MILANO - Il Milan cerca di ripartire dopo l'eliminazione dall'Europa League contro l'Arsenal. Domani pomeriggio a San Siro con il Chievo primo appuntamento per ripartire con la rincorsa al 4° posto, distante 6 punti. Poi ci sarà la sosta del campionato per gli impegni delle Nazionali: due settimane nelle quali potrebbe arrivare il rinnovo del contratto di Gattuso e del suo staff, ora in scadenza a giugno. Possibile un prolungamento di un anno fino al 2019. Ma il tecnico rossonero preferisce glissare sull'argomento. A sorpresa, nel tardo pomeriggio dopo che era già andata in scena la conferenza stampa dell'allenatore a Milanello, finisce fuori dalla lista dei convocati Kalinic. L'attaccante è stato escluso per "scelta tecnica" come spiega la società. E' probabile che l'attaccante non abbia convinto Gattuso nel corso della rifinitura. In particolare dopo aver capito che avrebbe giocato titolare ancora Cutrone.
Gattuso, il rinnovo è vicino?
"Sul mio contratto non c'è nessun problema, non capisco tutta questa importanza. Io devo lavorare, la società sa dove sono, non è la priorità. La priorità è riuscire a far bene e respirare l'aria che abbiamo respirato giovedì a Londra. Dobbiamo stare su quei terreni, il Milan deve stare su quei palcoscenici. Non dobbiamo dimenticarci da dove siamo partiti, i sacrifici che abbiamo fatto, ce la stiamo giocando e non dobbiamo mollare una virgola. Siamo questi e bisogna lavorare a 360 gradi tutti i giorni e dopo vediamo. Né Fassone, né Mirabelli, né la proprietà cinese scappano, né scappiamo noi. La priorità è vincere le partite e migliorare, poi il futuro mio e dei giocatori si vedrà. Oggi la mia fortuna è avere dei ragazzi che credono in quello che proponiamo durante la settimana".
La sosta può fare bene?
"Quando rivedo le partite, mi rendo conto che non siamo in momento di grande brillantezza, qualcuno ha bisogno di recuperare e riposare. Non è un caso se, dopo la partita con il Chievo, darò due giorni e mezzo liberi e anche settimana prossimo concederò due giorni di vacanza. In questo periodo hanno giocato quasi sempre gli stessi. Qualcuno sta facendo fatica. Bisogna fare un lavoro di qualità. Ma prima c'è il Chievo".
Quella con i veneti è una partita insidiosa?
"Va affrontata come una finale. E abbiamo avuto poco tempo per prepararla. Inoltre dobbiamo valutare qualche giocatore. Calabria non ha recuperato, Abate nemmeno. Domani ci sarà da battagliare. Spero che non esistano partite trappola, ma sono molto preoccupato. Il Chievo in questo momento sta facendo molta fatica, ma i giocatori gialloblù si conoscono bene: l'80% del gruppo è in quello spogliatoio da tempo. E il Chievo non ha mai vinto in casa del Milan, sono cose a cui bisogna dare una certa importanza".
Il Milan potrà subire la stanchezza dei tanti impegni ravvicinati delle ultime tre settimane?
"Non deve essere un alibi. Domani serve un grande sforzo mentale e fisico. Serve martellare, martellare, martellare. Poi ci saranno giorni di riposo per recuperare
La rende orgoglioso il fatto di essere il primo ex giocatore rossonero ad avere successo in panchina negli ultimi anni dopo le esperienze di Seedorf, Inzaghi e Brocchi?
"Non penso a quello che sto facendo o al confronto con i miei ex compagni, devo continuare il lavoro iniziato tre mesi fa, devo dare ai ragazzi la convinzione di essere una squadra forte. A casa non faccio tabelle, vivo alla giornata. Se oggi ho fatto risultati è perché i ragazzi mi stanno dando tutto"
Le ha fatto piacere la reazione dei tabloid inglesi che hanno criticato Welbeck per l'episodio del rigore?
"Sono stato a Glasgow quando avevo 18-19 anni. Conosco la mentalità britannica. Oltremanica sono sportivi. Vanno giù pesante quando sbagli, credono all'onestà degli atleti. Io però non posso giudicare i giocatori. In campo nessuno vuole perdere. Sarei ipocrita a dire che Welbeck ha sbagliato. Ha sbagliato chi ha concesso il rigore. E all'andata Calhanoglu era stato toccato in area. Quel calcio di rigore a San Siro dopo 5' poteva cambiare la storia".
La serata di Londra dimostra che il Var è indispensabile?
"Sicuramente in Italia siamo abituati al Var, ne sappiamo più degli altri, ci stiamo lavorando, durante le partite aiuta a prendere scelte giustissime. E' giusto che ci sia anche in Europa. Se c'è uno strumento che funziona per analizzare gol e fallo, non capisco perché ancora restano delle persone 90' su una linea. E' più facile se vanno in un gabbiotto e vedono le immagini, la tecnologia molte volte è meglio dell'occhio umano".
Cosa lascia in eredità la doppia sfida con l'Arsenal?
"Sono due partite che ci hanno fatto bene, abbiamo respirato un'aria diversa. Ma dobbiamo migliorare ancora, a livello di esperienza. L'obiettivo, come ho detto ai giocatori, è ricordarsi queste due serate: prima i 75.000 di San Siro, poi Londra. Dobbiamo avere voglia di fare ancora questo tipo di partite".
MILAN-INTER SI RECUPERA 4 APRILE - Ufficializzato intanto il recupero del derby Milan-Inter (in programma lo scorso 4 marzo e rinviato in segno di lutto per la morte del capitano della Fiorentina Davide Astori). La gara si giocherà mercoledì 4 aprile alle 18.30. E' stata così applicato il principio regolamentare della "prima data utile" che impone di collocare un recupero nella prima finestra disponibile in modo da scongiurare successivi problemi di intasamento del calendario. Su pressione del Milan, che avrebbe voluto giocare in un giorno festivo per favorire l'afflusso dei tifosi (per il derby del 4 marzo erano già stati venduti quasi tutti i biglietti), il commissario Malagò ha dato la sua disponibilità a tentare di collocare la stracittadina al 25 aprile. Ma è mancato il consenso di tutti i club di Serie A, necessario per derogare al regolamento.
Gattuso, il rinnovo è vicino?
"Sul mio contratto non c'è nessun problema, non capisco tutta questa importanza. Io devo lavorare, la società sa dove sono, non è la priorità. La priorità è riuscire a far bene e respirare l'aria che abbiamo respirato giovedì a Londra. Dobbiamo stare su quei terreni, il Milan deve stare su quei palcoscenici. Non dobbiamo dimenticarci da dove siamo partiti, i sacrifici che abbiamo fatto, ce la stiamo giocando e non dobbiamo mollare una virgola. Siamo questi e bisogna lavorare a 360 gradi tutti i giorni e dopo vediamo. Né Fassone, né Mirabelli, né la proprietà cinese scappano, né scappiamo noi. La priorità è vincere le partite e migliorare, poi il futuro mio e dei giocatori si vedrà. Oggi la mia fortuna è avere dei ragazzi che credono in quello che proponiamo durante la settimana".
La sosta può fare bene?
"Quando rivedo le partite, mi rendo conto che non siamo in momento di grande brillantezza, qualcuno ha bisogno di recuperare e riposare. Non è un caso se, dopo la partita con il Chievo, darò due giorni e mezzo liberi e anche settimana prossimo concederò due giorni di vacanza. In questo periodo hanno giocato quasi sempre gli stessi. Qualcuno sta facendo fatica. Bisogna fare un lavoro di qualità. Ma prima c'è il Chievo".
Quella con i veneti è una partita insidiosa?
"Va affrontata come una finale. E abbiamo avuto poco tempo per prepararla. Inoltre dobbiamo valutare qualche giocatore. Calabria non ha recuperato, Abate nemmeno. Domani ci sarà da battagliare. Spero che non esistano partite trappola, ma sono molto preoccupato. Il Chievo in questo momento sta facendo molta fatica, ma i giocatori gialloblù si conoscono bene: l'80% del gruppo è in quello spogliatoio da tempo. E il Chievo non ha mai vinto in casa del Milan, sono cose a cui bisogna dare una certa importanza".
Il Milan potrà subire la stanchezza dei tanti impegni ravvicinati delle ultime tre settimane?
"Non deve essere un alibi. Domani serve un grande sforzo mentale e fisico. Serve martellare, martellare, martellare. Poi ci saranno giorni di riposo per recuperare
La rende orgoglioso il fatto di essere il primo ex giocatore rossonero ad avere successo in panchina negli ultimi anni dopo le esperienze di Seedorf, Inzaghi e Brocchi?
"Non penso a quello che sto facendo o al confronto con i miei ex compagni, devo continuare il lavoro iniziato tre mesi fa, devo dare ai ragazzi la convinzione di essere una squadra forte. A casa non faccio tabelle, vivo alla giornata. Se oggi ho fatto risultati è perché i ragazzi mi stanno dando tutto"
Le ha fatto piacere la reazione dei tabloid inglesi che hanno criticato Welbeck per l'episodio del rigore?
"Sono stato a Glasgow quando avevo 18-19 anni. Conosco la mentalità britannica. Oltremanica sono sportivi. Vanno giù pesante quando sbagli, credono all'onestà degli atleti. Io però non posso giudicare i giocatori. In campo nessuno vuole perdere. Sarei ipocrita a dire che Welbeck ha sbagliato. Ha sbagliato chi ha concesso il rigore. E all'andata Calhanoglu era stato toccato in area. Quel calcio di rigore a San Siro dopo 5' poteva cambiare la storia".
La serata di Londra dimostra che il Var è indispensabile?
"Sicuramente in Italia siamo abituati al Var, ne sappiamo più degli altri, ci stiamo lavorando, durante le partite aiuta a prendere scelte giustissime. E' giusto che ci sia anche in Europa. Se c'è uno strumento che funziona per analizzare gol e fallo, non capisco perché ancora restano delle persone 90' su una linea. E' più facile se vanno in un gabbiotto e vedono le immagini, la tecnologia molte volte è meglio dell'occhio umano".
Cosa lascia in eredità la doppia sfida con l'Arsenal?
"Sono due partite che ci hanno fatto bene, abbiamo respirato un'aria diversa. Ma dobbiamo migliorare ancora, a livello di esperienza. L'obiettivo, come ho detto ai giocatori, è ricordarsi queste due serate: prima i 75.000 di San Siro, poi Londra. Dobbiamo avere voglia di fare ancora questo tipo di partite".
MILAN-INTER SI RECUPERA 4 APRILE - Ufficializzato intanto il recupero del derby Milan-Inter (in programma lo scorso 4 marzo e rinviato in segno di lutto per la morte del capitano della Fiorentina Davide Astori). La gara si giocherà mercoledì 4 aprile alle 18.30. E' stata così applicato il principio regolamentare della "prima data utile" che impone di collocare un recupero nella prima finestra disponibile in modo da scongiurare successivi problemi di intasamento del calendario. Su pressione del Milan, che avrebbe voluto giocare in un giorno festivo per favorire l'afflusso dei tifosi (per il derby del 4 marzo erano già stati venduti quasi tutti i biglietti), il commissario Malagò ha dato la sua disponibilità a tentare di collocare la stracittadina al 25 aprile. Ma è mancato il consenso di tutti i club di Serie A, necessario per derogare al regolamento.