Milan, tra Montella e Giampaolo spunta Garcia
di STEFANO SCACCHIMentre Brocchi si gioca nella finale di Coppa Italia la "missione impossibile" della conferma, nel lotto dei papabili allenatori rossoneri per la prossima stagione si fa avanti il francese: "Vorrei allenare ancora in Italia, ma a nord di Roma"
MILANO - È la disperata missione di Brocchi a tre giorni dalla finale di Coppa Italia a Roma con la Juventus: risvegliare la voglia di combattere della squadra che sembra scesa a livelli di guardia nella prova generale di sabato scorso con la Roma a San Siro.
SERVE FAME - Il tecnico rossonero, che ha avuto un duro sfogo dopo l'ultima sconfitta, continua a fare appello agli stessi concetti: "Io non mollo e non mi do mai per vinto. In finale voglio vedere la fame di vincere dei miei giocatori. Molti di loro non hanno mai vinto un trofeo. Dobbiamo arrivare carichi a questa partita. Questa componente in una finale puó fare la differenza", ripete il sostituto di Mihajlovic. "La delusione per quello che è successo nelle ultime settimane rimane, ma un allenatore deve pensare ad andare avanti e non abbattersi".
SEMPRE MENO CERTEZZE - Il problema è che Brocchi si trova ad aver perso anche alcune certezze della gestione Mihajlovi…
SERVE FAME - Il tecnico rossonero, che ha avuto un duro sfogo dopo l'ultima sconfitta, continua a fare appello agli stessi concetti: "Io non mollo e non mi do mai per vinto. In finale voglio vedere la fame di vincere dei miei giocatori. Molti di loro non hanno mai vinto un trofeo. Dobbiamo arrivare carichi a questa partita. Questa componente in una finale puó fare la differenza", ripete il sostituto di Mihajlovic. "La delusione per quello che è successo nelle ultime settimane rimane, ma un allenatore deve pensare ad andare avanti e non abbattersi".
SEMPRE MENO CERTEZZE - Il problema è che Brocchi si trova ad aver perso anche alcune certezze della gestione Mihajlovi…
MILANO - È la disperata missione di Brocchi a tre giorni dalla finale di Coppa Italia a Roma con la Juventus: risvegliare la voglia di combattere della squadra che sembra scesa a livelli di guardia nella prova generale di sabato scorso con la Roma a San Siro.
SERVE FAME - Il tecnico rossonero, che ha avuto un duro sfogo dopo l'ultima sconfitta, continua a fare appello agli stessi concetti: "Io non mollo e non mi do mai per vinto. In finale voglio vedere la fame di vincere dei miei giocatori. Molti di loro non hanno mai vinto un trofeo. Dobbiamo arrivare carichi a questa partita. Questa componente in una finale puó fare la differenza", ripete il sostituto di Mihajlovic. "La delusione per quello che è successo nelle ultime settimane rimane, ma un allenatore deve pensare ad andare avanti e non abbattersi".
SEMPRE MENO CERTEZZE - Il problema è che Brocchi si trova ad aver perso anche alcune certezze della gestione Mihajlovic: giocatori come Kucka e Romagnoli (provato terzino sinistro contro la Roma) sembrano in flessione mentre erano una garanzia con il precedente allenatore. Rendimento nettamente in calo anche per Alex. Difficile puntare su Niang ancora in fase di recupero. Resta un minimo di sicurezza in avanti con Baca e Luiz Adriano. Brocchi può consolarsi con una considerazione: le uniche due partite vinte con lui in panchina sono andate in scena lontano da San Siro (a Genova con la Sampdoria e a Bologna), stessa ambientazione della finale di Coppa Italia all'Olimpico.
NOME NUOVO - Prima della sfida con la Juventus potrebbe fare una visita a Milanello Berlusconi, artefice della scelta Brocchi. Finora però l'ex Cavaliere non è stato prodigo di sostegni pubblici nei confronti del suo pupillo gettato nella mischia al posto del serbo. Ed è ancora tutto da scrivere il futuro della panchina milanista. Nel lotto dei papabili allenatori rossoneri per la prossima stagione è entrato anche Rudi Garcia che potrebbe essere il tecnico ideale in caso di rilancio con l'arrivo dei nuovi proprietari cinesi. L'ex giallorosso, che si aggiunge ai nomi di Giampaolo e Montella, si candida con una frase sibillina: "Vorrei allenare ancora in Italia ma più a nord di Roma".
SERVE FAME - Il tecnico rossonero, che ha avuto un duro sfogo dopo l'ultima sconfitta, continua a fare appello agli stessi concetti: "Io non mollo e non mi do mai per vinto. In finale voglio vedere la fame di vincere dei miei giocatori. Molti di loro non hanno mai vinto un trofeo. Dobbiamo arrivare carichi a questa partita. Questa componente in una finale puó fare la differenza", ripete il sostituto di Mihajlovic. "La delusione per quello che è successo nelle ultime settimane rimane, ma un allenatore deve pensare ad andare avanti e non abbattersi".
SEMPRE MENO CERTEZZE - Il problema è che Brocchi si trova ad aver perso anche alcune certezze della gestione Mihajlovic: giocatori come Kucka e Romagnoli (provato terzino sinistro contro la Roma) sembrano in flessione mentre erano una garanzia con il precedente allenatore. Rendimento nettamente in calo anche per Alex. Difficile puntare su Niang ancora in fase di recupero. Resta un minimo di sicurezza in avanti con Baca e Luiz Adriano. Brocchi può consolarsi con una considerazione: le uniche due partite vinte con lui in panchina sono andate in scena lontano da San Siro (a Genova con la Sampdoria e a Bologna), stessa ambientazione della finale di Coppa Italia all'Olimpico.
NOME NUOVO - Prima della sfida con la Juventus potrebbe fare una visita a Milanello Berlusconi, artefice della scelta Brocchi. Finora però l'ex Cavaliere non è stato prodigo di sostegni pubblici nei confronti del suo pupillo gettato nella mischia al posto del serbo. Ed è ancora tutto da scrivere il futuro della panchina milanista. Nel lotto dei papabili allenatori rossoneri per la prossima stagione è entrato anche Rudi Garcia che potrebbe essere il tecnico ideale in caso di rilancio con l'arrivo dei nuovi proprietari cinesi. L'ex giallorosso, che si aggiunge ai nomi di Giampaolo e Montella, si candida con una frase sibillina: "Vorrei allenare ancora in Italia ma più a nord di Roma".