Milan, Brocchi: "Gruppo disunito, mi assumo colpa"
Il tecnico non cerca alibi dopo la sconfitta di Verona. "C'è un clima negativo, vorrei vedere più cattiveria in campo e più unione tra i giocatori. Non credo che la squadra pensi già alla finale di coppa Italia, c'è un sesto posto da difendere"
1 minuti di lettura
VERONA - Il Milan esce dal Bentegodi con le ossa rotte e una classifica che rischia seriamente di complicarsi col Sassuolo a un solo punto. "Oggi c'è stato un passo indietro dal punto di vista dell'atteggiamento - le parole di Cristian Brocchi a fine gara -. Nei momenti di difficoltà siamo andati in black out, la squadra si è disunita, i giocatori hanno lavorato singolarmente invece di farlo come gruppo. Se fai così dai modo agli altri di prendere coraggio, non trovi più i tempi e fai fatica".
SQUADRA DISUNITA - "Sono amareggiato per la situazione che si è venuta a creare - ha aggiunto l'allenatore -. Mi dispiace che ci sia un clima negativo, vorrei vedere in campo molta più cattiveria agonistica, molta più unione tra i giocatori. Verona fortunato nel trovare il gol allo scadere? La fortuna esiste, ma va cercata. Il Verona ha avuto il merito di giocare una partita di grande intensità, di grande voglia, non ha mollato e ha avuto la fortuna di chiudere con un grande gol. Il mio cambio tattico nel quarto d'ora finale? Josè Mauri ha giocato la prima gara da titolare, ha fatto bene, ma mancava poco, eravamo sull'1-1 e ho inserito Luiz Adriano per dare brillantezza all'attacco. In quel momento ritengo di aver fatto una valutazione giusta, volevamo vincere. Comunque io rappresento questo gruppo e mi prendo tutte le responsabilità, ora cercherò di mettere il mio carattere al servizio della squadra per cercare di dare qualcosa in più".
Verona-Milan, il film della partita
LA TESTA NON E' ALLA COPPA ITALIA - Brocchi ha poi escluso che i giocatori stiano già pensando alla finale di Coppa Italia contro la Juventus, in programma il 21 maggio a Roma: "Spero non sia così - ha osservato il tecnico rossonero - sentendoli parlare non mi sembra questo l'unico obiettivo della squadra. Le parole, però devono corrispondere ai fatti sul campo. Un gruppo deve rimanere sempre unito. Io conosco solo un modo per eliminare questi cali di tensione: lavorare. Il sesto posto è lì, dobbiamo giocarcelo fino alla fine e potrebbe essere uno stimolo in più per cercare la svolta".