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Milan, Bonucci: "Gattuso come Conte per carisma e determinazione. Credo alla Champions"

Leonardo Bonucci (lapresse)
Il difensore rossonero azzarda il paragone: "Stesso carisma, determinazione e fa giocare bene la squadra. All'inizio non ero il vero Leonardo, poi ho ritrovato testa e fiducia in me stesso". Elogi per Cutrone, ma Calabria è il giovane che lo ha impressionato di più 
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MILANO - "Vincere aiuta a vincere e, come ha detto Gattuso, è necessario tenere i piedi per terra e non guardare al passato ma solo avanti con la convinzione di essere una squadra che può dire la sua contro tutti". Così Leonardo Bonucci, difensore e capitano del Milan, analizzando il brillante momento dei rossoneri. Si torna al clamoroso pareggio in casa del Benevento: "Se al gol di Brignoli mi aspettavo tutto quello che è successo nei mesi successivi? Sì, perché lì abbiamo toccato il fondo, peggio di così non poteva andare e potevamo solo migliorare. Ho sempre avuto fiducia in questa squadra e in questo progetto", ha assicurato il giocatore ex Juventus ai microfoni di Sky Sport. "E Gattuso ha dimostrato, nonostante la giovane età e la poca esperienza in panchina, di avere grande carattere e di saper far giocare bene la squadra".

"La dote che mi ha stupito più di tutte - ha proseguito - è la capacità di trasmettere a noi giocatori la fame e la cattiveria, caratteristiche che lo hanno contraddistinto anche da giocatore. È stato inoltre bravo a far sentire tutti importanti, dal primo all'ultimo, e questo penso sia il segreto più grande. Gattuso mi ricorda Conte per carisma, determinazione e la ferocia che trasmette alla squadra".

Da Bonucci parole di elogio per alcuni giovani compagno di squadra: "Patrick Cutrone ha il talento di chi vuole arrivare e non molla niente: per fare una grande carriera non deve perdere la fame e la voglia di migliorarsi. Ma quello che mi ha stupito più di tutti in questo momento è Calabria che ha fatto una crescita davvero importante, aveva bisogno di fiducia e adesso sta dimostrando di essere un giocatore importante sia per il Milan che per l'Italia".

Inevitabile una battuta sul derby di domenica sera. "È una partita a sé, noi siamo concentrati sull'obiettivo che è quello di vincere per raccogliere punti che ci servono per la corsa Champions. Sarà una partita difficile: Vinceremo, perché siamo più squadra. Se credo alla Champions? Sì. È un obiettivo e credo che questa squadra abbia le carte in regola per arrivare a quello che era uno degli obiettivi di inizio stagione. Io ho sempre creduto nell'impossibile...".

Bonucci è tornato sulle sue difficoltà all'inizio dell'avventura rossonera: "Nei primi tre mesi hai mai pensato "chi me lo ha fatto fare?" Sinceramente sì, è stato il momento in cui le mie prestazioni in campo non coincidevano con il vero Bonucci perché la testa muove tanto, se non tutto. Poi mi sono messo a lavorare ed ho pensato più a me stesso che a tutto il resto, a come aumentare la fiducia in me stesso perché non era possibile che fossi cambiato nell'arco di tre mesi". Il pensiero va alla sfida di Europa League con l'Arsenal: "Ha delle individualità importanti soprattutto dal centrocampo in su e noi dovremo fare la differenza come collettivo. Ma sono fiducioso perché siamo squadra e possiamo metterli in difficoltà".
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