✕

Milan, Gattuso: "Ritiro? Era il minimo, ma non ho mai pensato alle dimissioni"

Gennaro Gattuso (ansa)
Il tecnico rossonero alla vigilia della sfida con l'Atalanta: "Noi siamo il Milan: non possiamo fare un punto tra Benevento e Verona. Il ritiro? Fassone lo ha definito un rimedio antico ma spesso le cose antiche sono le più belle. E non è vero che la squadra non fosse d'accordo"
2 minuti di lettura
MILANO - . Gattuso spera che il ritiro possa servire ad affrontare al meglio la partita con l’Atalanta domani a San Siro, prima uscita dopo il pesante ko con il Verona. L'allenatore rossonero chiede uno scaro caratteriale ai suoi calciatori.
 
Gattuso, quanto durerà ancora il ritiro?
“Abbiamo deciso di passare 4/5 giorni insieme per preparare bene questa partita. Lo abbiamo deciso fino alla partita con l’Atalanta. Poi cambia poco perché il 26 saremo di nuovo in ritiro qui per il derby del giorno dopo”.
Qualcuno ha detto che il ritiro è un rimedio antico.
“Era il minimo che potessimo fare dopo il 3-0 di Verona. Abbiamo fatto un punto tra Benevento e Verona. Questa è una maglia importante e gloriosa. E poi in questo mondo di oggi spesso le cose antiche sono le più belle. E ci tengo a dire che non è vero che la squadra non volesse. Sono state scritte tante falsità. Nessun giocatore si è ribell…
MILANO - . Gattuso spera che il ritiro possa servire ad affrontare al meglio la partita con l’Atalanta domani a San Siro, prima uscita dopo il pesante ko con il Verona. L'allenatore rossonero chiede uno scaro caratteriale ai suoi calciatori.
 
Gattuso, quanto durerà ancora il ritiro?
“Abbiamo deciso di passare 4/5 giorni insieme per preparare bene questa partita. Lo abbiamo deciso fino alla partita con l’Atalanta. Poi cambia poco perché il 26 saremo di nuovo in ritiro qui per il derby del giorno dopo”.
Qualcuno ha detto che il ritiro è un rimedio antico.
“Era il minimo che potessimo fare dopo il 3-0 di Verona. Abbiamo fatto un punto tra Benevento e Verona. Questa è una maglia importante e gloriosa. E poi in questo mondo di oggi spesso le cose antiche sono le più belle. E ci tengo a dire che non è vero che la squadra non volesse. Sono state scritte tante falsità. Nessun giocatore si è ribellato”.
In cosa ha aiutato questo ritiro?
“Dovevo anche dare un segnale alla piazza perché altrimenti sembrava che qui sono tutti contenti lo stesso, in caso di vittoria o di sconfitta”.
Perché la squadra fatica ancora così tanto?
“Diamo la sensazione di poter subire gol in qualsiasi momento. Quando iniziamo ad allungarci in campo non andiamo bene. E non mi spiego perché vedo cose in allenamento che non ritrovo in partita quando sembra che tutti pensino solo al proprio orticello”.
Cosa deve migliorare?
“Le gambe vanno meglio. Ma bisogna migliorare la percezione della sensazione di pericolo. La mia squadra non lo percepisce ancora. Se non migliora questo aspetto, rischiamo di fare altre figuracce come stiamo facendo. Ma il primo responsabile sono io. E poi c’è anche un aspetto caratteriale”.
Quale?
“Vorrei che i giocatori di esperienza dicessero una parola di incazzatura in più. Vorrei vedere qualche faccia incazzata in più. Io lo sono già sempre. Devo esserlo ancora di più. Non sarò bello ma vorrei che qualcuno prendesse da parte un compagno per dare un’idea di compattezza. In campo devo rincuorare giocatori dopo un errore perché vedo il giocatore che ci ripensa. Ma in questo lavoro non si può pensare. Ci sta di sbagliare nel calcio. Ma non bisogna deprimersi. E so che non siamo tutti uguali. A qualcuno devo dare una carezza, a qualcun altro una tranvata”.
Può fare chiarezza sulla voce delle sue dimissioni?
“Anche questa roba qua… Siete arrivati prima di me nella mia testa. Io non l’ho mai pensato. Sono andato in sede per parlare. Dovevamo decidere se fare il ritiro fino a mercoledì o anche oltre. Sapevo che c’era da lavorare fin dall’inizio. Sento su di me la responsabilità di 300-400 tifosi rossoneri nel mondo. Il Milan può avere tutte le scusanti del mondo ma non può fare solo un punto tra Benevento e Verona”.
Ha sentito i consigli di Berlusconi sulle due punte?
“Non c’è nulla di nuovo. Per 14 stagioni, quando giocavo nel Milan, una settimana si e una no lo ha ripetuto. E’ il segreto di pulcinella. Lo sanno tutti, anche mio figlio che ha dieci anni”.
Bonucci vuole già andare via?
“Non devo fare carezze a Bonucci, ma ridico quello che ho detto una settimana fa. E’ sempre quello che mette il suo bel faccino davanti ai problemi e quello che non si tria mai indietro. Stesso discorso vale per Donnarumma. Nessuno mi ha detto non ci vediamo più tra poche partite. E non vedo nulla di strano che Bonucci vada a cena con tre ex compagni della Juventus. Fa rumore perché arriva dopo una sconfitta per 3-0 ma non ci vedo nulla di strano”.
Teme la contestazione dei tifosi domani?
“Sì. Dobbiamo essere bravi noi senza sbagliare. Dobbiamo dare noi entusiasmo per portare i tifosi della nostra parte. Anche se spero che non succeda e i tifosi ci sostengano e al massimo ci critichino al 95° minuto se avremo fatto schifo”. 
Chi gioca al posto di Suso? Può esserci una chance per Chalanoglu?
“Non te lo dico. Ma davvero pensavi che te lo dicessi? Io mando le persone sugli alberi per capire chi gioca nelle squadra avversarie e pensi davvero che ti dica chi gioca?”, sorride Gattuso.