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Rivera e la crisi del Milan: "Ha sbagliato a puntare su tecnici giovani"

L'ex fuoriclasse presenta la sua aurobiografia e guarda a 360à calcio e sport italiano. Dai rossoneri ("Servirebbe un allenatore abituato ad avere rapporti con i giocatori") alla Nazionale ("Se non arriva tra le prima quattro agli Europei è una delusione"). E sulle Olimpiadi 2024: "Roma ha i numeri per organizzare i Giochi, molte strutture ci sono già"

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ROMA - Il Milan, le coppe, il Pallone d’oro, l’Italia. E poi la carriera politica. Quante vite, Gianni Rivera. Uomo simbolo del nostro sport, è tra i pochi nomi che accendono una luce anche in chi di calcio non si è mai interessato (“Italia-Germania 4-3” dice qualcosa a tutti, no?). Ospite al videoforum di Repubblica Tv l’ex Golden Boy parla della crisi attuale dei rossoneri ("Sbagliato puntare su allenatori giovani"), delle aspettative forti per l’Italia di Conte (“Deludente se non entrerà tra le prime quattro agli Europei”), di Olimpiadi a Roma e Federcalcio. E presenta la sua storia: “Gianni Rivera ieri e oggi. Autobiografia di un campione” (Ed. Marconi Productions). “Ricordi, articoli, foto: io ho scritto, mia moglie ha messo insieme il materiale. Dove ho trovato tutto? Facile: sin da quando ero piccolo mio padre ha raccolto la documentazione che mi riguardava. Ha conservato ogni tipo di ritaglio nelle scatole delle camicie. Catalogandole a suo modo: scriveva l’anno sulla scatola”. Un grande archivio casalingo, insomma.
 
I ricordi del passato esaltano ancora i tifosi, il Milan di oggi li preoccupa. L’analisi di Rivera non si ferma alla stagione, fin qui deludente, di Sinisa Mihajlovic. Parte da più lontano, dalle panchine di Seedorf e Inzaghi: “L’idea di puntare su allenatori giovani può aver impedito un assestamento dello spogliatoio. Servirebbe un tecnico più abituato ad avere rapporti con i giocatori. La società ha convinto qualcuno a smettere di giocare per allenare, e ora c’è chi ha smesso anche di allenare…Qualcosa non funziona. Restare un altro anno fuori dall’Europa sarebbe un mezzo disastro. Lo dicono in società, non io. Anzi, lo dicono tutti…”. Parole critiche che arrivano pochi giorni dopo l’attacco di un’altra bandiera milanista: Paolo Maldini (che aveva dichiarato su Sky “Galliani è carente dal punto di vista calcistico, andrebbe affiancato”). Il Milan ha qualche problema con i suoi grandi simboli del passato? “Con Berlusconi io non ho mai avuto scontri. Semplicemente, rappresentiamo due culture diverse. E in questo senso penso che Maldini oggi stia vivendo la stessa situazione che ho vissuto io tempo fa. Io, come lui, credo di avere una grande personalità e potevo in qualche modo creare delle ombre. Conosco Berlusconi da tantissimi anni e con lui non ho avuto frizioni particolari, ma evidentemente non accetta che qualcuno abbia una personalità che possa mettersi sul suo stesso livello. Io ho lo stesso rapporto con tutti, dal portinaio al grande imprenditore. Forse lui non ci riesce”. Intanto restano imprecisati i tempi della trattativa per la vendita del 48% del club all’imprenditore thailandese Bee Taechaubol. “Credo che tutti vogliano capire cosa sta succedendo. Non so se Berlusconi lo abbia già capito…Se non arriva mai la definizione della vicenda ci deve essere qualche problema per sistemare tutto.”
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Un viaggio tra futuro e passato: in tanti scrivono a Rivera ringraziandolo (a 45 anni di distanza) per il gol che diede la vittoria all’Italia nella leggendaria semifinale contro la Germania a Messico ’70. Due anni prima, gli azzurri vinsero a Roma gli Europei di calcio: era il 1968, lui saltò la doppia finale con la Jugoslavia per infortunio, ma era uno dei pilastri della nazionale. Da allora non abbiamo più vinto la competizione, che ha regalato una buona dose di delusioni (e un paio di finali perse). A giugno in Francia l’Italia di Antonio Conte ha l’occasione per invertire la tendenza, e Rivera ha le idee chiare: “Dobbiamo lavorare per arrivare almeno tra le prime quattro, è l’obiettivo minimo. Tutto il resto sarebbe un po’ una delusione. Il girone non è facilissimo (Belgio, Svezia e Irlanda) ma arrivare in semifinale è fattibile”.
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In Federcalcio Rivera ricopre il ruolo di presidente del settore tecnico, a Coverciano. “Io presidente della Figc in futuro? Lo escludo. Un presidente c’è già. Forse una volta avrei potuto fare il commissario, lo cercava la giunta Coni. L’idea piaceva alla destra, i miei avversari, ma non fui sostenuto dai “miei”, il centrosinistra”. Certo, un presidente, Carlo Tavecchio, c’è già, anche se spesso è al centro di polemiche. “Ha un carattere un po’ caldo, a volte vuole dire una cosa positiva ma per come la dice viene messo in evidenza un aspetto negativo. Ad esempio, la famosa frase su Optì Pobà: era detta in senso positivo, per dire che in Italia c’è spazio per tutti. Il problema è di comunicazione…”
 
L’autobiografia si compone di due grandi capitoli: l’uomo di sport e l’uomo politico. Tra gli incarichi ricoperti nella sua “seconda vita”, Rivera è stato anche consigliere alle politiche sportive del sindaco di Roma Walter Veltroni. E oggi i temi dello sport sembrano centrali per le prossime elezioni amministrative, dal dibattito sul nuovo stadio della Roma alla candidatura cittadina ai Giochi 2024: “Roma ha i numeri per organizzare le Olimpiadi, molte strutture ci sono già. Mi sembra che ci siano buone possibilità anche per il rapporto che il Coni italiano ha con il Comitato internazionale. Certo, Parigi è un avversario forte. Detto questo, non può naturalmente essere solo lo sport a far crescere la città. Basterebbe organizzare meglio i trasporti. E se un sindaco riuscisse a tener pulita Roma e a risolvere il problema del traffico gli farebbero un monumento.”
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C’è spazio anche per i problemi del nostro campionato: “Tutte le squadre italiane, non solo il Milan, non sono in grado, oggi, di prendere grandissimi giocatori stranieri: quelli veramente bravi ormai sono pochi e vanno dove ci sono grandi mezzi finanziari, in società di enorme peso economico. Bisogna quindi avere pazienza e puntare sul settore giovanile: le mamme italiane sforneranno ancora campioni, no? Va anche detto comunque che sul piano del gioco è un campionato aperto: ora l’Inter ha trovato un equilibrio interno e comincia a segnare di più rispetto agli 1-0 iniziali, ma sarà battaglia fino alla fine”. E a un lettore che ricorda lo scandalo scommesse, chiedendo se la serie A sia ancora credibile Rivera risponde: “E’ ancora credibile. Spesso le scommesse vengono scoperte nel calcio minore. Però secondo me da quando sono state legalizzate la situazione è peggiorata. La stessa pubblicità delle scommesse dice che sono pericolose…non capisco. Io le vieterei tutte, non solo quelle sullo sport.”
 
E ora, Rivera? Continuerà a scrivere dopo quest’opera impegnativa (in ogni senso: 530 pagine, 50 euro)? “Impegnativa perché ci ho messo dentro davvero tutto. Quindi state tranquilli: è stata la prima e l’ultima volta – risponde ridendo – Abbiamo scelto di venderla online sul mio sito anche perché abbiamo avuto problemi con gli editori che volevano fare il libro solo scritto. Io invece volevo inserirci anche la parte visiva, le immagini, gli articoli di giornale”. E tra le foto, riguarda quella di un ragazzino in bianco e nero: “La finale del campionato dell’oratorio. Quel giorno avevamo la maglia che si sarebbe confusa con quella dell’avversario. Abbiamo dovuto cambiarla, e ce ne diedero una: era rossonera…". Pochi anni dopo, a nemmeno 16 anni, l’esordio in serie A.  
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