Sport

Milan, rinviata la firma con i cinesi: l'attesa blocca il mercato

Il ritardo è giustificato dalle lungaggini tecniche di un atto di compravendita ricco di clausole e penali. Ma sarebbe comunque questione di giorni. Ultimo ostacolo il riitorno di Mr Bee, una mossa disperata. Ma l'incertezza ha sabotato le operazioni per Benatia e Pjaca

2 minuti di lettura
MILANO - Più che un'operazione economica, la vendita della maggioranza del Milan assomiglia sempre di più a un gioco di pazienza. Ma essendo una virtù che non difetta in terra d'Oriente, ne dispone in buona dose anche la cordata cinese che ha proposto a Silvio Berlusconi di acquistare la maggioranza del club rossonero. Così, dopo aver aspettato dietro le quinte per quasi un anno che il numero uno di Fininvest accettasse di prendere in considerazione l'offerta che valorizza il Milan 700 milioni di euro (compresi i debiti) e aver dato il via libera a tutte le sue richieste aggiuntive (presidenza onoraria per due anni e impegno scritto nell'atto di vendita per assicurare almeno 100 milioni per il calciomercato ogni anno), sono ora alle prese con l'ultimo ostacolo. A un passo dal traguardo, con gli avvocati che stanno ultimando gli ultimi codicilli del voluminoso contratto, è tornato a farsi vivo Bee Taechaubol, Il finanziere tailandese di cui si erano perse le tracce circa un anno fa, dopo la firma di un fantomatico preliminare che valutava il Milan oltre un miliardo di euro.

Mr. Bee, come viene chiamato in patria, con un comunicato ha fatto sapere di avere offerto la stessa cifra della cordata di imprenditori cinesi, ma pretendendo una quota inferiore del club: il 48 per cento, contro l'80 richieste dai rivali. Perché, a suo dire, il Milan deve "essere e restare di proprietà di Berlusconi, al quale sono comunque pronto a mettere a disposizione tutto il lavoro commerciale fatto anche se non dovesse vendere a nessuno".

Un rilancio da prendere sul serio o una manovra di disturbo in extremis, nel tentativo di essere imbarcato nella corposa cordata cinese? Al momento, l'ipotesi più plausibile appare la seconda. Fonti vicine alla trattativa e alla Fininvest stessa fanno sapere che gli avvocati stanno limando gli ultimi particolari e che l'annuncio della cessione della maggioranza assolta del club da parte di Berlusconi è ormai questione di giorni. Il rinvio della firma da apporre al contratto preliminare viene giustificata con le lungaggini tecniche di un atto di compravendita ricco di clausole e penali. Inoltre viene fatto notare che Fininvest (proprietaria del 99% delle quote del Milan) ha una esclusiva con la cordata cinese e che per prendere in considerazione la rinnovata proposta di Mr. Bee dovrebbe rimettere tutto in discussione. E a quel punto, anche la proverbiale pazienza cinese potrebbe essere misurata nei suoi limiti.

Tutto questo, mentre nei siti e sulla chat i tifosi si dimostrano, ogni giorno che passa, sempre meno tolleranti. Temono manovre dilatorie e tentativi in extremis da parte di Berlusconi di non  cedere il comando. Ma soprattutto vedono una squadra che non riesce a prendere forma, perché l'incertezza frena il mercato e ostacola il progetto tattico del nuovo allenatore Montella. Adriano Galliani, che i cinesi riconfermerebbero come consulente, è alle prese con una difficoltà sempre più evidente: il Milan senza coppe europee ha perso fascino agli occhi dei calciatori, come si è visto nella vicenda del fantasista croato Pjaca, dissuaso da una telefonata del connazionale della Juventus Mandzukic dal prendere la strada di Milanello, per dirottare su Vinovo. Fino a quando non entreranno nelle casse del Milan fondi freschi in arrivo da Pechino, sarà complicato l'assalto a qualunque calciatore di prima fascia. Lo dimostrano i tentativi frustrati per ingaggiare il difensore Benatia prima e il fantasista croato Pjaca poi, entrambi destinati alla Juventus. Si inseguono il difensore del Villarreal Musacchio e il centrocampista argentino Sosa, è obiettivo scopertissimo il polacco Zielinski, si corteggiano i centrocampisti belgi Witsel e Tielemans. Ma è difficile fidarsi delle proposte di una squadra che, particolare non secondario, è destinata a rimanere senza coppe ancora per una stagione. E il solo Lapadula di certo non può entusiasmare una piazza abituata al massimo fino a una decina di anni fa.
I commenti dei lettori