MILANO - Un pareggio che sta stretto. Sinisa Mihajlovic avrebbe volto vincere contro la Lazio, invece, deve accontentarsi dell'1-1. "E' mancato quello che ci manca sempre: il primo tempo è stato equilibrato, mentre il secondo l'abbiamo dominato. Ma non riusciamo a fare gol. E' l'ennesima occasione persa, peccato perché potevamo recuperare punti a Fiorentina e Inter".
E' MANCATO IL GOL - "Certo, la Lazio è un'ottima squadra, però ai punti avremmo meritato qualcosa di più - spiega il tecnico rossonero - L'atteggiamento è stato giusto: non siamo stati brillanti a livello tecnico rispetto ad altre volte, ma ci abbiamo sempre provato: abbiamo creato diverse occasioni, ma non riusciamo a buttarla dentro. Ora c'è la sosta e sicuramente ci prepareremo meglio, ma la difficoltà principale di questa stagione è stata la mancanza di alternative, per via degli infortuni. Specialmente davanti: Bacca ha fatto gol, ma ce ne sono pochi altri che ne fanno. Balotelli e Menez? Hanno fatto quello che hanno potuto: non hanno le caratteristiche di Adriano e Niang, non hanno quello spirito di sacrificio. Per me non è un problema se non rincorri l'avversario indietro, ma a quel punto devi fare la differenza in avanti".
CASO MENEZ - Tra le conseguenze della serata anche un caso con Menez protagonista. Il francese è apparso svogliato in fase di riscaldamento tanto che il vice-allenatore Sakic lo ha dovuto invitare a impegnarsi di più ricordandogli che non avrebbe giocato pochi secondi ma alcuni minuti (l'ex romanista è entrato al 39' del secondo tempo). "Non ho visto, stavo guardando cose più importanti - commenta Mihajlovic - se risulterà che non aveva voglia ci penserò io a Menez".
ADDIO AL MILAN PARE VICINO - Silvio Berlusconi ha lasciato San Siro praticamente subito dopo la partita senza passare per gli spogliatoi. Il presidente rossonero si è fermato solo per qualche foto e stretta di mano con gli spettatori, in tribuna e nel tragitto fino al garage. Di fronte a un tifoso che si diceva nostalgico del "Milan dei bei tempi", Berlusconi avrebbe risposto sospirando: "Bei tempi...".
Da parte sua, Mihajlovic prefigura il divorzio dal Milan a fine stagione. "Se volete un commento, fate copia e incolla con le mie dichiarazioni di settimana scorsa e di quella prima", taglia corto senza nemmeno ascoltare la ricostruzione del siparietto nel pre-partita fra uno dei giornalisti veterani al seguito del Milan e Berlusconi. Domanda: "Non la convince proprio il gioco di Mihajlovic?". "Da quanto vede il calcio?", replica il presidente rossonero. "Dai tempi di Schiaffino, come lei". "Allora che domande mi fa?", dice l'ex premier con un sorriso che dà l'idea di una distanza sempre più ampia con l'allenatore.
Il tecnico serbo sicuramente non gradisce che gli venga posta la questione: "Mi sembrava strano che non mi aveste ancora chiesto qualcosa di Berlusconi". E poi: "Ho un contratto per un altro anno. Se io e la società saremo d'accordo continueremo, altrimenti romperemo il rapporto. In quel caso il Milan troverà un altro allenatore e Mihajlovic un'altra squadra".
Mihajlovic tronca anche sulle voci riguardanti il suo futuro alla Lazio: "Sono troppo signore per rispondere a questa domanda. Io sono l'allenatore del Milan: a fine campionato si faranno i conti - conclude - e si vedrà quello che succede".
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E' MANCATO IL GOL - "Certo, la Lazio è un'ottima squadra, però ai punti avremmo meritato qualcosa di più - spiega il tecnico rossonero - L'atteggiamento è stato giusto: non siamo stati brillanti a livello tecnico rispetto ad altre volte, ma ci abbiamo sempre provato: abbiamo creato diverse occasioni, ma non riusciamo a buttarla dentro. Ora c'è la sosta e sicuramente ci prepareremo meglio, ma la difficoltà principale di questa stagione è stata la mancanza di alternative, per via degli infortuni. Specialmente davanti: Bacca ha fatto gol, ma ce ne sono pochi altri che ne fanno. Balotelli e Menez? Hanno fatto quello che hanno potuto: non hanno le caratteristiche di Adriano e Niang, non hanno quello spirito di sacrificio. Per me non è un problema se non rincorri l'avversario indietro, ma a quel punto devi fare la differenza in avanti".
CASO MENEZ - Tra le conseguenze della serata anche un caso con Menez protagonista. Il francese è apparso svogliato in fase di riscaldamento tanto che il vice-allenatore Sakic lo ha dovuto invitare a impegnarsi di più ricordandogli che non avrebbe giocato pochi secondi ma alcuni minuti (l'ex romanista è entrato al 39' del secondo tempo). "Non ho visto, stavo guardando cose più importanti - commenta Mihajlovic - se risulterà che non aveva voglia ci penserò io a Menez".
ADDIO AL MILAN PARE VICINO - Silvio Berlusconi ha lasciato San Siro praticamente subito dopo la partita senza passare per gli spogliatoi. Il presidente rossonero si è fermato solo per qualche foto e stretta di mano con gli spettatori, in tribuna e nel tragitto fino al garage. Di fronte a un tifoso che si diceva nostalgico del "Milan dei bei tempi", Berlusconi avrebbe risposto sospirando: "Bei tempi...".
Da parte sua, Mihajlovic prefigura il divorzio dal Milan a fine stagione. "Se volete un commento, fate copia e incolla con le mie dichiarazioni di settimana scorsa e di quella prima", taglia corto senza nemmeno ascoltare la ricostruzione del siparietto nel pre-partita fra uno dei giornalisti veterani al seguito del Milan e Berlusconi. Domanda: "Non la convince proprio il gioco di Mihajlovic?". "Da quanto vede il calcio?", replica il presidente rossonero. "Dai tempi di Schiaffino, come lei". "Allora che domande mi fa?", dice l'ex premier con un sorriso che dà l'idea di una distanza sempre più ampia con l'allenatore.
Il tecnico serbo sicuramente non gradisce che gli venga posta la questione: "Mi sembrava strano che non mi aveste ancora chiesto qualcosa di Berlusconi". E poi: "Ho un contratto per un altro anno. Se io e la società saremo d'accordo continueremo, altrimenti romperemo il rapporto. In quel caso il Milan troverà un altro allenatore e Mihajlovic un'altra squadra".
Mihajlovic tronca anche sulle voci riguardanti il suo futuro alla Lazio: "Sono troppo signore per rispondere a questa domanda. Io sono l'allenatore del Milan: a fine campionato si faranno i conti - conclude - e si vedrà quello che succede".
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