Brocchi: "Non ho paura di fallire". Berlusconi attacca Miha: ''Mai visto un Milan così brutto''
di STEFANO SCACCHINel giorno in cui si presenta il nuovo allenatore ("Il rischio di bruciarsi esiste quando ti giochi queste opportunità") il presidente difende la scelta di cambiare tecnico: ''L'ho fatto per correggere un trend di gioco non all'altezza della storia di questo club. Al di là dei risultati non abbiamo mai visto la squadra giocare così male''
MILANO - Inizia senza la presenza dell'artefice della scelta l'avventura di Cristian Brocchi sulla panchina del Milan. Alla presentazione ufficiale del neo-allenatore rossonero, contrariamente ai programma iniziali, non è intervenuto Berlusconi che ha voluto in prima persona l'ex tecnico della Primavera al posto di Sinisa Mihajlovic per l'ultimo mese e mezzo di stagione dopo la sconfitta con la Juventus. Ma il presidente rossonero aveva telefonato a Brocchi ieri sera dopo i due incontri ad Arcore domenica e lunedì. Ad accompagnare l'ex centrocampista è stato Adriano Galliani. Berlusconi ha comunque preso posizione successivamente, ribadendo la bontà della sua scelta: "Io rivendico con orgoglio tutte le
mie scelte dalla prima all'ultima, e cioè quella di correggere, con il cambio dell'allenatore, un trend di gioco non all'altezza della storia dell'A.C. Milan perché, diciamolo chiaro, al di là dei …
mie scelte dalla prima all'ultima, e cioè quella di correggere, con il cambio dell'allenatore, un trend di gioco non all'altezza della storia dell'A.C. Milan perché, diciamolo chiaro, al di là dei …
MILANO - Inizia senza la presenza dell'artefice della scelta l'avventura di Cristian Brocchi sulla panchina del Milan. Alla presentazione ufficiale del neo-allenatore rossonero, contrariamente ai programma iniziali, non è intervenuto Berlusconi che ha voluto in prima persona l'ex tecnico della Primavera al posto di Sinisa Mihajlovic per l'ultimo mese e mezzo di stagione dopo la sconfitta con la Juventus. Ma il presidente rossonero aveva telefonato a Brocchi ieri sera dopo i due incontri ad Arcore domenica e lunedì. Ad accompagnare l'ex centrocampista è stato Adriano Galliani. Berlusconi ha comunque preso posizione successivamente, ribadendo la bontà della sua scelta: "Io rivendico con orgoglio tutte le
mie scelte dalla prima all'ultima, e cioè quella di correggere, con il cambio dell'allenatore, un trend di gioco non all'altezza della storia dell'A.C. Milan perché, diciamolo chiaro, al di là dei risultati, non abbiamo mai visto il Milan giocare così male. A questo scopo non ora ma a fine stagione, valutando i risultati concreti di questa scelta, potremo assumere le decisioni migliori nell'interesse del nostro Milan", ha dichiarato.
Brocchi, non ha paura di "bruciarsi" con questo incarico?
"In questi mesi questo termine è stato utilizzato in maniera esponenziale. Questo rischio esiste sempre quando ti giochi certe opportunità. Devo avere l'umiltà di capire che, se le cose non dovessero andare bene, dovrò ripartire senza pensare che ho allenato il Milan e non è andata bene. Invece se andrà bene, saremo tutti bravi. Ma non è questo il mio primo pensiero. Voglio affrontare questa avventura con lo spirito che mi ha contraddistinto da calciatore. So quello che posso dare".
Non è troppo poco avere un contratto di appena due mesi?
"Nella mia carriera da calciatore ho sempre messo l'aspetto economico e contrattuale in secondo piano. Per me non è il contratto che ti dà l'opportunità di essere più sereno, ma il lavoro che fai. Se anche avessi un anno di contratto in più, ma facessi male in queste partite, non sarei comunque più l'allenatore. Allora l'unica differenza sarebbe avere le spalle coperte dal punto di vista economico, ma questo non mi interessa".
Si concentrerà subito alla preparazione della finale di Coppa Italia?
"Prima bisogna pensare al posto in classifica che garantisce l'Europa, un elemento che è di fondamentale importanza. Non si può pensare solo alla finale di Coppa Italia. Ma è normale che in queste sei partite si cercherà di seminare in vista di quella sfida".
Cosa cercherà di ottenere dalla squadra?
"Bisogna entrare in sintonia con il gruppo. Settimana prossima avremo subito un turno infrasettimanale. Ma cercheremo di fare di necessità virtù. Sto iniziando a fare qualcosa di mio. Abbiamo tempi brevi, dobbiamo fare in modo che ogni giorno ogni giocatore faccia un passo in avanti. E noi dobbiamo avere l'intelligenza di fare mezzo passo alla volta, anziché uno, proprio perché il tempo è poco".
Cosa ha detto ai calciatori?
"Ho detto che il loro livello è buono. Devo dare ai calciatori la consapevolezza di essere più forti rispetto a quanto si stanno esprimendo adesso. Tanti sono sotto le loro potenzialità. Ma non per colpa di Sinisa. E' una questione di momenti. Anzi volevo dire che ho avuto più volte di vedere all'opera il gruppo negli allenamenti di Mihajlovic. E ho sempre visto calciatori che avevano voglia di lavorare. Di questo va dato atto a Sinisa e al suo staff. Ho un bel rapporto con Sinisa. Mi sono sentito anche ieri con lui. E' stato un signore. Spero di creare un bel rapporto con i giocatori che erano vicini a Sinisa".
Porterà con sé lo psicologo che usa in Primavera?
"Sì, sarà con me in questo percorso. Ma, al di là di questo, è importante dare sicurezza a giocatori che possono andare in difficoltà in certi momenti della partita".
Come ha fatto a conquistare così Berlusconi?
"Non sono mai andato io da lui. Ma il presidente, che manifesta la voglia di seguire il Milan in tutte le sue dinamiche, ha iniziato a incuriosirsi nei confronti del mio gioco. E ha iniziato a prendere informazioni".Non teme di avere l'etichetta molto forte di uomo di Berlusconi come successo all'inizio con Capello?
"Non mi offendo se dite qualcosa di questo del genere. Non è questione di essere yes-man, ma di avere rispetto. Nella mia vita ho sempre rispettato tutti. E ho sempre pensato che condivisione e confronto debbano fare parte della vita di ognuno di noi. Avrò modo di confrontarmi quotidianamente con il presidente. Da tutti c'è da prendere. E poi magari andasse come è andata a Capello...".
Qual è la sua idea di calcio? E i suoi allenatori di riferimento?
"Mi piace giocare con il centrocampo a 3 e la difesa a 4. E mi piace giocare con il trequartista. In questo senso abbiamo diverse alternative. E ho sempre chiesto alle mie squadre di non essere passive, di attaccare, di avere iniziativa. Vorrei vedere questo. Ho avuto pochi allenatori, ma tutti buoni. In prima fila metto Ancelotti e Prandelli".
Berlusconi vuole un Milan giovane e italiano: lancerà molti ragazzi della Primavera?
"Abbiamo già giocatori della Primavera nella rosa della prima squadra. Donnarumma è sotto gli occhi di tutti, Calabria ha già avuto modo di mettersi in mostra e Locatelli è pronto dopo periodo in cui è stato integrato nel gruppo dei "grandi". Il salto da Primavera a prima squadra è importante. Se poi ci dovessero essere altre opportunità, ci sono giovani interessanti in Primavera".
Come ha reagito dal punto di vista emotivo?
"Con serenità perché questa situazione si era già proposta più volte negli ultimi mesi. Quindi avevo sviluppato un certo equilibrio. Quando è successo, l'emozione c'è stata. Per me questo è il 20° anno di Milan tra settore giovanile, calciatore e allenatore di vivaio. Come potrei non emozionarmi? Per me è la cosa più bella del mondo. Sono qui per mettermi in gioco. E sogno di essere qua all'inizio della prossima stagione".La disturba la diffidenza che aleggia intorno al suo nome?
"La avverto. Ma non mi posso fermare perché qualcuno ha questo pensiero e pensa che il mio nome non sia la scelta giusta. Ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero. Non ho mai cercato sponsorizzazioni. Sono sempre stato me stesso. E sono orgoglioso di questo".
Lei e Inzaghi chiamati ad allenare Lazio e Milan: è una rivincita dei settori giovanili?
"Sarebbe positivo perché parliamo da anni di Nazionale che ha bisogno di giovani italiani e di club che devono lanciare i ragazzi. Ma poi, se andiamo ad analizzare i numeri, ne vediamo pochi in Serie A. Bisogna fare qualcosa di importante per i settori giovanili. La speranza è quella di arrivare alle seconde squadre per consentire ai giovani di giocare ad alti livelli senza perdersi".
DIALETTICA INTERNA - Galliani difende la scelta di Berlusconi sul calcio di allenatore anche se lascia capire che le posizioni non erano identiche: "C'è dialettica interna ma condividiamo le decisioni. Ci sono stati colloqui tra il presidente e il sottoscritto che hanno portato a questa decisione. Abbiamo analizzato la partita con la Juventus ma anche i risultati dopo la sosta a partire dalla sconfitta col Sassuolo", dice l'ad rossonero. "Abbiamo identificato in Brocchi persona che può dare scossa a questa squadra anche se Sinisa ha ottenuto risultati portandoci in finale di Coppa Italia. E con Sinisa l'atmosfera era perfetta. La maggior parte dei giocatori erano con l'allenatore". Galliani fa chiarezza sul contratto breve del nuovo allenatore: "Tutti noi speriamo che Brocchi resti allenatore della prima squadra anche nella prossima stagione, ma anche se così non fosse resterebbe nei quadri del Milan come tecnico della Primavera".
QUESTIONE DI GIOCO - L'ad risponde alle critiche di molti tifosi: "Non c'è caos all'interno del Milan. Dispiace che non ci sia consenso intorno alle scelte fatte dalla società. D'altra parte chi gestisce una società ha dovere di prendere decisioni per il bene del Milan. E l'importante comunque non è la condivisione iniziale, ma dopo i risultati. Speriamo che Brocchi ripeta in prima squadra il gioco espresso in Primavera. Il gioco è determinante. Il presidente si innervosisce quando si gioca male al di là del risultato. Ed è il motivo per cui siamo qui a presentare Cristian Brocchi". Galliani lancia una proposta: "Non capisco perché non si riesca a fare in Italia il campionato Under 21. Così tutti questi ragazzi che noi squadre di Serie A dobbiamo mandare in B e in C potrebbero restare con noi. E non capisco perché non si riesca a fare il campionato Primavera solo della Serie A". Galliani non si sbilancia sul suo futuro: "I manager vengono nominati dagli azionisti. Io mi sento benissimo e in forma, ma la scelta dei maneger spetta alla proprietà. Il mio futuro, come lo è stato negli ultimi 30 anni, è quindi nelle mani di Fininvest".
I PICCOLI AZIONISTI CRITICANO - L'esonero di Mihalovic è stato criticato dall'Associazione piccoli azionisti del Milan che, con un comunicato stampa, ha manifestato "sorpresa e disappunto per la decisione" presa "in un momento così delicato della stagione nel quale il Milan si trova a difendere a fatica una posizione in classifica". L'associazione parla di "ennesima decisione dettata dalla totale assenza di progettualità e frutto dell'evidente improvvisazione dirigenziale del club". Timori per la scelta del nuovo allenatore. I piccoli azionisti "temono seriamente che Brocchi non abbia l'esperienza necessaria per restituire fiducia e consapevolezza alla squadra". Conclusione pensando all'assemblea in programma a fine aprile: "Chiederemo alla società di rendere conto anche di questa scelta controproducente sotto ogni punto di vista in occasione dell'assemblea del Milan".
TAPIRO A MIHAJLOVIC - Il giorno dopo l'esonero Sinisa Mihajlovic riceve il tapiro d'oro di Striscia la Notizia e replica alle frasi di Melissa Satta. La compagna di Boateng nei giorni scorsi aveva parlato di una presunta tensione nello spogliatoio rossonero: "Io non sono razzista, ma penso che le donne non dovrebbero parlare di calcio perché non sono adatte" ha detto il tecnico serbo che sul licenziamento si è limitato a dire: "Non devi chiedere a me, non sono la persona adatta, dovresti chiedere al presidente. Vorrei ringraziare tutti i tifosi del Milan che sono sempre stati carini, significa che hanno apprezzato il Mihajlovic uomo".
mie scelte dalla prima all'ultima, e cioè quella di correggere, con il cambio dell'allenatore, un trend di gioco non all'altezza della storia dell'A.C. Milan perché, diciamolo chiaro, al di là dei risultati, non abbiamo mai visto il Milan giocare così male. A questo scopo non ora ma a fine stagione, valutando i risultati concreti di questa scelta, potremo assumere le decisioni migliori nell'interesse del nostro Milan", ha dichiarato.
Brocchi, non ha paura di "bruciarsi" con questo incarico?
"In questi mesi questo termine è stato utilizzato in maniera esponenziale. Questo rischio esiste sempre quando ti giochi certe opportunità. Devo avere l'umiltà di capire che, se le cose non dovessero andare bene, dovrò ripartire senza pensare che ho allenato il Milan e non è andata bene. Invece se andrà bene, saremo tutti bravi. Ma non è questo il mio primo pensiero. Voglio affrontare questa avventura con lo spirito che mi ha contraddistinto da calciatore. So quello che posso dare".
Non è troppo poco avere un contratto di appena due mesi?
"Nella mia carriera da calciatore ho sempre messo l'aspetto economico e contrattuale in secondo piano. Per me non è il contratto che ti dà l'opportunità di essere più sereno, ma il lavoro che fai. Se anche avessi un anno di contratto in più, ma facessi male in queste partite, non sarei comunque più l'allenatore. Allora l'unica differenza sarebbe avere le spalle coperte dal punto di vista economico, ma questo non mi interessa".
Si concentrerà subito alla preparazione della finale di Coppa Italia?
"Prima bisogna pensare al posto in classifica che garantisce l'Europa, un elemento che è di fondamentale importanza. Non si può pensare solo alla finale di Coppa Italia. Ma è normale che in queste sei partite si cercherà di seminare in vista di quella sfida".
Cosa cercherà di ottenere dalla squadra?
"Bisogna entrare in sintonia con il gruppo. Settimana prossima avremo subito un turno infrasettimanale. Ma cercheremo di fare di necessità virtù. Sto iniziando a fare qualcosa di mio. Abbiamo tempi brevi, dobbiamo fare in modo che ogni giorno ogni giocatore faccia un passo in avanti. E noi dobbiamo avere l'intelligenza di fare mezzo passo alla volta, anziché uno, proprio perché il tempo è poco".
Cosa ha detto ai calciatori?
"Ho detto che il loro livello è buono. Devo dare ai calciatori la consapevolezza di essere più forti rispetto a quanto si stanno esprimendo adesso. Tanti sono sotto le loro potenzialità. Ma non per colpa di Sinisa. E' una questione di momenti. Anzi volevo dire che ho avuto più volte di vedere all'opera il gruppo negli allenamenti di Mihajlovic. E ho sempre visto calciatori che avevano voglia di lavorare. Di questo va dato atto a Sinisa e al suo staff. Ho un bel rapporto con Sinisa. Mi sono sentito anche ieri con lui. E' stato un signore. Spero di creare un bel rapporto con i giocatori che erano vicini a Sinisa".
Porterà con sé lo psicologo che usa in Primavera?
"Sì, sarà con me in questo percorso. Ma, al di là di questo, è importante dare sicurezza a giocatori che possono andare in difficoltà in certi momenti della partita".
Come ha fatto a conquistare così Berlusconi?
"Non sono mai andato io da lui. Ma il presidente, che manifesta la voglia di seguire il Milan in tutte le sue dinamiche, ha iniziato a incuriosirsi nei confronti del mio gioco. E ha iniziato a prendere informazioni".Non teme di avere l'etichetta molto forte di uomo di Berlusconi come successo all'inizio con Capello?
"Non mi offendo se dite qualcosa di questo del genere. Non è questione di essere yes-man, ma di avere rispetto. Nella mia vita ho sempre rispettato tutti. E ho sempre pensato che condivisione e confronto debbano fare parte della vita di ognuno di noi. Avrò modo di confrontarmi quotidianamente con il presidente. Da tutti c'è da prendere. E poi magari andasse come è andata a Capello...".
Qual è la sua idea di calcio? E i suoi allenatori di riferimento?
"Mi piace giocare con il centrocampo a 3 e la difesa a 4. E mi piace giocare con il trequartista. In questo senso abbiamo diverse alternative. E ho sempre chiesto alle mie squadre di non essere passive, di attaccare, di avere iniziativa. Vorrei vedere questo. Ho avuto pochi allenatori, ma tutti buoni. In prima fila metto Ancelotti e Prandelli".
Berlusconi vuole un Milan giovane e italiano: lancerà molti ragazzi della Primavera?
"Abbiamo già giocatori della Primavera nella rosa della prima squadra. Donnarumma è sotto gli occhi di tutti, Calabria ha già avuto modo di mettersi in mostra e Locatelli è pronto dopo periodo in cui è stato integrato nel gruppo dei "grandi". Il salto da Primavera a prima squadra è importante. Se poi ci dovessero essere altre opportunità, ci sono giovani interessanti in Primavera".
Come ha reagito dal punto di vista emotivo?
"Con serenità perché questa situazione si era già proposta più volte negli ultimi mesi. Quindi avevo sviluppato un certo equilibrio. Quando è successo, l'emozione c'è stata. Per me questo è il 20° anno di Milan tra settore giovanile, calciatore e allenatore di vivaio. Come potrei non emozionarmi? Per me è la cosa più bella del mondo. Sono qui per mettermi in gioco. E sogno di essere qua all'inizio della prossima stagione".La disturba la diffidenza che aleggia intorno al suo nome?
"La avverto. Ma non mi posso fermare perché qualcuno ha questo pensiero e pensa che il mio nome non sia la scelta giusta. Ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero. Non ho mai cercato sponsorizzazioni. Sono sempre stato me stesso. E sono orgoglioso di questo".
Lei e Inzaghi chiamati ad allenare Lazio e Milan: è una rivincita dei settori giovanili?
"Sarebbe positivo perché parliamo da anni di Nazionale che ha bisogno di giovani italiani e di club che devono lanciare i ragazzi. Ma poi, se andiamo ad analizzare i numeri, ne vediamo pochi in Serie A. Bisogna fare qualcosa di importante per i settori giovanili. La speranza è quella di arrivare alle seconde squadre per consentire ai giovani di giocare ad alti livelli senza perdersi".
DIALETTICA INTERNA - Galliani difende la scelta di Berlusconi sul calcio di allenatore anche se lascia capire che le posizioni non erano identiche: "C'è dialettica interna ma condividiamo le decisioni. Ci sono stati colloqui tra il presidente e il sottoscritto che hanno portato a questa decisione. Abbiamo analizzato la partita con la Juventus ma anche i risultati dopo la sosta a partire dalla sconfitta col Sassuolo", dice l'ad rossonero. "Abbiamo identificato in Brocchi persona che può dare scossa a questa squadra anche se Sinisa ha ottenuto risultati portandoci in finale di Coppa Italia. E con Sinisa l'atmosfera era perfetta. La maggior parte dei giocatori erano con l'allenatore". Galliani fa chiarezza sul contratto breve del nuovo allenatore: "Tutti noi speriamo che Brocchi resti allenatore della prima squadra anche nella prossima stagione, ma anche se così non fosse resterebbe nei quadri del Milan come tecnico della Primavera".
QUESTIONE DI GIOCO - L'ad risponde alle critiche di molti tifosi: "Non c'è caos all'interno del Milan. Dispiace che non ci sia consenso intorno alle scelte fatte dalla società. D'altra parte chi gestisce una società ha dovere di prendere decisioni per il bene del Milan. E l'importante comunque non è la condivisione iniziale, ma dopo i risultati. Speriamo che Brocchi ripeta in prima squadra il gioco espresso in Primavera. Il gioco è determinante. Il presidente si innervosisce quando si gioca male al di là del risultato. Ed è il motivo per cui siamo qui a presentare Cristian Brocchi". Galliani lancia una proposta: "Non capisco perché non si riesca a fare in Italia il campionato Under 21. Così tutti questi ragazzi che noi squadre di Serie A dobbiamo mandare in B e in C potrebbero restare con noi. E non capisco perché non si riesca a fare il campionato Primavera solo della Serie A". Galliani non si sbilancia sul suo futuro: "I manager vengono nominati dagli azionisti. Io mi sento benissimo e in forma, ma la scelta dei maneger spetta alla proprietà. Il mio futuro, come lo è stato negli ultimi 30 anni, è quindi nelle mani di Fininvest".
I PICCOLI AZIONISTI CRITICANO - L'esonero di Mihalovic è stato criticato dall'Associazione piccoli azionisti del Milan che, con un comunicato stampa, ha manifestato "sorpresa e disappunto per la decisione" presa "in un momento così delicato della stagione nel quale il Milan si trova a difendere a fatica una posizione in classifica". L'associazione parla di "ennesima decisione dettata dalla totale assenza di progettualità e frutto dell'evidente improvvisazione dirigenziale del club". Timori per la scelta del nuovo allenatore. I piccoli azionisti "temono seriamente che Brocchi non abbia l'esperienza necessaria per restituire fiducia e consapevolezza alla squadra". Conclusione pensando all'assemblea in programma a fine aprile: "Chiederemo alla società di rendere conto anche di questa scelta controproducente sotto ogni punto di vista in occasione dell'assemblea del Milan".
TAPIRO A MIHAJLOVIC - Il giorno dopo l'esonero Sinisa Mihajlovic riceve il tapiro d'oro di Striscia la Notizia e replica alle frasi di Melissa Satta. La compagna di Boateng nei giorni scorsi aveva parlato di una presunta tensione nello spogliatoio rossonero: "Io non sono razzista, ma penso che le donne non dovrebbero parlare di calcio perché non sono adatte" ha detto il tecnico serbo che sul licenziamento si è limitato a dire: "Non devi chiedere a me, non sono la persona adatta, dovresti chiedere al presidente. Vorrei ringraziare tutti i tifosi del Milan che sono sempre stati carini, significa che hanno apprezzato il Mihajlovic uomo".