MILANO – Più che dal mercato di gennaio il Milan di inizio anno può trovare risposte dentro se stesso. La girandola è quella tipica alla vigilia della riapertura delle contrattazioni: Rabiot, Caceres, Isco, Lavezzi, Izzo, Ben Arfa. Tanti nomi buoni anche per altre squadre italiane. Per alcuni ingaggi elevati, per tutti tanta concorrenza. Ma, al di là degli esiti di queste trattative, l’andamento della prima metà della stagione dimostra che i rossoneri hanno al loro interno potenzialità finora inespresse o inutilizzate per invertire la rotta, i classici acquisti già in casa.
RINFORZI INTERNI – La lista è lunga. Bertolacci, elemento determinante per il gioco di Mihajlovic, ha potuto giocare molto poco a causa degli infortuni. Un suo impiego più stabile potrebbe modificare positivamente le dinamiche della manovra milanista (come dimostra la vittoria di Roma con la Lazio). Gennaio sarà il mese del rientro per Mario Balotelli fermato dalla pubalgia dopo alcune prestazioni incoraggianti a settembre. Si avvicina anche il ritorno di Menez, miglior marcatore della scorsa stagione ma ancora a secco di presenze ufficiali in campionato. E Niang ha offerto buone prove nelle ultime settimane del 2015.
FLOP UN ANNO FA – Potrebbero essere questi giocatori già presenti in rosa ad aiutare Mihajlovic ad avvicinare il 3° posto ora distante 7 punti. Più che il mercato di gennaio, potrebbero servire le esplosioni definitive di questi calciatori già presenti a Milanello. Anche perché proprio la sessione invernale di un anno fa ricorda che non sempre i nomi scintillanti arrivati a metà stagione producono risultati. A inizio 2015 l’ambiente si era scaldato per Cerci e Destro che poi hanno deluso.
MENO CRITICHE A SINISA – E servirebbe anche maggiore fiducia della proprietà nei confronti dell’allenatore. Invece continuano a ripetersi le frecciate di Berlusconi nei confronti di Mihajlovic. Anche questa è una situazione che non giova agli equilibri interni. Senza dimenticare la contestazione della curva a San Siro che dovrebbe proseguire per tutta la stagione. Una situazione che ovviamente non giova alla serenità delle prestazioni rossonere in casa. Un motivo in più per trovare le risorse necessarie all’interno del gruppo in vista della ripresa in programma col Bologna dell’ex Donadoni il 6 gennaio alle ore 15 a San Siro, una delle squadre più in forma del campionato da quando il tecnico bergamasco ha sostituito Delio Rossi. Il serbo ha avuto bisogno di sferzare a più riprese la squadra nel corso dei suoi primi mesi sulla panchina rossonera. Lo confermano anche i calciatori: "Mihajlovic è un po' più duro rispetto agli altri allenatori che ho avuto - ha detto Alex oggi a Milan Channel - lo fa per la squadra, è bravissimo e ci aiuta a far sì che ognuno di noi dia il meglio sul campo". Oggi primo allenamento dell’anno a Milanello dopo la giornata di riposo concessa ieri.
RINFORZI INTERNI – La lista è lunga. Bertolacci, elemento determinante per il gioco di Mihajlovic, ha potuto giocare molto poco a causa degli infortuni. Un suo impiego più stabile potrebbe modificare positivamente le dinamiche della manovra milanista (come dimostra la vittoria di Roma con la Lazio). Gennaio sarà il mese del rientro per Mario Balotelli fermato dalla pubalgia dopo alcune prestazioni incoraggianti a settembre. Si avvicina anche il ritorno di Menez, miglior marcatore della scorsa stagione ma ancora a secco di presenze ufficiali in campionato. E Niang ha offerto buone prove nelle ultime settimane del 2015.
FLOP UN ANNO FA – Potrebbero essere questi giocatori già presenti in rosa ad aiutare Mihajlovic ad avvicinare il 3° posto ora distante 7 punti. Più che il mercato di gennaio, potrebbero servire le esplosioni definitive di questi calciatori già presenti a Milanello. Anche perché proprio la sessione invernale di un anno fa ricorda che non sempre i nomi scintillanti arrivati a metà stagione producono risultati. A inizio 2015 l’ambiente si era scaldato per Cerci e Destro che poi hanno deluso.
MENO CRITICHE A SINISA – E servirebbe anche maggiore fiducia della proprietà nei confronti dell’allenatore. Invece continuano a ripetersi le frecciate di Berlusconi nei confronti di Mihajlovic. Anche questa è una situazione che non giova agli equilibri interni. Senza dimenticare la contestazione della curva a San Siro che dovrebbe proseguire per tutta la stagione. Una situazione che ovviamente non giova alla serenità delle prestazioni rossonere in casa. Un motivo in più per trovare le risorse necessarie all’interno del gruppo in vista della ripresa in programma col Bologna dell’ex Donadoni il 6 gennaio alle ore 15 a San Siro, una delle squadre più in forma del campionato da quando il tecnico bergamasco ha sostituito Delio Rossi. Il serbo ha avuto bisogno di sferzare a più riprese la squadra nel corso dei suoi primi mesi sulla panchina rossonera. Lo confermano anche i calciatori: "Mihajlovic è un po' più duro rispetto agli altri allenatori che ho avuto - ha detto Alex oggi a Milan Channel - lo fa per la squadra, è bravissimo e ci aiuta a far sì che ognuno di noi dia il meglio sul campo". Oggi primo allenamento dell’anno a Milanello dopo la giornata di riposo concessa ieri.