MILANO - La risposta che Montella non era riuscito a ottenere a Doha contro la Juventus è arrivata a San Siro contro il Cagliari. Carlos Bacca, che aveva fallito un gol a pochi passi dalla linea contro i bianconeri in Supercoppa, è tornato al gol alla ripresa del campionato con i sardi. Finisce un incubo calcistico per l'attaccante colombiano che era alle prese col più lungo digiuno da quando aveva iniziato a giocare in Europa con Bruges, Siviglia e ora Milan: 594 minuti, 3 mesi e 6 giorni, 12 partite tra campionato e Supercoppa incluse tre giornate di Serie A saltate per infortunio muscolare. Un'eternità dal 2 ottobre, data dell'ultima rete, segnata su rigore al Sassuolo a San Siro.
TENTAZIONI RIFIUTATE - Il ritorno al gol di Bacca è stato necessario per sbloccare una partita che sembrava inchiodata al pareggio. Ed è finita anche una mini-astinenza da gol dei rossoneri che non segnavano in campionato da inizio dicembre col Crotone: poi ko per 1-0 all'Olimpico con la Roma e 0-0 casalingo con l'Atalanta. Ripagato Montella che, fin dall'estate, ha sempre dimostrato di credere in Bacca che è l'unico realizzatore di livello internazionale della squadra rossonera: con 7 gol è il principale marcatore del Milan in campionato. La squadra fatica ad avere bomber prolifici come le dirette concorrenti. Il centravanti promette fedeltà al Milan: "Ci sono tante squadre interessate a Bacca - dice il suo agente, Sergio Barila, a Tuttomercatoweb - alcuni club cinesi gli hanno offerto contratti importantissimi, ma il desiderio del mio assistito è solamente uno. Giocare nel Milan. Indossare la maglia rossonera lo rende felice". Bacca ha sempre avuto come obiettivo quello di riportare in Europa il Milan.
AUTORIZZAZIONI SENZA CERTEZZE - Dalla Cina invece continuano a non arrivare certezze sul fronte "closing" rinviato al 3 marzo. Al momento non c'è nessuna sicurezza sull'arrivo delle autorizzazioni dal governo di Pechino. Per portare a termine l'operazione - mancano 320 milioni a quota 520 - sarebbero quindi necessarie soluzioni alternative. Ma anche su questo fronte è necessario capire di cosa potrebbe eventualmente trattarsi: non è detto che si parli di un prestito da parte di banche europee oppure di banche cinesi all'estero. Non è ancora chiara l'architettura di questo piano che dovrebbe bypassare la mancanza di via libera da parte delle autorità di Pechino. Nei prossimi giorni alcune delle parti coinvolte cercheranno di analizzare meglio i dettagli di questa fase della trattativa. La necessità di ottenere la liquidità corrispondente alla caparra bis da una società delle Isole Vergine Britanniche, prima del versamento da Hong Kong all'Italia, conferma queste difficoltà. I risultati della squadra di Montella stanno continuando a coprire un quadro estremamente poco chiaro.
TENTAZIONI RIFIUTATE - Il ritorno al gol di Bacca è stato necessario per sbloccare una partita che sembrava inchiodata al pareggio. Ed è finita anche una mini-astinenza da gol dei rossoneri che non segnavano in campionato da inizio dicembre col Crotone: poi ko per 1-0 all'Olimpico con la Roma e 0-0 casalingo con l'Atalanta. Ripagato Montella che, fin dall'estate, ha sempre dimostrato di credere in Bacca che è l'unico realizzatore di livello internazionale della squadra rossonera: con 7 gol è il principale marcatore del Milan in campionato. La squadra fatica ad avere bomber prolifici come le dirette concorrenti. Il centravanti promette fedeltà al Milan: "Ci sono tante squadre interessate a Bacca - dice il suo agente, Sergio Barila, a Tuttomercatoweb - alcuni club cinesi gli hanno offerto contratti importantissimi, ma il desiderio del mio assistito è solamente uno. Giocare nel Milan. Indossare la maglia rossonera lo rende felice". Bacca ha sempre avuto come obiettivo quello di riportare in Europa il Milan.
AUTORIZZAZIONI SENZA CERTEZZE - Dalla Cina invece continuano a non arrivare certezze sul fronte "closing" rinviato al 3 marzo. Al momento non c'è nessuna sicurezza sull'arrivo delle autorizzazioni dal governo di Pechino. Per portare a termine l'operazione - mancano 320 milioni a quota 520 - sarebbero quindi necessarie soluzioni alternative. Ma anche su questo fronte è necessario capire di cosa potrebbe eventualmente trattarsi: non è detto che si parli di un prestito da parte di banche europee oppure di banche cinesi all'estero. Non è ancora chiara l'architettura di questo piano che dovrebbe bypassare la mancanza di via libera da parte delle autorità di Pechino. Nei prossimi giorni alcune delle parti coinvolte cercheranno di analizzare meglio i dettagli di questa fase della trattativa. La necessità di ottenere la liquidità corrispondente alla caparra bis da una società delle Isole Vergine Britanniche, prima del versamento da Hong Kong all'Italia, conferma queste difficoltà. I risultati della squadra di Montella stanno continuando a coprire un quadro estremamente poco chiaro.