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Milan, tra Montella, Donnarumma e mercato: le prime spine della nuova proprietà

Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, nuovo ad e nuovo ds del club post-Berlusconi, hanno molti impegni in agenda. Sparita la clausola che parlava di 350 milioni per il mercato: Per il rafforzamento della squadra la strategia è puntare su nomi affermati, ma ad esempio l'obbiettivo Aubameyang è complicato dalla mancata vetrina della Champions league 
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MILANO - Adesso, dopo mesi di governo ombra e viaggi negli stadi d'Europa, inizia ufficialmente il Milan di Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli. Nuovo ad e nuovo ds del Milan post-Berlusconi. Davanti ai due ex interisti ci sono due fronti: uno interno e uno esterno. Il primo è tra le mura di Milanello dove Fassone e Mirabelli dovrebbero presentarsi per la prima volta tra oggi e domani per conoscere squadra, staff tecnico e dipendenti. Occorre portare convinzione ed entusiasmo in un gruppo che, fino a questo momento, anche nelle dichiarazioni pubbliche non sembra sprizzare entusiasmo verso il cambio di proprietà. Per il semplice motivo che ne ha sentito parlare per mesi, ma non l'ha mai conosciuta in modo tangibile.
 
LE DOMANDE DI MONTELLA - Emblematico l'atteggiamento di Montella: l'allenatore vuole capire i nuovi progetti prima di decidere cosa fare. Ha bisogno di sapere quali traguardi chiederà il nuovo corso con la rosa a disposizione. …
MILANO - Adesso, dopo mesi di governo ombra e viaggi negli stadi d'Europa, inizia ufficialmente il Milan di Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli. Nuovo ad e nuovo ds del Milan post-Berlusconi. Davanti ai due ex interisti ci sono due fronti: uno interno e uno esterno. Il primo è tra le mura di Milanello dove Fassone e Mirabelli dovrebbero presentarsi per la prima volta tra oggi e domani per conoscere squadra, staff tecnico e dipendenti. Occorre portare convinzione ed entusiasmo in un gruppo che, fino a questo momento, anche nelle dichiarazioni pubbliche non sembra sprizzare entusiasmo verso il cambio di proprietà. Per il semplice motivo che ne ha sentito parlare per mesi, ma non l'ha mai conosciuta in modo tangibile.
 
LE DOMANDE DI MONTELLA - Emblematico l'atteggiamento di Montella: l'allenatore vuole capire i nuovi progetti prima di decidere cosa fare. Ha bisogno di sapere quali traguardi chiederà il nuovo corso con la rosa a disposizione. L'Aeroplanino non ha intenzione di sobbarcarsi missioni che vanno al di là delle effettive potenzialità della squadra. E' stata la grande forza di questa stagione: potersi muovere senza ambizioni sproporzionate. Nutrita la lista dei giocatori con posizioni da sistemare, a partire da Donnarumma alle prese con il suo primo contratto da professionista. Il suo agente Mino Raiola è stato eloquente nel corso degli ultimi mesi, senza mai nascondere i suoi dubbi sulla nuova proprietà cinese, avvolta nella nebbia. Pesano anche i suoi rapporti con Galliani: strettissimi da quasi dieci anni, dall'ingaggio di Mattioni in poi. Con l'attuale ad alla guida la firma sull'accordo sarebbe stata meno problematica, con la coppia Fassone-Mirabelli il discorso è diverso. I nuovi dirigenti intendono fare leva soprattutto sulla volontà del giovane portiere e sul suo legame con il Milan. Ma con Raiola alle spalle non c'è spazio per i sentimentalismi, a maggior ragione in una situazione nella quale l'agente italo-olandese conosce il giocatore fin da bambino.
 
POI TOCCA A SUSO E DE SCIGLIO - Nell'agenda poi entreranno Suso e De Sciglio. Lo spagnolo è in attesa di prolungamento contrattuale (2019). Ancora più impellente questa incombenza con l'azzurro, in scadenza nel 2018. Sulle sue tracce da tempo c'è la Juventus. Più in generale i nuovi dirigenti dovranno entrare in sintonia con un gruppo, in gran parte formato da giovani del vivaio rossonero oppure da calciatori emergenti sui quali hanno scommesso Galliani e Maiorino, come Suso, Deulofeu o Pasalic. Quindi non campioni navigati (e non più cavalli di ritorno o calciatori in fase calante, come nel recente passato) ma ragazzi con meno di 25 anni di età che finora avevano referenti precisi negli attuali vertici. Occorrerà anche sintonizzare questa composizione della rosa con gli obiettivi di Fassone e Mirabelli. E qui entra in gioco il fronte esterno. Emblematica la questione Orsolini a gennaio. I nuovi ad e ds non hanno appoggiato l'acquisto dell'esterno offensivo dell'Ascoli, poi finito alla Juventus. A 10 milioni l'affare sembrava in effetti proibitivo, ma a una cifra inferiore sarebbe stato praticabile (qualcosa di simile è successo anche la scorsa estate con Lapadula, poi acquistato comunque per volere di Berlusconi).
 
FILOSOFIA DIVERSA - E' proprio una questione di target: i nuovi sono convinti che il Milan debba andare su campioni già affermati, come Aubameyang. Ma l'attaccante del Borussia Dortmund ha bisogno di restare sul palcoscenico della Champions League. Invece in questo momento il Milan è 6°. Per fare un altro esempio: Dahoud del Borussia Mönchengladbach, seguito dal "nuovo" Milan, ha scelto il Borussia Dortmund. Occorrerebbe una grande potenza di fuoco economica per convincere certi elementi (e relativi club) come Insigne e Keita. Il club rossonero, ceduto in modo piuttosto avventuroso grazie a operazioni di rifinanziamento a prestito, ha a disposizione questa capacità finanziaria da destinare sul mercato? Nel corso di questi mesi si è parlato di una campagna acquisti da 130-150 milioni. Ma poi le condizioni della cessione sono cambiate tantissime volte: ora una liquidità immediata dovrebbe essere garantita dagli ultimi trasferimenti di Yonghong Li e da parte del prestito di Elliott. Anche la capacità di poter alimentare queste risorse con le sponsorizzazioni in Cina risentirà del fatto che l'attuale proprietà, al momento, non ha più legami societari con il Paese asiatico: scomparsa Sino Europe, resta il veicolo in Lussemburgo. Per l'eventuale quotazione a Hong Kong servono tempi che vanno al di là delle prossime sessioni di mercato.

DIFFERENZE DA AGOSTO - Dal punto di vista delle risorse messe a disposizione dalla nuova proprietà è interessante fare un raffronto tra un passaggio del comunicato del preliminare di agosto e quanto scritto nella nota ufficiale dell'accordo definitivo di oggi. La scorsa estate le parti avevano fatto questo annuncio: "Gli acquirenti si impegnano a compiere importanti interventi di ricapitalizzazione e rafforzamento patrimoniale e finanziario di AC Milan, per un ammontare complessivo di 350 milioni di euro nell'arco di un triennio". Adesso, a otto mesi di distanza, il messaggio viene declinato così: "Gli acquirenti hanno confermato l'impegno a compiere importanti interventi di ricapitalizzazione e rafforzamento patrimoniale e finanziario di AC Milan". Non c'è quindi più un riferimento preciso all'investimento di 350 milioni in tre anni, contenuto nel preliminare. Ma, secondo le parti della trattativa, questo non significa che verrà a mancare l'impegno finanziario promesso ad agosto. E' stato deciso di non riportare nuovamente la cifra perché da agosto ad adesso gli acquirenti hanno già dovuto sostenere 90 milioni per la gestione ordinaria del club, quindi si sarebbe trattato in ogni caso di una somma differente, a questo punto pari a 260 milioni. Meglio - dal loro punto di vista - mantenere l'impegno "a compiere importanti interventi" senza  aggiungere una cifra diversa rispetto al preliminare. 

 
VIA DI MEZZO - Un banco di prova sarà rappresentato da Kolasinac, il parametro zero più desiderato d'Europa. Fassone e Mirabelli lo vogliono. E nella corsia parallela del mercato milanista degli ultimi mesi probabilmente il terzino bosniaco era stato sondato anche dalla dirigenza che sta per lasciare. Se il giocatore dello Schalke 04 verrà al Milan, sarà una buona dimostrazione della capacità di persuasione della nuova coppia del mercato rossonero. Una via di mezzo tra grandi nomi e possibilità di acquisto è fornita da Fabragas: lo spagnolo è un calciatore di prima fascia, ma non più nella fase ascendente della carriera. Era già stato sondato a fine agosto ed è sempre rimasto tra i papabili rossoneri del futuro. Sono tanti i punti da affrontare. Ed è già meta aprile, un momento della stagione nella quale la programmazione di un grande club dovrebbe già essere in fase avanzata.
 
ORIZZONTE IN MOVIMENTO - Ora, dopo mesi di mercato ombra, Fassone e Mirabelli possono iniziare a fare sul serio. Con tutte le incognite legate alla natura dell'affare: il nuovo proprietario, dal quale dipendono (anche se i contatti con Fassone erano partiti già con la precedente cordata guidata da Galatioto e Gancikoff), è appeso a un maxi prestito da restituire in 18 mesi. Se non riuscirà a farlo, Yonghong Li uscirà di scena e il fondo Elliott cercherà nuovi proprietari. E, a cascata, potrebbe cambiare ancora tutto. Nella "réserve de la République" ci sono due uomini molto legati a Berlusconi: Paolo Scaroni - centrale in questa operazione in qualità di vicepresidente dell'advisor Rothschild e punto di contatto con Elliott - e Adriano Galliani, ora destinato alla guida del settore immobiliare della Fininvest. Se la proprietà cambierà in tempi brevi, potrebbero essere pronti a costituire un comitato di emergenza per il Milan. La questione tecnica della squadra rossonera non può essere disgiunta dagli equilibri di un passaggio di proprietà che probabilmente non è ancora approdato alla destinazione finale.