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Milan, Mihajlovic: "Per vincere forse non basterebbe Ibra"

Il tecnico rossonero parla di Berlusconi ("Avere la possibilità di parlare di tutto con uno come lui è una grande vittoria") e ipotizza scenari sul mercato estivo. In particolare sullo svedese: "E' un giocatore straordinario, ma non so se basterebbe solo lui per vincere subito il campionato".

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MILANO - Mihajlovic non risparmia le parole di stima nei confronti di Berlusconi: "Per me ci sono due Berlusconi - ha detto intervistato da Sky Sport - uno è il presidente, quello che ha vinto più di tutti nella storia del calcio. E poi c'è il Berlusconi uomo, politico e leader. Per me avere la possibilità di parlare di tutto con uno come lui è una grande vittoria". E' la dimostrazione che da parte del tecnico serbo non c'è nessuna ruggine personale nei confronti del presidente rossonero.  Fin dall'inizio l'allenatore ha chiesto semplicemente autonomia nel suo lavoro tecnico e tattico. E si è sempre speso pubblicamente per far sottolineare che queste scelte erano sua esclusiva competenza (lo ha fatto fin dal giorno della sua presentazione ufficiale a Casa Milan). Sono state proprio queste dichiarazioni di indipendenza che possono aver creato qualche attrito a distanza con Berlusconi.
 
BACCA PER L'EUROPA - Adesso, a meno di due mesi dalla fine della stagione, molti giochi sul futuro sono fatti. Resta da conquistare un posto in Europa, al di là del nome dell'allenatore rossonero 2016-17. Bacca traccia il programma da non fallire: "Dobbiamo proseguire per centrare il nostro obiettivo che è l'Europa - dice il colombiano a Milan Channel - le cose non sono cambiate ora che mancano 8 partite. Da qui alla finale di Coppa Italia sia noi che la Juventus avremo 8 partite toste, però una finale è sempre qualcosa di diverso. Sono partite che si devono vincere. Dobbiamo preparaci al meglio perché quello è uno dei nostri obiettivi".
 
IBRA FORSE NON BASTA - Mihajlovic non rinuncia comunque a ipotizzare gli scenari della campagna acquisti estiva: "Mi piacerebbe allenare Ibrahimovic. Mi piace allenare i grandi giocatori. Ovunque va vince lo scudetto. Non so se basterebbe solo lui al Milan per vincere subito il campionato, ma sicuramente è un giocatore straordinario". L'ipotesi di u ritorno dello svedese è stata comunque scartata nei giorni scorsi dallo stesso Berlusocni. Il serbo rievoca un aneddoto simpatico dei tempi della Lazio con Mancini protagonista: "Durante la partita in cui poi ho segnato tre gol su punizione, avevamo scommesso un milione di lire per ogni gol che avrei fatto. Quindi alla fine della gara sono andato da lui a dargli che mi doveva dare tre milioni visto che avevo fatto tre gol, ma lui mi rispose che me ne dava solo uno perché io ero un difensore e avevamo preso due gol. E quindi alla fine mi ha dato solo un milione".
 
BERLUSCONI MANDA TOTTI NEL VIVAIO - Parla di Lazio anche Silvio Berlusconi, impegnato nel suo tour mediatico in vista delle elezioni comunali nella Capitale: "Mi auguro che Lotito possa recuperare il rapporto con i tifosi perché il presidente di una squadra di calcio non è il padrone della squadra. La squadra appartiene a tutti i tifosi - dice l'ex Cavaliere a Tele Radio Più - mi sembra doveroso e naturale che ci sia un dialogo tra il presidente, primo responsabile della squadra, e i tifosi, che portano quella squadra nel cuore". Ribadita la posizione su Totti: "Mai pensato di acquistarlo, mi sarebbe piaciuto vederlo al Milan ma le bandire non si comprano né si vendono. Vedo un Totti magari non più in campo, ma protagonista sempre nella Roma. Penso che lui debba trovare il modo migliore per stare vicino alla Roma, magari come dirigente per i settori giovanili". 
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