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Milan-Genoa 0-0: Bonucci espulso, i rossoneri deludono ancora

Bonucci espulso: è il momento decisivo dell'incontro (ansa)
La squadra di Montella gioca tre quarti di gara in inferiorità numerica: Var fatale al difensore. Il tecnico resta in bilico. I rossoblù provano a pungere e alla fine si accontentano
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MILANO - A Montella non è riuscita l'inversione di tendenza. Il Milan non smette di vacillare, il che non rinsalda certo la sua panchina. Lo 0-0 a San Siro col Genoa, che si è accontentato di non subire al Meazza un'altra beffa come quella con l'Inter, fa seguito all'analogo pareggio senza gol in Europa League con l'Aek Atene. L'attenuante dei 68' in inferiorità numerica non cancella la sensazione della mancanza di idee e della scarsa consistenza in attacco, dove il rientrante Kalinic ha raccolto da André Silva il testimone dell'incapacità di pungere.

BONUCCI VEDE ROSSO - L'incredibile annata di Bonucci è proseguita nel peggiore dei modi. La gomitata in faccia rifilata a Rosi in mischia, su calcio di punizione, è stata smascherata dal Var e punita da Giacomelli col cartellino rosso. Il reo si è lamentato della decisione, l'arbitro gli ha spiegato che l'occhio era la telecamera. Oltre a…
MILANO - A Montella non è riuscita l'inversione di tendenza. Il Milan non smette di vacillare, il che non rinsalda certo la sua panchina. Lo 0-0 a San Siro col Genoa, che si è accontentato di non subire al Meazza un'altra beffa come quella con l'Inter, fa seguito all'analogo pareggio senza gol in Europa League con l'Aek Atene. L'attenuante dei 68' in inferiorità numerica non cancella la sensazione della mancanza di idee e della scarsa consistenza in attacco, dove il rientrante Kalinic ha raccolto da André Silva il testimone dell'incapacità di pungere.

BONUCCI VEDE ROSSO - L'incredibile annata di Bonucci è proseguita nel peggiore dei modi. La gomitata in faccia rifilata a Rosi in mischia, su calcio di punizione, è stata smascherata dal Var e punita da Giacomelli col cartellino rosso. Il reo si è lamentato della decisione, l'arbitro gli ha spiegato che l'occhio era la telecamera. Oltre a lasciare la squadra in dieci, Bonucci ha perso in un colpo solo la credibilità di leader e probabilmente la sfida con la Juventus: se verrà squalificato per due giornate, salterà appunto il Chievo e il duello con i suoi ex compagni. La fascia da capitano è stata affidata a Biglia: è l'ulteriore segno che i reduci dell'anno scorso - come Bonaventura, Suso, Romagnoli e Donnarumma cui la fascia venne promessa agli albori della famosa trattativa per il rinnovo - sono ormai in secondo piano rispetto ai nuovi, forse anche per la necessità di valorizzare la discussa campagna acquisti.

JURIC PRUDENTE - Sul piano tattico l'inferiorità numerica si è trasformata paradossalmente in opportunità difensiva: convertendo la linea a 3 in quella a 4 con i due centrali Zapata e Romagnoli (entrato al posto di Çahlanoglu) e con Rodriguez di nuovo terzino sinistro e Borini arretrato a destra, Montella ha costruito un Milan più compatto e votato al sacrificio, pronto a innescare il contropiede di Suso e Kalinic. Il Genoa, che pure aveva potuto fiutare la possibilità di infilarsi negli spazi di un fastidioso contropiede, non ha approfittato dell'uomo in più. Anzi, si è stranamente ritratto, lasciando l'iniziativa all'avversario, che si è scosso ben più di quanto avesse fatto in 11 contro 11. LIMITI TECNICI - Prima dell'espulsione di Bonucci qualche occasione c'era stata -  colpo di testa alto di Çalhanoglu su cross di Bonaventura, volo di Perin sul piatto di Borini servito da Suso - ma erano anche emersi i limiti tecnici di alcuni tra i nuovi arrivati: li aveva sintetizzati un tiraccio rugbistico di Rodriguez. La versione più guerresca del Milan si è espressa in una maggiore concentrazione e nell'accresciuta aggressività a centrocampo di Kessié e Biglia. Era comunque fatale che il Genoa trovasse qualche corridoio: prima dell'intervallo il dimagrito ex Taarabt ha liberato Rigoni  al colpo di testa, forte ma centrale. Juric ha aspettato il 7' della ripresa per i cambi tattici, che non hanno tuttavia modificato l'assetto, rendendolo appena un po' più offensivo per le caratteristiche dei neoentrati: Lazovic per Rosi, del quale dopo lo scontro con Bonucci spiccava in campo il turbante, e all'ex Lapadula (applaudito) per Galabinov, a tratti macchinoso.

TUTTO SUSO - Eppure, malgrado un aumento nella gestione del palleggio, l'unica occasione da gol concreta è capitata all'altro ex Bertolacci, che ha invano tentato il destro a girare nel sette. Il Milan ha sostanzialmente affidato i suoi break all'ex genoano Suso e ai suoi riusciti dribbling, che hanno tenuto in apprensione Laxalt e Zukanovic, anche se il conteggio degli attacchi è scarno: una volata con destro a lato di Kessié, due mancati agganci in area di Kalinic e un paio di tiri parati facilmente da Perin. Gli inserimenti di Calabria per l'infortunato Bonaventura e nel finale di Cutrone per il fischiato Kalinic sono stati gli aggiustamenti di Montella, mentre Juric ha scelto Ricci per lo stanco Rigoni. Il Genoa ha provato a vincere in contropiede, ma Zapata ha rimontato Lapadula in fuga e Taarabt ha alzato di testa un pallone promettente. Anche il Milan è rimasto alle promesse: la zona Champions continua ad allontanarsi.

MILAN (3-4-2-1): G.Donnarumma; Zapata, Bonucci, Rodriguez; Borini, Kessie, Biglia, Bonaventura (22'st Calabria); Suso, Calhanoglu (26'st Romagnoli); Kalinic (39'st Cutrone)
In panchina: Storari, A.Donnarumma, Abate, Cutrone, Gomez, Locatelli, Mauri, Montolivo, Musacchio, Andrè Silva Allenatore: Montella
GENOA (3-5-2): Perin; Izzo, Rossettini, Zukanovic; Rosi (7'st Lazovic), Rigoni (32'st Ricci), Veloso, Bertolacci, Laxalt; Taarabt, Galabinov (7'st Lapadula) In panchina: Lamanna, Biraschi, Brlek, Gentiletti, Migliore, Omeonga, Palladino, Pandev, Pellegri. Allenatore: Juric
ARBITRO: Giacomelli di Trieste
NOTE: pomeriggio sereno, terreno in buone condizioni. Espulso al 26'st Bonucci per una gomitata a Rosi rilevata con la Var.
Ammoniti: Laxalt, Taarabt. Angoli: 5-3 per il Milan. Recupero: 3'; 3'.