Caparre a singhiozzo, uffici deserti e poca chiarezza: il Milan e un closing pieno di dubbi
di STEFANO SCACCHINotizie poco incoraggianti dalla Cina. Un lancio dell'agenzia Reuters racchiude in poche righe tutte le perplessità legate alla trattativa per la cessione del 99.93% del club a Sino Europe Sports. Secondo l'agenzia di stampa internazionale, gli uffici della società che da mesi sta cercando di comprare il Milan sarebbero quasi sempre rimasti deserti
MILANO - Dalla Cina sono arrivati altri 20 milioni di caparra (totale aggiornato: 220 milioni) ma anche notizie decisamente poco incoraggianti. Un lancio dell'agenzia Reuters racchiude in poche righe tutte le perplessità legate alla trattativa per la cessione del 99.93% del Milan a Sino Europe Sports. Secondo l'agenzia di stampa internazionale, gli uffici della società che da mesi sta cercando di comprare il Milan sarebbero quasi sempre rimasti deserti.
NESSUN IMPIEGATO - L'inviato della Reuters a Changxing - la città dove è stato creato il gruppo guidato da Yonghong Li - si è recato sul posto per vedere gli uffici di otto società collegate a Sino Europe che dovrebbero trovarsi all'11° piano del grattacielo del World Trade Center cittadino. Ma, secondo l'agenzia, non c'è traccia di operatività in questi uffici. Di fatto si tratta di gusci vuoti. I dipendenti degli uffici vicini e i custodi dell&…
NESSUN IMPIEGATO - L'inviato della Reuters a Changxing - la città dove è stato creato il gruppo guidato da Yonghong Li - si è recato sul posto per vedere gli uffici di otto società collegate a Sino Europe che dovrebbero trovarsi all'11° piano del grattacielo del World Trade Center cittadino. Ma, secondo l'agenzia, non c'è traccia di operatività in questi uffici. Di fatto si tratta di gusci vuoti. I dipendenti degli uffici vicini e i custodi dell&…
MILANO - Dalla Cina sono arrivati altri 20 milioni di caparra (totale aggiornato: 220 milioni) ma anche notizie decisamente poco incoraggianti. Un lancio dell'agenzia Reuters racchiude in poche righe tutte le perplessità legate alla trattativa per la cessione del 99.93% del Milan a Sino Europe Sports. Secondo l'agenzia di stampa internazionale, gli uffici della società che da mesi sta cercando di comprare il Milan sarebbero quasi sempre rimasti deserti.
NESSUN IMPIEGATO - L'inviato della Reuters a Changxing - la città dove è stato creato il gruppo guidato da Yonghong Li - si è recato sul posto per vedere gli uffici di otto società collegate a Sino Europe che dovrebbero trovarsi all'11° piano del grattacielo del World Trade Center cittadino. Ma, secondo l'agenzia, non c'è traccia di operatività in questi uffici. Di fatto si tratta di gusci vuoti. I dipendenti degli uffici vicini e i custodi dell'edificio hanno visto raramente - "se non mai", si legge nel lancio - impiegati di Sino Europe. "Ho sentito il nome della società, ma qui non è mai venuto nessuno", spiega Liu Cong, un analista che lavora sullo stesso piano di questi uffici semi-deserti. Le notizie della Reuters confermano quello che era già stato descritto da un reportage della Gazzetta dello Sport pubblicato a metà dello scorso mese di ottobre. Anche in quell'occasione nessun dipendente era presente negli uffici di Sino Europe a Changxing.
NESSUNO COMMENTA - La sensazione è quella di un compratore evanescente che fatica a rendersi visibile, ad eccezione del periodico invio di caparre apparentemente senza volto. L'agenzia aggiunge altri particolari, ormai abituali per questa vicenda. Alcuni degli istituti finanziari, che dovrebbero essere coinvolti nell'operazione, rifiutano di commentare. E' il caso di China Construction Bank, Haixia Capital e Fubon Bank. Il fondo di Stato, SDIC, citato nel preliminare di agosto, dice di non essere attualmente a conoscenza di sviluppi dell'affare. E non intendono rilasciare commenti nemmeno Yonghong Li, Han Li e il governo di Fujian, che ad agosto aveva appoggiato pubblicamente l'operazione. L'inviato della Reuters non ha potuto nemmeno raggiungere Chen Huashan, il soggetto che spesso compare nei documenti come referente di Sino Europe, ma non è mai uscito allo scoperto.
IN ATTESA DI 80 MILIONI - Nelle stesse ore in cui Reuters pubblicava questo lancio, dalla Cina è arrivata una mini-caparra da 20 milioni, un quinto di quella attesa per il terzo round ancora da 100 milioni. Versamenti la cui paternità, a questo punto, apparterebbe solo a Yonghong Li, il misterioso uomo d'affari con un patrimonio stimato in 800 milioni, frutto di attività di trading con le azioni di Borsa e nel settore delle materie prime. Yonghong Li a questo punto sarebbe arrivato a 220 milioni (oltre un quarto del suo patrimonio) di soldi investiti senza alcuna garanzia in questa operazione. Fininvest attendeva la terza caparra da 100 milioni, a questo punto 80, entro la fine di questa settimana per capire se proseguire nella trattativa oppure interrompere le negoziazioni. Ma ora la tempistica potrebbe essere rivista. Al di là di questi bonifici in arrivo dall'Estremo Oriente, via Hong Kong e non più Cina (con un passaggio dalle Isole Vergini Britanniche per i 100 milioni di dicembre) resta la totale incertezza sulla fisionomia degli acquirenti di uno dei più importanti club del calcio mondiale. Il lancio della Reuters non fa che accrescere i dubbi.
NESSUN IMPIEGATO - L'inviato della Reuters a Changxing - la città dove è stato creato il gruppo guidato da Yonghong Li - si è recato sul posto per vedere gli uffici di otto società collegate a Sino Europe che dovrebbero trovarsi all'11° piano del grattacielo del World Trade Center cittadino. Ma, secondo l'agenzia, non c'è traccia di operatività in questi uffici. Di fatto si tratta di gusci vuoti. I dipendenti degli uffici vicini e i custodi dell'edificio hanno visto raramente - "se non mai", si legge nel lancio - impiegati di Sino Europe. "Ho sentito il nome della società, ma qui non è mai venuto nessuno", spiega Liu Cong, un analista che lavora sullo stesso piano di questi uffici semi-deserti. Le notizie della Reuters confermano quello che era già stato descritto da un reportage della Gazzetta dello Sport pubblicato a metà dello scorso mese di ottobre. Anche in quell'occasione nessun dipendente era presente negli uffici di Sino Europe a Changxing.
NESSUNO COMMENTA - La sensazione è quella di un compratore evanescente che fatica a rendersi visibile, ad eccezione del periodico invio di caparre apparentemente senza volto. L'agenzia aggiunge altri particolari, ormai abituali per questa vicenda. Alcuni degli istituti finanziari, che dovrebbero essere coinvolti nell'operazione, rifiutano di commentare. E' il caso di China Construction Bank, Haixia Capital e Fubon Bank. Il fondo di Stato, SDIC, citato nel preliminare di agosto, dice di non essere attualmente a conoscenza di sviluppi dell'affare. E non intendono rilasciare commenti nemmeno Yonghong Li, Han Li e il governo di Fujian, che ad agosto aveva appoggiato pubblicamente l'operazione. L'inviato della Reuters non ha potuto nemmeno raggiungere Chen Huashan, il soggetto che spesso compare nei documenti come referente di Sino Europe, ma non è mai uscito allo scoperto.
IN ATTESA DI 80 MILIONI - Nelle stesse ore in cui Reuters pubblicava questo lancio, dalla Cina è arrivata una mini-caparra da 20 milioni, un quinto di quella attesa per il terzo round ancora da 100 milioni. Versamenti la cui paternità, a questo punto, apparterebbe solo a Yonghong Li, il misterioso uomo d'affari con un patrimonio stimato in 800 milioni, frutto di attività di trading con le azioni di Borsa e nel settore delle materie prime. Yonghong Li a questo punto sarebbe arrivato a 220 milioni (oltre un quarto del suo patrimonio) di soldi investiti senza alcuna garanzia in questa operazione. Fininvest attendeva la terza caparra da 100 milioni, a questo punto 80, entro la fine di questa settimana per capire se proseguire nella trattativa oppure interrompere le negoziazioni. Ma ora la tempistica potrebbe essere rivista. Al di là di questi bonifici in arrivo dall'Estremo Oriente, via Hong Kong e non più Cina (con un passaggio dalle Isole Vergini Britanniche per i 100 milioni di dicembre) resta la totale incertezza sulla fisionomia degli acquirenti di uno dei più importanti club del calcio mondiale. Il lancio della Reuters non fa che accrescere i dubbi.