MADRID – La vigilia di Natale porta il colpo di mercato per il Milan. Dalla Spagna arriva la notizia: il club rossonero ha concluso l'accordo con l'Atletico Madrid per lo scambio tra Fernando Torres e Alessio Cerci. Alla corte di Inzaghi arriva quindi l'ex giocatore del Torino, per il quale il Milan ha battuto la concorrenza dell'Inter, mentre il Niño torna nel club che lo ha lanciato. Manca soltanto l'ok (scontato) dei due giocatori, che si aggregheranno alle loro nuove squadre alla ripresa degli allenamenti dopo le vacanze di Natale. L'affare sarà ufficializzato al via della sessione invernale di mercato, che si apre il 5 gennaio.
SOLUZIONE PERFETTA PER TUTTI - Simeone, tecnico dell'Atletico, ha chiesto espressamente un attaccante e Torres, frutto della cantera dei colchoneros e ceduto al Liverpool nel 2007, sarebbe accolto bene anche dei tifosi. L’operazione, inoltre, soddisfa le richieste di tutte e tre le parti in causa: Cerci è un giocatore che piace ad Inzaghi, che già perderà Honda a gennaio per la Coppa d’Asia. Anche il Chelsea, proprietario del cartellino, preferirebbe trovare una sistemazione che consenta al Niño di giocare con continuità.
EL SHAARAWY: "MI MANCA IL GOL" - Il Milan è in crescita, dopo la vittoria sul Napoli e il pareggio con la Roma e aspetta i gol Stephan El Shaarawy per spiccare il volo verso il terzo posto. Il faraone è andato a segno solo una volta contro la Sampdoria: "Alla fine uno ci pensa, è inevitabile. Quando entri in quel giro segnare si complica maggiormente e rischi di essere condizionato psicologicamente -ammette El Shaarawy alla rivista Forza Milan-. Quando riesci a sbloccarti acquisti fiducia e dopo scendi in campo più tranquillo. Il gol per un attaccante è fondamentale". Nel tempo si sono formati riti e scaramanzie quasi inconsce: quando ho realizzato 16 gol facevo delle cose che ripetevo prima di ogni gara, mi davano sicurezza -prosegue il faraone-. Secondo me se hai la mente libera da qualsiasi pensiero sicuramente riesci a rendere il doppio, perché la testa comanda sul resto del corpo. Se riesci ad essere sereno, le gambe poi vanno dietro".
El Shaarawy racconta l'emozione di vestire la maglia rossonera. "Io sono milanista da sempre e Kakà il mio idolo da ragazzino, l'esordio a San Siro è stata un'emozione davvero pazzesca. Vestire questa maglia è il sogno della mia vita. La cosa che più mi ha colpito la prima volta che sono arrivato è stata l'organizzazione generale della società e la disponibilità da parte di tutti i dipendenti. Ricordo bene le parole di Gattuso non appena ho messo piede a Milanello: 'Tu devi solo giocare a calcio, per il resto qui non ti mancherà mai niente'. Aveva perfettamente ragione: sotto questo aspetto il club è eccezionale".
SOLUZIONE PERFETTA PER TUTTI - Simeone, tecnico dell'Atletico, ha chiesto espressamente un attaccante e Torres, frutto della cantera dei colchoneros e ceduto al Liverpool nel 2007, sarebbe accolto bene anche dei tifosi. L’operazione, inoltre, soddisfa le richieste di tutte e tre le parti in causa: Cerci è un giocatore che piace ad Inzaghi, che già perderà Honda a gennaio per la Coppa d’Asia. Anche il Chelsea, proprietario del cartellino, preferirebbe trovare una sistemazione che consenta al Niño di giocare con continuità.
EL SHAARAWY: "MI MANCA IL GOL" - Il Milan è in crescita, dopo la vittoria sul Napoli e il pareggio con la Roma e aspetta i gol Stephan El Shaarawy per spiccare il volo verso il terzo posto. Il faraone è andato a segno solo una volta contro la Sampdoria: "Alla fine uno ci pensa, è inevitabile. Quando entri in quel giro segnare si complica maggiormente e rischi di essere condizionato psicologicamente -ammette El Shaarawy alla rivista Forza Milan-. Quando riesci a sbloccarti acquisti fiducia e dopo scendi in campo più tranquillo. Il gol per un attaccante è fondamentale". Nel tempo si sono formati riti e scaramanzie quasi inconsce: quando ho realizzato 16 gol facevo delle cose che ripetevo prima di ogni gara, mi davano sicurezza -prosegue il faraone-. Secondo me se hai la mente libera da qualsiasi pensiero sicuramente riesci a rendere il doppio, perché la testa comanda sul resto del corpo. Se riesci ad essere sereno, le gambe poi vanno dietro".
El Shaarawy racconta l'emozione di vestire la maglia rossonera. "Io sono milanista da sempre e Kakà il mio idolo da ragazzino, l'esordio a San Siro è stata un'emozione davvero pazzesca. Vestire questa maglia è il sogno della mia vita. La cosa che più mi ha colpito la prima volta che sono arrivato è stata l'organizzazione generale della società e la disponibilità da parte di tutti i dipendenti. Ricordo bene le parole di Gattuso non appena ho messo piede a Milanello: 'Tu devi solo giocare a calcio, per il resto qui non ti mancherà mai niente'. Aveva perfettamente ragione: sotto questo aspetto il club è eccezionale".