, supremazia territoriale (possesso palla nella metà campo avversaria) e numero di passaggi riusciti sono tutti dati a favore dell'Inter. I rossoneri però hanno avuto un indice di pericolosità e una capacità di attacco alla porta superiori rispetto ai nerazzurri. Emblema di una squadra che preferisce lasciare il pallone agli avversari e cercare rapidamente la porta in contropiede. Ricetta nata per sfruttare le caratteristiche degli attaccanti in rosa, senza dimenticare la momentanea disponibilità di registi classici per organizzare la manovra. Chissà se con il ritorno di Montolivo cambierà qualcosa.