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Milan, rimonte e orgoglio Montella: la risposta a Berlusconi

(ap)
Vertice segreto del presidente con Fassone e Galliani. Dopo la vittoria in nove con il Bologna, il pari nel finale con la Lazio che lascia intatatta le chance europee della squadra rossonera. Il caso Bacca
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MILANO - Il vertice segreto di gennaio tra Silvio Berlusconi, Adriano Galliani e Marco Fassone, rivelato da Repubblica, non è un passaggio qualsiasi nella storia di questa stagione del Milan, segnata dalla lunghissima trattativa per il passaggio di proprietà al fondo cinese SES. La presenza ad Arcore di Fassone, il volto italiano della cordata orientale, indica che la diplomazia per l'annunciata svolta societaria è ormai in moto da tempo. Il passaggio di consegne appare morbido. L'imminente closing del 3 marzo, togliendo il velo ai componenti del fondo, dovrà finalmente chiarire in quale misura e come il transito dal vecchio al nuovo Milan sia destinato a cambiare le strategie e la politica di mercato del club. Ma il segnale più significativo dell'avvenuto avvicendamento sarebbe la conferma ufficiale di Montella.

Il closing metterà anche fine alle voci che si inseguono in questi giorni: l'ultima, riportata dall'agenzia Adnkronos avrebbe visto il gruppo cinese proporre a Silvio Berlusconi di restare presidente onorario e di tenere una quota del 20% del club. Il numero uno rossonero avrebbe chiesto di legare le quote alla 'gestione tecnica'. In questo caso, ci sarebbe la conferma ai vertici del club rossonero di Adriano Galliani. Fonti vicine a Fininvest hanno comunque ribadito che la trattativa per la cessione del club è sul 100% delle azioni.

LE CRITICHE TATTICHE - Per il momento, infatti, la cosa certa è che Berlusconi continua a occuparsi di questioni tecniche. E che Montella, dopo i mesi iniziali di tregua, non è sfuggito al destino dei predecessori: incassare le critiche tattiche del deus ex machina. Nonostante tre dati incontestabili - l'eccellente girone d'andata ai bordi della zona Champions, la conquista della Supercoppa italiana contro la Juventus e il varo della squadra giovane e italiana caldeggiata dal datore di lavoro - l'allenatore ha fatto storcere il naso a Berlusconi per l'assetto senza trequartista e per il pragmatico utilizzo del contropiede. Il presidente uscente non ha nascosto la nostalgia per Brocchi, passato nel frattempo al Brescia. L'improvviso calo di risultati nel girone di ritorno ha alimentato le sue perplessità: almeno sugli argomenti calcistici Berlusconi davvero non sembra uno già sull'uscio di Casa Milan.

L'ORGOGLIO DEL MISTER - Fassone ha difeso Montella, dicendosi intenzionato a ripartire con lui, nella prossima stagione, per la caccia alla Champions League. Per ora il Milan, alla ventiquattresima giornata, ha un punto in più dell'anno scorso e come un anno fa corre per l'Europa League. Il diretto interessato non si è scomposto per le critiche e ha affrontato la seria emergenza, che tra gravi infortuni e squalifiche, dopo avergli tolto Montolivo, Bonaventura e De Sciglio, lo ha obbligato a rinunciare a metà dei titolari. "Riuscire a fare in queste condizioni quello che la squadra ha fatto vincendo a Bologna in 9 contro 11 e pareggiando in casa di un'avversaria forte come la Lazio è una dimostrazione di grande attaccamento e cuore. Possiamo qualificarci per l'Europa League. Sono orgoglioso di allenare questi ragazzi, mi fanno emozionare". Quanto al sistema di gioco, finora sono cambiati gli uomini, ma non la tattica: 4-3-3, con Berlusconi perplesso.

DITTA SUSO & SOSA - Per ora il vero closing del Milan è quello dei finali di partita, in cui raddrizza o aggiusta spesso il risultato. Negli ultimi minuti del girone d'andata Sampdoria, Chievo, Crotone, Cagliari e Palermo l'avevano constatato a proprie spese. Adesso è toccato, in sequenza, a Bologna e Lazio. Ma in generale, salvo rare eccezioni (il derby, Udine, il ritorno con la Sampdoria), il secondo tempo dei discepoli di Montella è meglio del primo: lo dicono le rimonte con Sassuolo, Empoli e Torino e la vittoria dell'andata con la Juventus. Le correzioni in corsa spesso funzionano. All'Olimpico è stato fondamentale il guizzo di Suso, un classico, però l'ingresso di Sosa regista ha acceso la scintilla: "Credo che giocare da play gli allungherà la carriera", ha profetizzato l'allenatore: sembra un'investitura tecnica ed è probabile che il trentunenne argentino, nel nuovo duello per l'Europa League contro la Fiorentina, venga preferito al diciottenne Locatelli.

DONNARUMMA SU, BACCA GIU' - Montella ha anche confermato implicitamente la priorità del mercato milanista: "Donnarumma è molto attaccato a questo club e credo che la società lo voglia blindare". Il portiere, che anche contro la Lazio è stato fondamentale con le sue parate, il 25 febbraio diventerà maggiorenne e potrà firmare un nuovo contratto. Il suo procuratore Mino Raiola vuole un adeguamento dai 4 milioni all'anno in su. E il Milan, cinese o ibrido che sia, sembra pronto all'esborso, per respingere la concorrenza di Juventus e Real Madrid. Intanto all'Olimpico si è visto per la prima volta il Donnarumma furioso: sul campo ha protestato con rabbia per il rigore, pensando che Damato avesse fischiato a lui il fallo su Immobile, commesso invece da Gustavo Gomez. Nel sottopassaggio verso gli spogliatoi il veterano Storari ha placato il giovane compagno. E' più difficile rimediare alla cupezza di Bacca, rimasto in panchina per tutta la partita, a guardare prima il tridente senza centravanti (Suso-Deulofeu-Ocampos) e poi la chiamata in causa di Lapadula: una momentanea retrocessione all'ultimo posto delle gerarchie. "Non ho bocciato Bacca. Semplicemente non sta attraversando un buon periodo". Montella ha provato a ridimensionare l'esclusione. Però Bacca, da seduto, è più ingombrante della sua taglia da attaccante normotipo. 
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