MILANO - La vittoria di Reggio Emilia col Sassuolo allontana la prospettiva di un esonero che in casa Milan volevano evitare per molte ragioni. E, non a caso, sarebbe stato preso in considerazione solo di fronte a una sconfitta pesante che evidenziasse in modo impietoso lo scollamento della squadra. Ma così non è stato. E il Milan può proseguire con Montella senza affidarsi alla soluzione interna rappresentata da Gattuso. Non sarebbe stato ideale presentarsi giovedì davanti al Financial Body della Uefa per discutere il piano di "voluntary agreement" per il fair play finanziario a poche ore dall'allontanamento di un tecnico. E non sarebbe stato il massimo nemmeno affrontare l'approvazione del bilancio semestrale settimana prossima con una situazione movimentata della squadra.
IN DISCESA DOPO NAPOLI - Montella ha scollinata la trasferta del Mapei Stadium scegliendo la strada dell'ironia alla vigilia e ora ha davanti una situazione teoricamente meno nebulosa. La squadra ora è 7a, sempre distante dalla zona Champions: -9 dalla Lazio che però avrebbe potuto essere un -12 dall'Inter se i biancocelesti avessero giocato e vinto con l'Udinese nella partita rinviata per maltempo all'Olimpico. L'obiettivo iniziale quindi resta lontanissimo. Ma adesso i rossoneri hanno un calendario non proibitivo dopo la trasferta di Napoli alla ripresa del campionato. Superata lo scontro del San Paolo ci saranno Torino in casa, Benevento fuori, Bologna a San Siro e Verona al Bentegodi. Più impegnativo il finale dell'andata con Atalanta a Milano e Fiorentina al Franchi.
"IL PEGGIO ALLE SPALLE" - Non sarà facile avvicinare la quarta posizione, ma Suso e compagni potrebbero approfittarne per aumentare la media punti. Lo spagnolo è il vero simbolo di questa squadra: miglior marcatore stagionale con 5 gol e principale fonte di inventiva. "Penso che il peggio sia alle spalle - ha scritto questa mattina su Instagram - oggi siamo più squadra, più compatti. Ma la strada è ancora lunga". La serata di Reggio Emilia ha evidenziato una tendenza già delineata (oltre a quella di vincere con le piccole e perdere con le grandi): è la vecchia guardia a risolvere le situazioni più spinose. Su 18 reti in questo campionato, 11 portano la firma di giocatori già in rosa, considerate le autoreti di Handanovic e Cesar propiziate da Bonaventura e Suso. Un controsenso dopo un mercato da 240 milioni di euro che ha rivoluzionato la rosa. Significativo anche il fatto che Montella col Sassuolo sia partito con 6/11 di vecchia guardia e abbia concluso addirittura con 8/11 dopo le sostituzioni.
BONUCCI "RINGRAZIA" LA SQUALIFICA - Prova a risollevarsi il nuovo capitano milanista che con gli emiliani ha dato segni di ripresa: "Questa vittoria - ha detto Bonucci alla Domenica Sportiva - ci serviva per ridare entusiasmo e calmare le pressioni di questi mesi. La mia squalifica è stata importante, ai limiti del fondamentale: sono riuscito a mettere benzina nelle gambe e riflettere sul fatto che il Bonucci di questo avvio di stagione non era quello vero. Mi sono focalizzato su troppe cose che non dovevano essere dentro la mia testa. Ho perso di vista me stesso in questo modo", dice il difensore che, pur non volendo entrare nei particolari, è molto chiaro sui motivi del suo addio alla Juventus: "Non sarebbe carino parlarne in diretta tv. Posso dire che con Marotta e la società non ho avuto alcun problema e sono grato alla Juventus per avermi reso il giocatore che sono oggi". Spicca l'eloquente mancanza di ogni riferimento ad Allegri.
IN DISCESA DOPO NAPOLI - Montella ha scollinata la trasferta del Mapei Stadium scegliendo la strada dell'ironia alla vigilia e ora ha davanti una situazione teoricamente meno nebulosa. La squadra ora è 7a, sempre distante dalla zona Champions: -9 dalla Lazio che però avrebbe potuto essere un -12 dall'Inter se i biancocelesti avessero giocato e vinto con l'Udinese nella partita rinviata per maltempo all'Olimpico. L'obiettivo iniziale quindi resta lontanissimo. Ma adesso i rossoneri hanno un calendario non proibitivo dopo la trasferta di Napoli alla ripresa del campionato. Superata lo scontro del San Paolo ci saranno Torino in casa, Benevento fuori, Bologna a San Siro e Verona al Bentegodi. Più impegnativo il finale dell'andata con Atalanta a Milano e Fiorentina al Franchi.
"IL PEGGIO ALLE SPALLE" - Non sarà facile avvicinare la quarta posizione, ma Suso e compagni potrebbero approfittarne per aumentare la media punti. Lo spagnolo è il vero simbolo di questa squadra: miglior marcatore stagionale con 5 gol e principale fonte di inventiva. "Penso che il peggio sia alle spalle - ha scritto questa mattina su Instagram - oggi siamo più squadra, più compatti. Ma la strada è ancora lunga". La serata di Reggio Emilia ha evidenziato una tendenza già delineata (oltre a quella di vincere con le piccole e perdere con le grandi): è la vecchia guardia a risolvere le situazioni più spinose. Su 18 reti in questo campionato, 11 portano la firma di giocatori già in rosa, considerate le autoreti di Handanovic e Cesar propiziate da Bonaventura e Suso. Un controsenso dopo un mercato da 240 milioni di euro che ha rivoluzionato la rosa. Significativo anche il fatto che Montella col Sassuolo sia partito con 6/11 di vecchia guardia e abbia concluso addirittura con 8/11 dopo le sostituzioni.
BONUCCI "RINGRAZIA" LA SQUALIFICA - Prova a risollevarsi il nuovo capitano milanista che con gli emiliani ha dato segni di ripresa: "Questa vittoria - ha detto Bonucci alla Domenica Sportiva - ci serviva per ridare entusiasmo e calmare le pressioni di questi mesi. La mia squalifica è stata importante, ai limiti del fondamentale: sono riuscito a mettere benzina nelle gambe e riflettere sul fatto che il Bonucci di questo avvio di stagione non era quello vero. Mi sono focalizzato su troppe cose che non dovevano essere dentro la mia testa. Ho perso di vista me stesso in questo modo", dice il difensore che, pur non volendo entrare nei particolari, è molto chiaro sui motivi del suo addio alla Juventus: "Non sarebbe carino parlarne in diretta tv. Posso dire che con Marotta e la società non ho avuto alcun problema e sono grato alla Juventus per avermi reso il giocatore che sono oggi". Spicca l'eloquente mancanza di ogni riferimento ad Allegri.